Superskinny42- la storia dell’amore giusto al momento sbagliato

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img trovata su Google che arriva forse da Tumblrlrlr

Se c’era una prova – una di numero- che il mio culo riuscisse ad entrare per caso in una taglia 42 di un paio di jeans super skinny (mica skinny normali), si è volatilizzata in un nanosecondo.

Ma lo giuro, c’è entrato! E vi dirò di più, il bottone si è anche chiuso, senza  troppi sforzi e soprattutto senza dover imbastire un sistema di tiranti con gli elastici da teloni da Fiera della torta fritta.

Non si è neanche verificata quella cosa tale per cui magari il bottone si chiude anche ma poi, appena rilasci quegli ottocentosettantamila litri di aria inspirata per tirar dentro la pancia, tutto quel che è stato strizzato sotto viene sparato al di sopra della cinta…che hai voglia a metterci sopra una maxi maglia 25xl, i rotoli si vedono lo stesso.

E la taglia era anche proprio assolutamente quella. Non di quei capi che, per capirci, sono sì taglia 42 ma la 42 del Belize che corrisponde ad una 1605 italiana (che cosa tragicamente ingannevole e bastarda è, tra l’altro, questa cosa delle taglie corrispondenti? VERGOGNA A CHI CI ILLUDE).

Era una taglia 42 italiana –e chissenefrega se, come dice Nigel de Il diavolo veste Prada, la 42 è la nuova 345– di un paio di jeans neri (che il nero snellisce pure e quindi sticazzi) super skinny (!!!!!) che non mi si piantavano ad altezza ginocchio e che si allacciavano e che non mi trovavo il salvagente dei Titanic al posto del busto!!!!

Capite la mia contentezza? Avevo la prova che tutto ciò era possibile.

SENONCHÉ, al momento del pagamento, ho scoperto che loro, i superskinny42, facevano parte della categoria “uno su un milione” di quei capi che, nonostante fossero lì, concreti e tangibili, nel sistema erano considerati “da ritirare” e quindi i n v e n d i b i l i (zam zaaaaaam zaaaaaaaaaaammm!).

Dopo averli incontrati e averli vissuti per un fugace attimo in cui mi sono sentita un tutt’uno con loro, al punto che ho capito essere fatti per stare insieme…ho capito che quello era l’amore giusto al momento sbagliato. E non sono riuscita ad andare avanti, rifarmi una vita con un altro paio di jeans, perché erano loro, solo loro, semplicemente loro…e sarebbero stati loro per sempre. Sapevo bene chi era l’amore della mia vita e nessun altro avrebbe potuto prendere il suo posto.

Senza contare che l’idea di dover tornare in quel camerino largo come una piastrella di graniglia con il soffione sparato dritto in testa che più che aria sembrava pompare un monsone tropicale e ri-togliermi quei sedici strati di vestiti per provarmi un altro paio di braghe tra affanni e vampate di calore della temperatura di fusione dell’acciaio era alquanto demotivante.

Così ho comprato un paio di scarpe (tanto per cambiare) nere (tanto per cambiare) tacco 134 (tanto per cambiare). Che il sistema ha riconosciuto senza problemi e che soprattutto stan sempre benissimo a tutte.

E vivemmo tutti felici e contenti. Tiè.

La vita è come una scatola di cioccolatini- dall’infanzia a oggi

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me nel momento in cui ho realizzato di aver preso il cioccolatino al gusto cacca

Come dice Forrest, la vita è come una scatola di cioccolatini…non sai mai quale ti capiterà.
Vero.
In effetti le scatole di cioccolatini sono così varie, piene di colore, forme e dimensioni…e non sai mai quale scegliere perché, come dice mia mamma, non sai cosa c’è dentro fino a che non ne prendi uno e lo mordi. Dall’infanzia ad oggi, posso dire di averne gustati tre.

1) Il normo-cioccolatino
È un cioccolatino normale con molti altri fratelli gemelli nella scatola. Forma normale, colore normale…niente che un normale cioccolatino non abbia. Io lo associo alla mia condizione di vita in termini di estetica, salute e condizione economica. Non così povera da dover piangere miseria e mangiare cipolle ma neanche così ricca da potermi comprare un iphone senza pagarlo in comode rate mensili di 4.99 euro per sedici anni; non così sana da poter rinunciare all’amico Ketoprofene ma non così malata da vivere ogni giorno come fosse l’ultimo; non così scorfano da far cadere le croci al mio passaggio ma neanche così gnocca da potermi mettere i vestiti di moda adesso senza essere scambiata per una matta a piede libero. Una come tanti, insomma, a cui tutto sommato non è mai mancato niente e proprio male non è andata;

2) Il cioccolatino orgasmico
Ne hanno fatto uno solo e buono come lui non ne hai mai trovato un altro. È mostruosamente bello e tremendamente invitante, ti ci cade subito l’occhio e al solo pensiero di mangiarlo sbavi come Beethoven (il cane) davanti all’arrosto. Poi lo mordi ed è subito orgasmo. È l’Amore. Se per trovarlo ci sono voluti anni di angoscia (e amori disastrati con esseri dalla personalità di una Defonseca usata) e svariate trasferte nelle lontane lande laudensi, per conquistarlo è bastata una sera. Se non ci fosse lui vivrei lo stesso…ma un po’ meno bene!

3) Il cioccolatino al gusto cacca
Lo prendi perché è bello, del tutto ignaro di cosa stai per mettere in bocca. Appena lo mordi capisci che sei letteralmente fottuto: se lo ingoi il rischio è quello di morire soffocato dal vomito ma non puoi neanche sputarlo perché chi te l’ha offerto è davanti a te e ti sta proprio guardando in faccia in attesa che accada qualcosa. Così stai lì e impasti. Il mio cioccolatino al gusto cacca è la mia carriera universitaria. Iniziata un bel po’ ti tempo fa (dirlo è imbarazzante e chiedere di quanti anni si è fuori corso è cortese come chiedere il peso a una donna che è chiaro come il sole essere lontana anni luce dalla taglia 38, quindi facciamo che lasciamo pure le cifre alla matematica, grazie), ho capito subito che era la scelta sbagliata ma non ho (quasi) mai pensato di dare forfait. Perché sono dell’idea che quel che si comincia lo si deve portare a termine, perché nella vita mica tutto piace e mica tutto è facile e perché, in ogni caso, devi sempre andare avanti, a prescindere da quanto ti faccia schifo…ma comunque è ancora lì e, porcocavolo, non va giù neanche a morire. Quindi sto qui. E impasto.

Vademecum per affrontare le giornate “Just Depression”

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“Il diario di Bridget Jones”

Ci sono persone (tipo la sottoscritta) che hanno una naturale e spiccatissima predisposizione ad una visione catastrofica della vita, con picchi stratosferici nei giorni pre-ciclo e prova costume. Il Mondo è cinquanta sfumature di nero, gli uccellini che cantano ci fanno venire il nervoso e la sensazione è quella di avere un gigantesco avvoltoio appoggiato sulle nostre spalle, in attesa di un passo falso per strapparci gli occhi con il becco. Siamo il Terrore degli amici e il Flagello dei parenti, quindi ripieghiamo tutto sul povero partner sfigato che, per amore, ci sopporta.

Ma cosa fare per affrontare al meglio le giornate di questo tipo?!

1. Alzati dal letto: il torpore delle coperte e le luci soffuse non ci coccolano, piuttosto incrementano la nascita di pensieri malsani. Un risveglio in stile regime del terrore con i fari da stadio puntati sugli occhi, le finestre spalancate e Wagner al posto della melodia cinguettante della sveglia è la scelta migliore.

2. Fiondati sotto la doccia. Il disordine porta sconforto e incrementa il crogiolarcisi dentro. Se poi è fredda ti dà una botta che manco un treno in corsa, in più t’intirizzisce tutta e vedrai meno cellulite di prima (che fa sempre piacere).

3. Dai un rapido sguardo a Facebook. C’è sempre qualcuno che sta peggio di te. Se proprio non trovi niente, c’è sempre il profilo della nuova fidanzata del tuo ex o dell’ex del tuo nuovo fidanzato. Le sciagure altrui sono il secondo migliore anti-depressivo al mondo.

4. Non farti compassione E non cercar la compassione negli altri, a meno che tu non voglia correre il rischio che la folla al tuo arrivo si apra in due come il Mar Rosso al passaggio di Mosè.

5. Se è perché lui non ti caga…ce ne sarà un altro che ti cagherà. Non è un cretino, non è uno stronzo, non sei tu il problema e tantomeno fai schifo. Quindi pace, tanti saluti e avanti il prossimo.

6. Se è perché hai preso trenta chili in tre mesi…piangere mangiando il gelato con il cucchiaio da insalata non è la soluzione (…ma forse il problema!).

7. Esci di casa. Non sei Santa Rita da Cascia per esser pregata come se non ci fosse un domani, quindi stare sul divano e rifiutare con fare masochistico i ventordicimila inviti da parte dei tuoi amici che alla tua presenza ci tengono non è la scelta giusta.

8. Smetti di assillarese ne hai unoil tuo compagno. Il fatto che ti ami smisuratamente e incommensurabilmente non ti dà il diritto di martoriargli il testicoli facendo dei tuoi problemi l’unico argomento utile di conversazione.

9. Fai sesso. I fidanzati servono anche a questo, gli scopamici anche. Un buon orgasmo è il primo miglior anti-depressivo al mondo.

10. Non vivere come se dovessi morire domani in una condizione di totale solitudine e disagio. A meno che tu non abbia trenta gatti, la carta da parati scrostata e un pappagallo di nome Polly che si spenna da solo perché è esaurito.

Cordiali Saluti,

Me, Polly e i miei adorati Gatto sr. e Gatto jr. , Fufi, Spanky, Adam, Abel, Mao, Felix, Chicca, Debby, Micio, Micia, Fanny, Fancy, Gypsy, Coda, Ida, Molly, Chubby, Scrappy, Jenny, Kuma, Kira, Kitty, Lucy, Luna, Nasty, Nutter, Macchia e Otis.

I doveri della sposa

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Eccoli qui, dall’1 al 17, tutti i doveri che non so chi (e dato il contenuto, non so in quale periodo storico!) ha deciso debbano essere quelli della sposa nella famiglia cristiana. Però a me sembravano, come dire, incompleti. Così li ho presi…e li ho un po’ rivisitati, permettendomi di fare qualche piccolissima aggiunta!

  1. Voler bene al marito…quando al supermercato ti fa prendere le peggio schifezze, del tutto consapevole che, il giorno dopo, si prenderà la colpa per quella tacca in più sulla bilancia;
  2. Rispettarlo come capo…se state giocando a “la segretaria e l’avvocato”;
  3. Obbedirlo come tuo superiore…se state giocando a “il sergente e il caporale”;
  4. Assisterlo con premura…quando ha 37.01 di febbre;
  5. Ammonirlo con reverenza…se fa attaccare il sugo al pentolino perché troppo impegnato a non farsi ammazzare in Call of Duty- World at War: Final Fronts;
  6. Rispondergli con grande mansuetudine…di sabato mattina, appena sveglio, dopo una serata a suon di grappa e Gutturnio;
  7. Tacere quando è alterato…e fargliela pagare con una settimana di sogliola al vapore scondita e sesso scadente, al rientro dal lavoro;
  8. Pregare per esso il Signore…affinché non accenda mai la lavatrice senza la tua supervisione;
  9. Sopportarne i difetti…perché il rutto libero è un diritto, così come lo scaccolamento selvaggio e il lancio nel vuoto del pelucco dell’ombelico;
  10. Schivare la familiarità con gli altri uomini…e bruciare con un raggio laser tutte quelle donne che lo guardano per più di dieci secondi, soprattutto se sono gnocche;
  11. Non consumare la roba in vanità…ma buttargli a tradimento nel bidone dell’indifferenziata quelle orribili mutande slavate che ha dai tempi della cresima e la camicia ricevuta in dono dalla ex fidanzata, anche se è nuova di pacca ed è a corto di camicie;
  12. Essere sottomessa alla madre del marito e suoi vecchi…se hai tendenze masochiste e strane perversioni sessuali, per tutto il resto c’è Mastercard. O il “stai nel tuo”, se il “vaffanculo” ti sembra eccessivo;
  13. Umile e paziente colle cognate… se i loro figli ti perforano i timpani a suon di urla, ti coprono il divano di bava o ti sfasciano dieci soprammobili a visita;
  14. Prudente con quelli della famiglia…se sei sposata con un mafioso o ci sono anziani con l’osteoporosi e ogni volta che li abbracci rischi di spezzare loro una costola;
  15. Amante della casa…dopo aver speso centodieci euro per un posacenere alla Rinascente che non userai mai perché non fumi ma sempre e comunque 100% modern design;
  16. Riservata nei discorsi…coi conoscenti curiosi, perché le tempistiche di procreazione, essendo tuo l’utero e suo il seme, te le gestisci tu col  tuo compagno;
  17. Osservatrice dei doveri religiosi…perché dire di no al sesso orale è da egoisti e a Gesù l’egoismo proprio non piace.

Porno-logica applicata

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Opera di Gil Elvgren, img trovata su Google

Ieri su Facebook ho visto un post in cui si sosteneva che i romanzi e i film d’amore creano false aspettative da parte delle donne sugli uomini e che i film porno, invece, creano l’aspettativa contraria. Madonna BeataQUANTO È VERO.

La logica dei porno, fondamentalmente, è questa: ogni situazione, qualunque essa sia, può dare il via ad un potenziale giro di tango con qualunque essere vivente, umano, animale o vegetale, che si trovi in un raggio di tre chilometri. E soprattutto, ogni luogo è idoneo, sia esso la tangenziale, un’aiuola o la stalla del Bambin Gesù.

QUINDI. Se la nostra vita -quella di tutti i giorni, dico- fosse un film hard, con tutti i giri che facciamo durante il giorno, dovremmo tirarci dietro, invece della shopper bag, come minimo un trolley di preservativi. Che per le casalinghe e le pensionate diventano due valigie da venti chili l’una. Mia mamma, ad esempio, è capace di andare alla Coop, dal fruttivendolo, in lavanderia, in banca, in Posta, dal fornaio e sul mercato. E tutto questo solo al mattino. Tirate voi le somme.

Poi, dovremmo stare in casa o sul posto di lavoro nude. O meglio, diversamente vestite. Ma quando mai?! In estate posso capire, ma in inverno. Noi abbiamo la cervicale. Prendiamo i colpi d’aria, come i conigli nani che devi tenerli lontani dagli spifferi. Certo si potrebbe pensare di alzare il riscaldamento, però poi c’è il problema che la bolletta impenna e se apri la finestra per annaffiare le piante rischi di creare un ciclone tropicale in casa.

Comunque la solfa vale anche per gli uomini. Adesso, ditemi chi ha mai visto un idraulico sexy. O sono scalognata io che li trovo tutti più Danny de Vito che manzi che ti fanno venire i bollori…o c’è qualcosa che non va.

Inoltre l’uomo pornografico ha sempre e costantemente voglia. L’uomo pornografico smette di guardare i programmi sportivi per dedicarti le sue virili attenzioni e non si fa di certo abbattere dall’indigestione degli otto piatti di polenta e cipolle che ha mangiato per cena. Certo, l’uomo pornografico. Proviamo noi a gigioneggiare con i nostri fidanzati mentre stanno guardando la partita, il MotoGp o la Formula 1.

Non so voi, ma io ho l’assoluta certezza, senza ombra di dubbio, che il mio mi farebbe letteralmente toccare il cielo con un dito. Facendomi volare fuori dalla finestra. I believeeee I caaaaaaan flyyyyyyyyy