Revenant- la mia esperienza personale

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Dopo il disastro onirico di Macbeth, che ho aspettato come la manna dal cielo ma per una serie di sciagurati eventi tra cui la digestione di una cena più simile ad un banchetto rinascimentale che ad altro e il riscaldamento troppo alto in sala è finita che  ho chiuso gli occhi tre secondi e mi sono svegliata alla fine, ho deciso di ritornare al cinema ma questa volta mangiando un cicinino meno. Il microclima interno era perfetto e rischi abbiocchi zero.

Ah sì comunque sono andata a vedere Revenant. Bellissimo, mi è proprio piaciuto un sacco. Riprese mozzafiato, l’orso è stato bravissimo. Bello, bello e ancora bello.

Su musica e dialoghi invece purtroppo non posso pronunciarmi, non sono riuscita a seguirli molto. Però ho capito comunque tutto grazie al commento della Guido Meda delle sale cinematografiche che ha accompagnato la sala nella visione e spiegazione di tutto -nientepopodimenochedueoretrentaseiminuti- il film, con l’aggiunta di qualche opinione personale tra un tempo e l’altro per dare un po’ più di calore umano alla cronaca.

Sta correndo, adesso rantola…cade…ecco che torna l’orso, lo assale…ecco che lo morde! L’ORSO LO MORDE L’ORSO LO MORDE LO STA MORDENDO….che morsi ragazzi, incredibili! Incredibili morsi dell’orso! E ma gli orsi fanno male, si sa…guarda che sanguina, non smette di sanguinare…sanguina un po’ di più…credo che non ce la farà! Eh, gli orsi.

Ventidue euro di cinema spesi benissimo.

Che poi uno si aspetta che, ad una certa età in poi (diciamo, non so…dai 10 anni in su?) la gente sia bene o male in grado di stare al mondo sapendosi comportare in modo più o meno normale.

Salutare, dire grazie e per favore, non mettersi le dita nel naso per poi attaccare le caccole sotto la sedia della sala d’attesa proprio di fronte a te che sei allo sportello di quella sala e mangiarsele quando percepisci che sì, ti ho proprio visto, non appiccicare gli assorbenti usati come se fossero stancil decorativi sui muri dei bagni pubblici, tirare l’acqua quando si fa la pipì, pulire la sgommata sul water quando si fa la pupù…non parlare come una radio in una sala dove stanno proiettando un film diverso dal cinepanettone Ghini-De Sica-Boldi.

Uno se lo aspetta. Ci conta, nel 2016. Diventa quasi d’obbligo. Quindi non fate i buzzurri, che s’intona male con i vostri IPhone123splus edge che fanno il latte e anche il caffè e le Luigi appollaiate sulla spalla.

Fate le personcine per bene, che poi vi piovono addosso dei vaffanculi grossi come non so.

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Superskinny42- la storia dell’amore giusto al momento sbagliato

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img trovata su Google che arriva forse da Tumblrlrlr

Se c’era una prova – una di numero- che il mio culo riuscisse ad entrare per caso in una taglia 42 di un paio di jeans super skinny (mica skinny normali), si è volatilizzata in un nanosecondo.

Ma lo giuro, c’è entrato! E vi dirò di più, il bottone si è anche chiuso, senza  troppi sforzi e soprattutto senza dover imbastire un sistema di tiranti con gli elastici da teloni da Fiera della torta fritta.

Non si è neanche verificata quella cosa tale per cui magari il bottone si chiude anche ma poi, appena rilasci quegli ottocentosettantamila litri di aria inspirata per tirar dentro la pancia, tutto quel che è stato strizzato sotto viene sparato al di sopra della cinta…che hai voglia a metterci sopra una maxi maglia 25xl, i rotoli si vedono lo stesso.

E la taglia era anche proprio assolutamente quella. Non di quei capi che, per capirci, sono sì taglia 42 ma la 42 del Belize che corrisponde ad una 1605 italiana (che cosa tragicamente ingannevole e bastarda è, tra l’altro, questa cosa delle taglie corrispondenti? VERGOGNA A CHI CI ILLUDE).

Era una taglia 42 italiana –e chissenefrega se, come dice Nigel de Il diavolo veste Prada, la 42 è la nuova 345– di un paio di jeans neri (che il nero snellisce pure e quindi sticazzi) super skinny (!!!!!) che non mi si piantavano ad altezza ginocchio e che si allacciavano e che non mi trovavo il salvagente dei Titanic al posto del busto!!!!

Capite la mia contentezza? Avevo la prova che tutto ciò era possibile.

SENONCHÉ, al momento del pagamento, ho scoperto che loro, i superskinny42, facevano parte della categoria “uno su un milione” di quei capi che, nonostante fossero lì, concreti e tangibili, nel sistema erano considerati “da ritirare” e quindi i n v e n d i b i l i (zam zaaaaaam zaaaaaaaaaaammm!).

Dopo averli incontrati e averli vissuti per un fugace attimo in cui mi sono sentita un tutt’uno con loro, al punto che ho capito essere fatti per stare insieme…ho capito che quello era l’amore giusto al momento sbagliato. E non sono riuscita ad andare avanti, rifarmi una vita con un altro paio di jeans, perché erano loro, solo loro, semplicemente loro…e sarebbero stati loro per sempre. Sapevo bene chi era l’amore della mia vita e nessun altro avrebbe potuto prendere il suo posto.

Senza contare che l’idea di dover tornare in quel camerino largo come una piastrella di graniglia con il soffione sparato dritto in testa che più che aria sembrava pompare un monsone tropicale e ri-togliermi quei sedici strati di vestiti per provarmi un altro paio di braghe tra affanni e vampate di calore della temperatura di fusione dell’acciaio era alquanto demotivante.

Così ho comprato un paio di scarpe (tanto per cambiare) nere (tanto per cambiare) tacco 134 (tanto per cambiare). Che il sistema ha riconosciuto senza problemi e che soprattutto stan sempre benissimo a tutte.

E vivemmo tutti felici e contenti. Tiè.

La Selva Oscura (ancora Facebook!)

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immagina trovata su Google

Il giorno in cui mi iscrissi a Facebok fu quello che sancì la mia condanna. Lo feci più per “monitorare” le attività del mio ex-partner che per effettivo interesse, un anno dopo capii che non si tradisce necessariamente da dietro uno schermo né scrivendo messaggini: anche il soccorso in un incidente in tangenziale con prestito del triangolo (Il triangolo noooo, non l’avevo consideratoooo!!!), la fidanzata dell’amico puntata da tempo per una maggiorazione in zona toracica o l’assenza di testicoli nel prendere in mano una situazione di stallo sentimentale tirando avanti una relazione non voluta possono portare a prenderla platealmente nel culo.

Da lì in poi, di male in peggio. Dopo un quantitativo di anni non ben definito –più che altro perché se ci penso mi viene l’ansia– ecco i motivi per cui Facebook è un posto ostile.

 

1) È la versione moderna del canto delle sirene dell’Odissea e quella cibernetica dell’eroina. Ci sono storie di chi è riuscito a resistere, storie di chi c’è caduto ma poi ne è uscito definitivamente…ma i più soccombono. Del tutto inutili i tentativi drastici di cancellazione, molto poco credibili i <<…Stavo pensando di cancellarmi da Facebook!>>;

2) Non puoi avere un’opinione diversa dagli altri, specie su argomenti quali politica, religione e animali e pensare di esprimerla scampando a torce e forconi;

3) Non puoi essere gnocca (ma grazie al cielo questa condanna non mi tocca!). Se la sei e sei felice di esserla sei una tiramerda (troia), se la sei ma non sai di esserla sei una figa di legno (falsa);

4) Il binomio gnocca-ex ha sempre esito negativo in quanto + (la figheria, in questo caso) moltiplicato per – (il fatto di essere ex del tuo attuale fidanzato) fa sempre meno. Tradotto: le ex gnocche per le fidanzate in carica sono sempre aborti del Signore. Il binomio cessa-ex, invece, ha esito positivo non in termini di bellezza ma di incrementatore dell’autostima per le novizie;

5) Non sentire qualcuno non significa che quel qualcuno non si stia interessando a te, monitorando attentamente la tua vita elaborando teorie sulla base delle informazioni prese dal tuo profilo, foto, link e stati. Incazzarsi per la violazione della privacy è più o meno come prendersela con Gesù per il cagotto fulminante che ti è venuto dopo il latte appena munto che hai bevuto da un chioschetto a Marrakech (l’ho scritto bene??);

6) Non puoi cancellare qualcuno con la pretesa che questo non se la leghi al dito finché morte non ti colga. Se muore prima lui, a persegiotarti ci penserà il suo fantasma o l’entourage di personaggi che ha modellato a sua immagine e somiglianza convincendoli che stai sul cazzo anche a loro, anche se non ti conoscono;

7) Quello che pensi faccia ridere, fa ridere fino al momento in cui qualcuno non si senta chiamato in causa. Poi è guerra;

8) Se sei un vegano sei un esaltato del cazzo, se mangi carne sei un assassino, se mangi McDonald’s sei una fogna;

9) Magrezza = disordini alimentari. Non importa se è la tua costituzione o se t’ingozzi come un tacchino per un accenno di tette in più: se ti si vede un accenno di costole, sei da ricovero;

10) Sei fastidioso quando sei eccessivamente felice, lagnoso quando sei depresso. Facebook non è un confessionale, se hai dei problemi paga uno psicologo, cazzo!

11) Anche se c’è l’opzione “fidanzati ufficialmente”, è sempre meglio non usarla. I “fidanzati ufficialmente” è spesso guardato in modo ostile, specie da chi di “uffiale” ha solo le ragnatele in zona pubica;

13) Se non vuoi farti dare della zitella acida stronza, cerca di dire e di fare sempre quello che gli altri si aspettano da te: una beatissima minchia di niente (giochini in stile La Fattoria Felice compresi). Se sai stare nel tuo senza dare fastidio, sei esteticamente nella norma, la tua vita sentimentale è color pastello, non ti esponi troppo nei giudizi e le posizioni le prendi solo quando dormi…allora sì, quello Social è un Mondo magico!

Il Qualunquista disinformato incazzato (sempre di Facebook)

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Apparentemente innocuo, si attiva principalmente quando si parla di politica. Di cui non sa palesemente una ciufola (manco io se è per quello…ma non pretendo neanche di farla).

Infatti, il Qualunquista disinformato incazzato-tipo, ha poche nozioni prese alla cazzo di cane da un mare magnum di notizie by Tg-com, screenshot di tweet di gente famosa che followa su twitter, link di Facebook e comizi grillini vari ed eventuali in cui è incappato per caso mentre faceva zapping in mutande sul divano in una stranamente troppo calda sera di maggio MISCHIANDOLE A tendenze pseudo-destroidi acquisite nel corso degli anni e fomentate da una Crisi che, di fatto, non sa neanche dove sta di casa ma che, sempre di fatto, lo fa incazzare perché, cazzo, c’è la Crisi! (oooocheiiii)

Però a lui Mussolini non piace per la storia di Adolf…infatti vota sempre Sinistra (a parte il 25 Maggio che ha votato Grillo perché il suo è un voto di protesta!) perché la Democrazia, che però è morta, è cosa buona e giusta e le dittature fanno schifo MA non sono comunque cazzi suoi se tu, povero scemo, hai fatto un figlio o il tuo partner non ha più un lavoro! Quindi colcazzo, cazzo, che paga di tasca sua i rimborsi per coniuge e figlio a carico, gli zingari devono bruciare nelle loro roulotte, fuori corso bamboccioni e politicicorrottiandatealavorareeeee!!!!! (vaaaaabeneeee)

Tuttavia, qualche volta che “si stava bene quando c’era Zio Benito!” gli è scappato (perché ha letto su Wikipedia che, tutto sommato, qualche riforma valida l’ha fatta) ma vi ha subito posto rimedio con un insulto-vignetta di serie Z al ventennio Berlusconi.

È anche quello che commenta con orrore il fatto che nelle macellerie presto si venderà carne di cane (…), che s’imbufalisce perché non è possibile che gli immigrati ricevano soldi aggratis e i poveri onesti lavoratori onesti italiani onesti no (…..) e che inneggia alla castrazione chimica per un Nichi Vendola pedofilo di merdaaaa gay che appoggia la pedofilia (………).

Conversare con questa tipologia di persone provoca disagio e frustrazione causa proposta di citazioni/ proverbi by aforismiecitazioni.net come argomentazione a sostegno della tesi, mancanza di argomentazioni a sostegno della tesi e, ultimo ma non ultimo, totale incapacità di fare un discorso di senso compiuto che centri anche solo minimamente con quello su cui si sta discutendo e vada oltre i tre periodi (nel senso di frasi complesse).

Non tentate di cambiarli e istruirli…piuttosto, se volete contribuire, regalate loro settanta pacchi da millantaseicentodue confezioni di anticoncezionali. Il controllo delle nascite potrebbe essere la soluzione.

Lo stronzo di quartiere

Schermata 2014-05-15 alle 14.46.17Lo Stronzo di Quartiere vive per lo più nelle zone periferiche dei medio-grandi centri urbani, confinato entro il suo territorio di pochi chilometri quadrati (il quartiere, appunto) da cui esce raramente e solo per estrema necessità.

Di sesso maschile e piuttosto schivo nei confronti del prossimo, non è socialmente inserito in un branco per il suo carattere particolarmente pedante e rognoso.

Soffrendo la crisi di mezza età ed essendo sessualmente frustrato a causa del suo aspetto poco piacente, spaccia per senso di Giustizia e Moralità quello che, invece, è solo un viscido e subdolo sadismo che lo accompagna sin dalla nascita.

Così, se da bambino faceva la spia puntando il ditino contro tutto e contro tutti, del tutto incurante dell’eventualità di poter non essere figlio di Maria, oggi, da adulto, scrive lettere anonime da appendere a garage, tergicristalli e porte d’ingresso con l’intenzione di smerdare pubblicamente il diretto interessato, brontola alle spalle del prossimo E ha un piano tariffario con minuti illimitati verso il numero dei vigili urbani.

Agendo prettamente in orari in cui la gente normale fa altro e spacciandosi per amorevole e cordiale vicino di casa, la percentuale delle probabilità di beccarlo è molto bassa se non inesistente.

 

Detto ciò, mi rivolgo direttamente a te, Stronzo che, attento come sei a tutto ciò che accade intorno a te, starai sicuramente leggendo queste righe

Se ti dovessi trovare, un giorno, in farmacia con un conto di 110 euro spesi in medicinali vari ed eventuali, chiedendoti come mai sia capitato proprio a te…sappi che te l’ho tirata io.

Con affetto, l’utente a cui hai fatto prendere 110 euro di multa in un quartiere dove i vigili non passano mai, neanche per caso…solo perché l’Arte del farsi i cazzi propri ti è più sconosciuta dell’apparato riproduttivo femminile, cioè quella cosa a cui dovresti dedicare il tuo tempo invece di cagare il cazzo agli altri.

Di che #selfie sei?

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Nato come scatto tanto triste e solitario quanto ostinato nel voler sembrare quello che non era, cioè una foto made by another person (tipo un fidanzato inesistente), oggi lo troviamo ovunque e nelle forme più svariate. Da Facebook a Twitter, con picchi su Tumblr ed Instagram, è un flagello di Dio più virale dell’ebola che, attivamente o passivamente, ci ha colpiti tutti. E non c’è scampo, amici, non c’è scampo.

 

1) Il #selfie di coppia
Dopo otto ore di dibattito su chi dei due ami di più l’altro O sia più testa di cazzo, nel dubbio, si scattano un selfie per urlare al mondo che, in ogni caso, la loro è una coppia felicemente figa. Al mare, alle terme, nella bufera di neve sul Passo del Gran San Bernardo o nel reparto detersivi dell’Ipercoop…come loro, nessuno mai! E quelle piccole escrescenze che vedete sbucare, non sono corna…malfidenti che non siete altro!

 

2) Il #selfie di gruppo
Prima non c’era, poi venne la Notte degli Oscar e fu subito moda. Per un minimo di tre ad un massimo di centoventuno individui, è la quintessenza  della gioia e del “Tiè, rosica, persona qualunque che neanche in otto vite riuscirai mai ad avere amici fantastici come i miei!”. Se troppo affollato perde il suo fascino, rischiando di venir confuso con la foto di un comizio di Beppe Grillo in Piazza Duomo, con personaggio famoso (tipo il Papa) diventa subito “immagine di copertina” di Facebook.

 

3) Il #selfie di specchio
È nato, fondamentalmente, per rompere i cojones ai fidanzati. Ti mettevi lì, davanti allo specchio, e, con santa pazienza, ti scattavi ventiquattro mila foto. Poi gliele mandavi tutte per fargli notare che quel “Ma amore, non sei ingrassata!” era probabilmente frutto della sua miopia. Poi si sono evoluti, come i pesci della preistoria, e ora promuovono capi d’abbigliamento, testimoniano tatuaggi e progressi in palestra, raccattano complimenti spacciando per grassezze magrezze vertiginose o per bruttezze bellezze meravigliose E arrapano privatamente potenziali sconosciuti alle spalle dei felici fidanzati (quelli dei #selfie di coppia).

 

4) Il #selfie belfie, di poppe e lo slip bridge
In un’era in cui “rimetterci la faccia” è un attimo, con tutte le vaccate che ci sono in giro, o la faccia si è logorata a furia di flashate negli occhi…si è deciso di tagliar la testa al toro e puntare tutto, a scanso di guai, su culi, tette e vulve. Così avremo l’#underboobs, frutto di sagaci inquadrature dal basso di sedicenti maggiorate dai seni al vento e per nulla adatto a chi le poppe non ce le ha o, se le ha, sono a tapparella, lo #slipbridge, con scorcio di pelo tra i giochi d’ombra di una micro mutanda tesa su montagnose anche e, ultimomanonultimo, il #belfie, in cui si fa il salto di qualità passando letteralmente dalla faccia di tolla a quella da culo.

 

E voi, in tutto questo marasma, di che #selfie siete?! Io, personalmente, non sapendo quale scegliere MA dovendo farlo perché se non ti fai i #selfies sei un cretino, a causa di due tette troppo timide e un lato b fastidiosamente asociale…credo proprio che andrò a parare sul #sellotape. Così, già che ci sono, risparmio anche sull’estetista.

ADMO- L’unicità che fa la differenza

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Sono una di quelle persone che gli esami del sangue li fa una volta l’anno e, pur di non guardare l’ago, ruota la testa che manco i gufi, odio andare dal dottore, non vado mai a messa, mangio carne animale, compro cose col pelo, qualche volta bestemmio e la bussola della mia moralità non sempre punta a nord.

Ma ogni singolo giorno e, ahimè, nel modo più egoistico, mi sveglio e prego che certi problemi rimangano lontani. Da chi? Da me, dalla mia famiglia…dai miei amici.

Purtroppo, però, le preghiere non vengono sempre ascoltate. E, dopo una serie di sciagurati eventi e un film dall’argomento affine, mi sono ritrovata a spulciare il sito dell’ADMO come un’ossessa, alla ricerca di informazioni utili.

Dieci minuti dopo, sull’agendina rosa damascata, in data Martedì 8 Aprile 2014, una parentesi graffa e una scritta nera: 08:00-09:00 ESAMI DEL SANGUE, centro trasfusionale.

 

  • La popolazione italiana residente ammonta, in totale, a circa 60 milioni di individui;

 

  • 30 milioni circa rientrano nei parametri di età in cui è possibile donare il midollo osseo o essere richiamati;

 

  • I donatori potenziali in Italia sono 342.964;

 

  • Soltanto UNA PERSONA su 100.000 è compatibile.

 

Quindi, Tu, proprio tu che stai leggendo…TU puoi fare la differenza.

È una di quelle scelte che sono tanto meditate quanto impulsive, perché ci pensi da sempre ma, da sempre, rimangono lì, nell’aria…un po’ evanescenti…fino al giorno in cui, per un motivo o per l’altro, ti butti. E speri. Che un giorno o l’altro ti chiamino, che ti dicano che sì, sei proprio tu quell’uno su centomila…e, d’altro canto, che il telefono non squilli mai. Perché se squilla è perché la vita di qualcuno è appesa ad un filo.

Tutti noi abbiamo il midollo, in quanti, però, abbiamo fegato?

 http://www.admo.it

Categorie umane- Gli otto “amici” che si dovrebbero mandare a cagare senza l’ombra di un rimorso.

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Hai paura di svegliarti, un giorno, e trovare come unico sms quello del tuo operatore che ti avvisa che la promozione 345 ore e 678 messaggi gratis verso tutti sta per scadere? Temi che le tue uniche notifiche su Fessbuc saranno quelle dei giochi e l’invito all’evento “Dieci motivi per cui non suicidarsi”?! La solitudine può far paura…ma meglio soli che mal accompagnati, perché ad andare con lo zoppo, se non finisci per zoppicare, è certo che la prendi nel gnao (o, più volgarmente, culo).

#1. Il riempi-agenda: Ama la vita mondana e in casa ci sta solo se ha quarantacinque di febbre e un piede nella fossa. Dal momento che è fisicamente impossibile fare le tre di notte ogni sera di ogni settimana, alterna serate di quiete con serate di svacco, con rispettivi accompagnatori. Gli accompagnatori NON possono mischiarsi, per nessun motivo al mondo. Quindi, se sei l’amico da pub nella serata infrasettimanale in cui non escono neanche le prostutute, l’amico da pub rimani. Se è donna, esce in coppia con esemplari a lei inferiori. Perché lei è figa. E cagna, soprattutto. 

#2. La zecca: Gli appartenenti a questa categoria sono apparentemente innocui ma, in verità, sono degli ignobili bastardacci. Le loro vittime predilette sono quelle persone talmente buone che non direbbero di no neanche a Charles Manson, se chiedesse loro un favore. E ci sguazzano, scampando alla fanculizzazione grazie a sorrisi sornioni, vocine in falsetto e comportamenti strategici che ti lasciano sempre nel dubbio circa la loro effettiva intelligenza/ integrità mentale. Offrigli una fragola e, tempo tre mesi, avranno già conquistato casa tua…e il tuo frigorifero, divano, cene e pranzi domenicali…vita. L’unico modo per liberartene è cambiare Stato, volto e identità. Se proprio vuoi essere sicuro…anche sesso e continente.

#3. Il taccagno: Se lo inviti a cena in un posto diverso dalla solita pizzeria del fratello del cugino della morosa dello zio del suo amico Ciccio stai sicuro che proprio quella sera avrà un impegno inderogabile, ha la tendenza a considerare i compleanni come quelle occasioni in cui è il festeggiato che deve offrire da bere e la sua macchina, puntualmente, ha sempre un qualche guasto che se la usi l’esplosione è prossima. Fuma solo le tue sigarette e se ti paga un caffè, mettiti pure il cuore in pace, perché i suoi prossimi 120 sono i tuoi. Fingere di aver scordato il portafoglio non farà che peggiorare una situazione già precaria.

#4. La ex del partner: È la migliore amica dei neo-fidanzati nonché il loro primo, unico, vero e grandissimo amore. Se per una qualche morbosa ragione hai deciso di intrattenere rapporti d’amicizia con lei, ti sentirai dire, in ordine sparso: che tu non hai niente da temere, che a lui il sesso orale piace ma fatto “in quel preciso modo” da lei sapientemente collaudato, del favoloso rapporto con sua madre -che a te fa palesemente le macumbe- che mantiene vivido a suon di caffè e tè pomeridiani e che sa tutto dei vostri problemi di coppia e, senza offesa, tu hai torto marcio perché come lo conosce lei non lo conosce nessuno, soprattutto dopo tutto quello che hanno condiviso insieme nel periodo più felice della vita di lui. Averla nella propria vita è utile come l’ultimo velo di carta igienica scadente in fase cagotto 100+.

#5. Il Giacomo Leopardi: La vita fa schifo e i problemi li ha solo lui. Quindi le tue uscite in sua compagnia, fondamentalmente, sono lunghe e gratuite sedute di psicanalisi con tanto di pacche sulla spalla, consigli e frasi motivazionali…che ovviamente non ascolta. Fa niente se tu hai perso il lavoro, il fedele gatto Pucci è in punto di morte dopo una vita passata al tuo fianco e l’Amore della tua intera esistenza sta per partire per sempre per l’Oceania…i suoi problemi esistenziali sono comunque più importanti dei tuoi. Fattene una ragione, taci e ascoltalo in sacrale silenzio. Oh.

#6. Il diversamente educato: Si sente sempre libero di dirtene di cotte e di crude, nascondendosi dietro al fatto che lui dice sempre quello che pensa. Così l’ex della tua attuale era meglio di te, tu sei un povero pirla che non può capire come gira il mondo perché non sei figo quanto lui, i tuoi vestiti fanno pena e nel tempo hai perso quel fascino che, invece, a quanto dice lui prima avevi. Spaccia per sincera amicizia quella che, in realtà, è solo maleducazione pura. Chi glielo dice che non ce ne frega un cazzo?!

#7. Lo psicopatico: Vive facendo insinuazioni malefiche su tutti i tuoi rapporti umani, ti fa venire dubbi su dubbi e sembra che il suo scopo sia quello di alienarti dal mondo interno per tenerti tutto per se. I suoi rapporti sono sempre morbosi…della serie che se ti fai la fidanzata e con lui ci esci due volte invece che sei è capace di odiarti a vita. Non si capisce se sia semplicemente matto, innamorato di te o talmente cattivo da volerti annullare l’esistenza. Nel dubbio, meglio fanculizzarlo. O ucciderlo e darlo in pasto ai maiali. Sempre che lo mangino…

#8. L’opportunista: Quello saltuario, ti chiama perché deve chiederti qualcosa. Punto. Tipo che ha fatto la fiancata della macchina uscendo dal cortile e tu, casualmente, fai il carrozziere. Poi sparisce, come flash. Il periodico ha tempistiche di permanenza un po’ più lunghe…coincidenti con periodi di solitudine causa lite con terzi. La notifica dell’avvenuta lettura del messaggio che gli hai mandato, quello che hanno ricevuto, visionato ma a cui non hanno mai risposto…è il loro personalissimo modo per dirti che di te, a loro, non frega un benamato cazzo. Ma poi torneranno a cagarti, don’t worry…magari in un altro momento, quando tu gli servirai a qualcosa!

Il popolo di Facebook- l’evoluzione

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Credevate che ci saremmo fermati a un articolo?! BIIIIP. Sbagliato! Ce ne sono troppi, di tipi umani.

#11. I meteorologi– sono quelli che aprono la giornata con l’informazione sul meteo. Si svegliano a mezzogiorno quando il sole è più o meno allo zenit con un tasso di radiazioni del 100% e sentono il bisogno di scrivere che “c’è il sole”, oppure, nel momento clou di un ciclone, “Oh, piove!”. Grazie, senza di voi non so come faremmo. 

#12. I meteoropatici– Cugini di quelli di sopra, hanno la tendenza a non sopportare nessuna condizione climatica in corso. La pioggia li deprime, il sole provoca loro uno spossamento che meglio non parlarne, la neve li fa cadere come birilli e li fa arrivare in ritardo al lavoro, la primavera porta i pollini e loro ai pollini sono allergici, l’estate c’ha l’afa, l’autunno la nebbia e l’inverno è troppo umido. Confido nella possibilità di vivere su Marte

#13. I genitori basic– il motivo per cui sono su Facebook è ignoto. Non è per spiare i figli perché il 90% di loro col cazzo che accetta l’amicizia di mammà e papà (e l’altro 10% ha le impostazioni della privacy simili CIA), non è per farsi l’amante perché solo i pirla lo farebbero…quindi?! Fatto sta che la loro presenza sui social network inquieta. 

#14. Le mamme di Stifler– Madri single che si sentono delle vere e proprie fiche da pajura. Vestono alla moda, fanno gli apericena, postano una marea di #selfie con le poppe de fori e hanno dai 4000 amici (maschi) in su. Il terrore delle mogli, il sogno dei mariti basic (e degli adolescenti maschi in fase “Masturbator”).

#15. I giocatori seriali– Coltivano campi, arredano case, crescono cuccioli…e ti mandano le richieste. Non importa se li minacci, se li blocchi o se tagli loro le mani, un modo per farsi spedire le dieci assi di legno per costruire la stalla…lo trovano. Insieme a quelli che ti mandano le petizioni da firmare, sono i testimoni di Geova dei social Network.

#16. Le fidanzate ufficialmente– Non si sentono mai veramente legate al proprio compagno fino a quando non compare nell’apposita sezione il loro status di coppia monogama legata per la vita e , per loro, tutte le amiche femmine del fidanzato sono zoccole sicuramente innamorate di lui. In caso di rottura, poiché il passaggio da “fidanzata ufficialmente con…” a “single” sarebbe troppo duro da sopportare, le trovi tutte “in una relazione complicata”. Pur di essere impegnate con qualcuno, si “sposano” con l’amica del cuore. True love.

#17. I gestori di pagine inutili– Hanno cominciato anni fa dando vita a pagine che forse, un tempo, facevano anche ridere. Adesso postano notizie fasulle impestandoti la home con frasi ad effetto tipo “ADDIO, IL MONDO DELLO SPETTACOLO È IN LUTTO!”. Pensi che sia morto Tizio, invece è solo Caio che non fa la fiction tal dei tali. 

#18. Gli #hashtagger– Scrivono cose con l’hashtag.  È ovunque, tipo il prezzemolo, solo che non sanno come usarlo e finisce che hai delle sfilze infinite di parole a coppie separate da un cancelletto. Se conoscono il mondo di Instagram, ci piazzano anche il prefisso -insta. #Lhashtagnonfafighi #percaritàbasta #instahashtag #instabasta.

#19. I fotoburlotagger– Amano fare le foto, fartene di talmente brutte che peggio non si può, postarle su Facebook e taggarti. Non ho ancora capito se sono semplicemente burloni o se sono proprio degli stronzi sadici bastardi…fatto sta che gli sta particolarmente a cuore rovinarti la reputazione. Non ubriacatevi MAI in loro compagnia, gli smartphone fanno anche i video.

#20. I bloggers– Sono quelli che hanno un blog che non si caga nessuno e che anche con due profili –uno personale e uno del blog, ovviamente!– su cui postare i nuovi articoli le visualizzazioni sono sempre fisse a 5 (di cui due dal Kazakistan e tre dall’Arabia Saudita), che non demordono, nella speranza che qualcuno legga i loro lavori e che, sopportando tutti i diciannove esemplari precedenti, se ne fottono e vanno avanti a spammare senza ritegno, come se non ci fosse un domani. Inutile dire che io ne faccio parte. E col cazzo che smetto. Tiè. Quindi, se vi do fastidio, fate come me…portate pazienza! Oppure togliete la visibilità delle mie notizie dalla vostra home. Io l’ho fatto, funziona!!!

Le donne del 2014 si spogliano se…

****ARTICOLO PURAMENTE IRONICO, astenersi cagacazzo****

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Prima era complicato, cioè quando erano giovani le varie nonne, bisnonne e trisavole. Oggigiorno è un  po’ più facile (Dio, ti ringrazio! direte voi).

Sarà il buco nell’ozono, gli additivi alimentari, le polveri nell’aria, la cocaina rimasta sulle banconote (pare che ce ne sia tantissima!)…fatto sta che l’impresa è meno ardua e, se te ne trovi una per le mani o dietro a uno schermo, sicuramente non c’è il rischio che suo padre ti rincorra col fucile sottobraccio affinché tu la prenda il moglie, adempiendo per tutta la vita ai semprepiùsacri doveri coniugali.

Ma su quali basi, today, una donna si spoglia delle vesti mostrando il corpo ignudo al Grande Pubblico?! La donna-media del 2014 tende a spogliarsi…

…se ha un Iphone. A dimostrazione, il #selfie-tipo davanti allo specchio in posa angolo ottuso/ retto/ acuto con mutanda e camiciola vedo (non) vedo con telefono-quelloconlamela spianato in bella vista. Steve già sapeva…

…se è very very social. Che senso ha fare un #selfie-vedi-sopra se poi lo vede solo lei?! La condivisione è cosa buona e giusta, porta likes e, i likes, aggiungono punti fedeltà all’AutostimityCard;

…se è Halloween/ Carnevale. Come ho già detto nel punto 4 di un articolo precedente (click here to read), tutto può essere pornizzato. Quindi perché scegliere una semplice Puffetta se c’è a disposizione la Porno Puffetta?!

…se è al mare, in una qualsivoglia spiaggia sovraffollata della Riviera, in una cupa giornata senza sole. La leggenda narra che i muratori siano sempre così abbronzati proprio perché il sole abbronza di più quando c’è nuvolo…

…se va a fare un giro in centro a gennaio, quando è aperto solo Zara e impervia la bufera. Da quando c’è il surriscaldamento globale, d’inverno fa così caldo che l’unica soluzione, ormai, sono gli hot-pants da car-washer americana.

…se va a ballare a Milano, l’unico parcheggio disponibile è a Quarto Oggiaro e deve farsela a piedi fino al locale strafigo sui Navigli;

…se va dal tatuatore-maschio. Non importa se voglia tre farfalle su una spalla o il cavalluccio marino sul mignolo del piede, si sa che negli studi di tatuaggi il riscaldamento è sempre acceso! Poi, sulla poltrona in ecopelle che si appiccica e ti scuoia viva appena ti alzi, in mutande si sta più comodi.

…se il nuovo tatuaggio è situato in un luogo corporeo nascosto e sperduto perché i tatuaggi visibili sono pacchianissimi ma, comunque, è così bello che è un peccato nasconderlo!

…l’8 Marzo. La quantità di maschi-single-arrapati è direttamente proporzionale alla quantità di donne in libera uscita la sera della Festa della Donna. Perché deluderli?!

…se è fuori con l’amica bruttina. Confermare il proprio status di femmina-alfa è importante quasi quanto accanirsi sui difetti della compagna. Quasi.

…se c’è di mezzo una Canon. Restituire l’Arte al popolo è prima di tutto un dovere morale. Senza scordare, poi, che with Canon, you can.