Gigia Condom- rivelazioni

…Nessuno ci punta una pistola alla tempia per farci scrivere ogni tre secondi cosa stiamo facendo, con chi e in quale luogo del pianeta;

…Non ci uccidono il gatto/ cane/ nonno/ fratello/ padre/ madre/ criceto se non postiamo sessantadue foto in tempo reale di cosa stiamo mangiando o bevendo;

…Non moriremo tra sette giorni se visualizziamo un messaggio e non rispondiamo in un lasso di tempo che spazia tra l’uno e i sette secondi;

…Se è una cosa urgente e avete fretta di sapere cosa abbiamo da dire a riguardo, esistono pur sempre corde vocali, telefono e soprattutto tavolini di pub, bar, ristopizze e pizzoranti con tanto di comode sedie su cui sedersi per parlare faccia a faccia;

…Non rispondere ad un messaggio nonostante la doppia spuntata blu o il “visualizzato” di Facebook indichino che il messaggio ci sia arrivato forte e chiaro, senza se e senza ma, è un diritto;

© Ettone - www.messaggisofisticati.com Messaggisofisticati - Ettone photography


” Don’t call me baby”
Ph: © Ettone – http://www.messaggisofisticati.com
Model: Adriana Castrogiovanni

…Mandare gioiosamente a fare in culo chi ci abbaia in faccia perché non abbiamo risposto al messaggio nonostante la doppia spuntata blu o il “visualizzato” di Facebook indichino che il messaggio ci sia arrivato forte e chiaro, senza se e senza ma, è un dovere;

…Mandare gioiosamente a fare in culo chi risponde a tutti tranne che a noi anche (a meno che non abbiamo scritto WELCOME in fronte e godiamo nel farci prendere per il culo da uno che ci considera come il due di coppe quando sotto al mazzo c’è una briscola diversa);

…Non offenderci se veniamo mandati gioiosamente a fare in culo anche;

…A prescindere da quanti strumenti anti-privacy ci vengano dati, siamo sempre e comunque noi (e solo noi) a decidere come, quando e soprattutto se usarli;

…A prescindere da quanti strumenti anti-privacy ci vengano dati, siamo sempre stati liberi di scegliere.

Tutto questo in risposta al panico che sembra essere dilagato tra laggente, da qualche giorno, in merito alla spuntata blu che manco farebbero per Belzebù se scendesse sulla Terra con il suo esercito di satanassi infernali per distruggerci tutti.

Un ringraziamento particolare a Ettone che ha fornito la foto dell’articolo, qui di seguito i link del sito web e della pagina Facebook

www.facebook.com/messaggisofisticati

www.messaggisofisticati.com

Annunci

La Selva Oscura (ancora Facebook!)

Immagine

immagina trovata su Google

Il giorno in cui mi iscrissi a Facebok fu quello che sancì la mia condanna. Lo feci più per “monitorare” le attività del mio ex-partner che per effettivo interesse, un anno dopo capii che non si tradisce necessariamente da dietro uno schermo né scrivendo messaggini: anche il soccorso in un incidente in tangenziale con prestito del triangolo (Il triangolo noooo, non l’avevo consideratoooo!!!), la fidanzata dell’amico puntata da tempo per una maggiorazione in zona toracica o l’assenza di testicoli nel prendere in mano una situazione di stallo sentimentale tirando avanti una relazione non voluta possono portare a prenderla platealmente nel culo.

Da lì in poi, di male in peggio. Dopo un quantitativo di anni non ben definito –più che altro perché se ci penso mi viene l’ansia– ecco i motivi per cui Facebook è un posto ostile.

 

1) È la versione moderna del canto delle sirene dell’Odissea e quella cibernetica dell’eroina. Ci sono storie di chi è riuscito a resistere, storie di chi c’è caduto ma poi ne è uscito definitivamente…ma i più soccombono. Del tutto inutili i tentativi drastici di cancellazione, molto poco credibili i <<…Stavo pensando di cancellarmi da Facebook!>>;

2) Non puoi avere un’opinione diversa dagli altri, specie su argomenti quali politica, religione e animali e pensare di esprimerla scampando a torce e forconi;

3) Non puoi essere gnocca (ma grazie al cielo questa condanna non mi tocca!). Se la sei e sei felice di esserla sei una tiramerda (troia), se la sei ma non sai di esserla sei una figa di legno (falsa);

4) Il binomio gnocca-ex ha sempre esito negativo in quanto + (la figheria, in questo caso) moltiplicato per – (il fatto di essere ex del tuo attuale fidanzato) fa sempre meno. Tradotto: le ex gnocche per le fidanzate in carica sono sempre aborti del Signore. Il binomio cessa-ex, invece, ha esito positivo non in termini di bellezza ma di incrementatore dell’autostima per le novizie;

5) Non sentire qualcuno non significa che quel qualcuno non si stia interessando a te, monitorando attentamente la tua vita elaborando teorie sulla base delle informazioni prese dal tuo profilo, foto, link e stati. Incazzarsi per la violazione della privacy è più o meno come prendersela con Gesù per il cagotto fulminante che ti è venuto dopo il latte appena munto che hai bevuto da un chioschetto a Marrakech (l’ho scritto bene??);

6) Non puoi cancellare qualcuno con la pretesa che questo non se la leghi al dito finché morte non ti colga. Se muore prima lui, a persegiotarti ci penserà il suo fantasma o l’entourage di personaggi che ha modellato a sua immagine e somiglianza convincendoli che stai sul cazzo anche a loro, anche se non ti conoscono;

7) Quello che pensi faccia ridere, fa ridere fino al momento in cui qualcuno non si senta chiamato in causa. Poi è guerra;

8) Se sei un vegano sei un esaltato del cazzo, se mangi carne sei un assassino, se mangi McDonald’s sei una fogna;

9) Magrezza = disordini alimentari. Non importa se è la tua costituzione o se t’ingozzi come un tacchino per un accenno di tette in più: se ti si vede un accenno di costole, sei da ricovero;

10) Sei fastidioso quando sei eccessivamente felice, lagnoso quando sei depresso. Facebook non è un confessionale, se hai dei problemi paga uno psicologo, cazzo!

11) Anche se c’è l’opzione “fidanzati ufficialmente”, è sempre meglio non usarla. I “fidanzati ufficialmente” è spesso guardato in modo ostile, specie da chi di “uffiale” ha solo le ragnatele in zona pubica;

13) Se non vuoi farti dare della zitella acida stronza, cerca di dire e di fare sempre quello che gli altri si aspettano da te: una beatissima minchia di niente (giochini in stile La Fattoria Felice compresi). Se sai stare nel tuo senza dare fastidio, sei esteticamente nella norma, la tua vita sentimentale è color pastello, non ti esponi troppo nei giudizi e le posizioni le prendi solo quando dormi…allora sì, quello Social è un Mondo magico!

Il Qualunquista disinformato incazzato (sempre di Facebook)

Immagine

immagine trovata su Google

Apparentemente innocuo, si attiva principalmente quando si parla di politica. Di cui non sa palesemente una ciufola (manco io se è per quello…ma non pretendo neanche di farla).

Infatti, il Qualunquista disinformato incazzato-tipo, ha poche nozioni prese alla cazzo di cane da un mare magnum di notizie by Tg-com, screenshot di tweet di gente famosa che followa su twitter, link di Facebook e comizi grillini vari ed eventuali in cui è incappato per caso mentre faceva zapping in mutande sul divano in una stranamente troppo calda sera di maggio MISCHIANDOLE A tendenze pseudo-destroidi acquisite nel corso degli anni e fomentate da una Crisi che, di fatto, non sa neanche dove sta di casa ma che, sempre di fatto, lo fa incazzare perché, cazzo, c’è la Crisi! (oooocheiiii)

Però a lui Mussolini non piace per la storia di Adolf…infatti vota sempre Sinistra (a parte il 25 Maggio che ha votato Grillo perché il suo è un voto di protesta!) perché la Democrazia, che però è morta, è cosa buona e giusta e le dittature fanno schifo MA non sono comunque cazzi suoi se tu, povero scemo, hai fatto un figlio o il tuo partner non ha più un lavoro! Quindi colcazzo, cazzo, che paga di tasca sua i rimborsi per coniuge e figlio a carico, gli zingari devono bruciare nelle loro roulotte, fuori corso bamboccioni e politicicorrottiandatealavorareeeee!!!!! (vaaaaabeneeee)

Tuttavia, qualche volta che “si stava bene quando c’era Zio Benito!” gli è scappato (perché ha letto su Wikipedia che, tutto sommato, qualche riforma valida l’ha fatta) ma vi ha subito posto rimedio con un insulto-vignetta di serie Z al ventennio Berlusconi.

È anche quello che commenta con orrore il fatto che nelle macellerie presto si venderà carne di cane (…), che s’imbufalisce perché non è possibile che gli immigrati ricevano soldi aggratis e i poveri onesti lavoratori onesti italiani onesti no (…..) e che inneggia alla castrazione chimica per un Nichi Vendola pedofilo di merdaaaa gay che appoggia la pedofilia (………).

Conversare con questa tipologia di persone provoca disagio e frustrazione causa proposta di citazioni/ proverbi by aforismiecitazioni.net come argomentazione a sostegno della tesi, mancanza di argomentazioni a sostegno della tesi e, ultimo ma non ultimo, totale incapacità di fare un discorso di senso compiuto che centri anche solo minimamente con quello su cui si sta discutendo e vada oltre i tre periodi (nel senso di frasi complesse).

Non tentate di cambiarli e istruirli…piuttosto, se volete contribuire, regalate loro settanta pacchi da millantaseicentodue confezioni di anticoncezionali. Il controllo delle nascite potrebbe essere la soluzione.

I Tuttologi di Facebook

Immagine

immagine trovata su Google

Ieri ho scritto un commento ad un post della pagina Gomorra-la serie in cui, molto ignorantemente, lo ammetto, non ho considerato l’Honduras come una regione ma come…un insieme non ben definito di qualcosa. Mea culpa, mea culpa…mea maxima culpa. Ma ok, è vero: pensare -e informarsi- prima di parlare (o scrivere) può salvare le chiappe da plateali figure barbine.

Sì, perché se no arriverà SEMPRE uno sconosciuto Mr. X che ti risponderà -proprio perché non ti conosce!- con un commento velatamentequantobasta sarcastico atto a farti sentire un emerito ignorante che una laurea non la piglierà mai, nei secoli dei secoli amen, neanche con l’aiuto di un miracolo divino. Pace. Me ne farò una ragione e accetterò il mio destino di fallita.

ANYWAY. La cosa mi ha fatto riflettere e sono giunta alla conclusione che sbagliare, amici miei cari, ti cazzia. Ma anche il non sapere semplicemente qualcosa, avere un calo momentaneo d’attenzione che ti fa malauguratamente saltare un’h (l’unica, dopo quel tema di quel giorno della terza elementare!) o scrivere frasi sconnesse perché dovevi postare quella cosa geniale, sentita e spontanea proprio in quel momento, con la borsa della spesa in una mano e il cane indemoniato al guinzaglio dall’altra, mentre fai le scale per raggiungere casa tua al sesto piano con l’ascensore rotto da due settimane E QUINDI alla sintassi chi cavolo ci pensa?! Oppure -cosa assai peggiore, soprattutto se si parla di religione, politica o animali- avere un’opinione diversa e pensare -che babbi di minchia!- di esprimerla, condividendola nei sacri templi della Condivisione: i social network.

Il correggere l’errore altrui o controbattere un’opinione non condivisa è, come direbbe Jesus, cosa buona e giusta se fatto con tatto ed educazione. Se ci metti la stronzaggine per il solo gusto di smerdare…ricorda che errare humanum est, perseverare autem diabolucum et terzia nessuno di noi ha la Scienza innata.

Quanto a me, sono felice che l’utente-X abbia risposto. Almeno adesso (meglio tardi che mai!) so (GIUBILO!!!) che l’unico motivo dei miei vergognosi tot anni fuori corso alla Facoltà di Lettere Moderne di Milano (chevergognaaaaaa!!!!!) è dovuto al fatto che (rullo di tamburiiii…) “LE Honduras” in realtà è semplicemente “L’Honduras”. 

Comunque che ansia, cazzo. 

Il popolo di Facebook- lo sfacelo

Immagine

immagine trovata su Google

Dopo spie, #selfie, mondocentrici e veganimalisti, dopo le Mamme di Stifler, i meteorologi e i politologi sapienti…ecco qui il terzo e ultimo capitolo della saga “Il popolo di Facebook”.

#21. I vacanzieri (in)felici– La loro unica occupazione nella vita è viaggiare tantissimo ed essere tristi perché le loro vacanze finiscono sempre troppo presto. Nel mentre, postano un trilione di foto in presa diretta, assicurandosi che nel posto in cui tu –che in vacanza non ci vai dal 1990– le stai guardando da dietro il tuo schermo nei 3,5 minuti di pausa che il tuo capo gentilmente ti ha concesso, ci sia la nebbia e un freddo barbino. #Thankyouverymuch #chevivengaunacaghetta #nelbelmezzodellosnorkeling.

#22. Gli hipsters– Sai che sono hipsters perché fanno le foto artistiche con le facce strane. Sono sempre un po’ gobbi verso l’obiettivo della macchina fotografica Canon Eos 5000 Non Plus Ultra Super Figa 3GX, indossano strani cappelli e postano articoli in cui si dice che una barba modello cespuglio di felci è virile. Sono seriamente convinti di essere fighissimi, soprattutto se over 30. Pat pat.

#23. I milanesi– Sono di Milano e ne vanno fieri. La loro immagine di copertina è Piazza Duomo di sera, di giorno, al crepuscolo, all’alba, con la neve e nella nebbia. Nessuna città è come Milano, così come nessun locale, evento, donne, uomini, mostre, chiese, musei, piazze, scorci paesaggistici, traffico e caos. Più nazionalistici di Adolf, tutto di Milano è romantico e affascinante, smog compreso. Stateci pure, io passo.

#24. Quelli che lavorano– Sono i lontani parenti dei vacanzieri, solo che loro invece di farti venire il nervoso con le foto di assolate spiagge tropicali, lo fanno con i loro successi. Il giorno dopo la laurea col massimo dei voti e zero secondi fuori corso, le ditte di tutta Italia si sono buttati come squali su di loro nella speranza di accaparrarsi il soggetto. Hanno promozioni, stipendi da urlo e una vita da sogno. Diversamente da te che sei un povero pezzente. Sempre detto io che la crisi non esiste!

#25. Le figliocentriche– i loro aggiornamenti di stato variano ad ogni “bè” del proprio pargolo neonato. Il che significa che tu, amico di codeste persone, saprai in tempo reale colore, consistenza ed emissione di cacca, vomito e pipì, i suoi ritmi vitali di sonno e veglia, cos’ha mangiato e quando e il suo tasso di salivazione quotidiano. Se vi va di culo allegano anche la documentazione fotografica. Se il Cosmo è proprio dalla tua, te la cucchi anche sul posto di lavoro.

#26. Quelli che hanno il tuo stesso cognome– Non ti conoscono…ma ti aggiungono mossi da un grandissimo spirito di fratellanza. I miei omonimi vivono tutti in Argentina. Aspetto con ansia la telefonata sul decesso di quella lontana parente ricchissima proprietaria terriera, morta sola e soprattutto single.

#27. I preti social– Ebbene sì, c sono anche loro. Postano foto delle gite spirituali, riportano passi del Vangelo e tentano di salvare i giovani dalla dannazione per vie traverse. Se il Papa ha Twitter, perché loro non possono avere Facebook?! Lo svecchiamento di cui la Chiesa aveva bisogno. Tra l’altro, avete mai preso in considerazione la messa su Skype?!

#28. Le preadolescenti sgallettate– Tra gli 11 e i 13 anni, hanno a disposizione un vero e proprio arsenale tecnologico. Fanno i video-blog su cosmesi e make-up, gestiscono autonomamente account su svariati social network e fanno scatti fotografici in parigine e tacco 15. Qualche volta in reggiseno. Ma solo per far vedere quanto devono dimagrire!!!! Poi Lucignolo fa i servizi sulle Baby-squillo. Vabbè.

#29. Gli utenti-fake 100% antisgamo– Sono i Mario Rossi della situazione. Non lavorano, non sono andati a scuola, hanno tre amici che abitano, rispettivamente, in Colombia, in Tibet e in Groenlandia e non pubblicano mai nulla. Apparentemente non hanno nulla in comune con te se non che abitano nella tua città. Come foto profilo hanno l’Omino di Facebook. Nel 99% dei casi sono le ex del tuo fidanzato che tentano di incastrarti per farti fanculizzare. Consiglio, non peggiorate una situazione già precaria.

#30. L’amico di Kabul– Tutti ci hanno avuto a che fare almeno una volta nella vita. Non si sa chi sia, fatto sta che un giorno apri Facebook e te lo trovi lì, avvolto nella sua Kefiah con barbetta nera e sorriso sornione, tra le richieste d’amicizia. Come sia arrivato a te, utente di Torrevecchia Pia (PV) non si sa e, se glielo chiedi, ti risponde in lingua Pashtu. Google Translator non è la soluzione.