Ho visto la luce- dieci cose che oggi ho capito su di me

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Immagine trovata su google che mi sembrava adatta al concetto “Ho visto la luce”

Ci sono giorni in cui più di altri impari cose su te stesso. Un giorno ti conosci, quello dopo capita qualcosa d ti conosci ancora più a fondo del giorno prima. Oggi è toccato a me. In questo meraviglioso sabato martedì 10 Marzo 2015, ho capito che…

1. …Sono una persona tremendamente disordinata tranne quando smetto di esserla, al che mi trasformo e se non catalogo anche le ragnatele non sto bene;

2. …Capire che per essere serviti bisogna prendere il numero è cosa rara, destinata a pochi eletti. Ho vissuto ventisette anni senza rendermi conto del grande Dono di cui ero in possesso, ora lo so e sono effettivamente più felice;

3. …Mi basta un po’ di sole e un cielo terso per farmi confondere sui giorni della settimana;

4. …L’unica volta in cui sono stata sicura al 100% di una cosa sbaglio turno e arrivo al lavoro quaranta minuti prima, spaventando a morte la mia collega;

5. …Prender la vita con lo spirito “dormirò quando sarò morta” non fa decisamente per me e, per quanto mi riguarda, non si dorme comunque mai abbastanza;

6. … Stavo meglio quando i gusti/ attitutidi/ abitudini sessuali della gente erano cose private e non spiattellate sulla home di Facebook perché non sei veramente un megafigo al passo coi tempi se non fai sapere a tutti con cosa sei solito masturbarti e per quante volte al giorno;

7. …La pena che provo per tutte quelle donne che vivono in posa #modelZ è direttamente proporzionale al loro grado di disagio psico-fisico MA ANCHE prova lampante che anche io ho un lato umano;

8. …Dopo svariate scosse by elettricità statica nate dalla combo pavimento di non so che materiale e suole delle scarpe, starei senza ombra di dubbio dalla parte di chi infligge se mai decidessi un giorno di darmi al Sadomaso;

9…Marzo pazzerello, guarda il sole e…metti la giacca pesante anche se crepi dal caldo, perché tanto poi ti viene lo stesso il mal di gola e non vai in palestra;

10. …Il gorgonzola con la goccia sul pane tiepido al sesamo mi ha cambiato la vita.

I’ve seen the light. AAA-lleluja. AAA-lleluja. ALLELUJA! ALLELUJA! All-EEE-lu-JÀ. 

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Guardare ma non guardare

immagine trovata su Google

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Prendi un uomo normale sessualmente attivo (non dedito allo stupro…un uomo normale, come tanti…) che sta andando al lavoro, seduto al solito posto del solito tram che prende da ormai dieci anni per andare nel solito ufficio…mettigli davanti una ragazza di età indefinibile (perché, per fare un esempio, le quattordicenni di oggi di quattordicenne hanno solo l’età anagrafica) con addosso quelle braghette bellissime che si è comprata nei saldi in un negozietto in via Torino, quelle che tutti dicono sembrare mutande ma cavolo, no che non sono mutande, sono pantaloni, diamine! Che succede? La guarda.

Le guarda il bagaglio perché nessun uomo eterosessuale al mondo che non sia cieco non noterebbe una bella ragazza col sederino di fuori O il seno della provocante signora della metro strapiena che ha scelto di indossare proprio quella camicetta talmente scollata da far trapelare l’areola del capezzolo destro O che la stangona in gonnella a palloncino si è appoggiata non proprio a caso sul bancone dello stand promozionale nel supermercato-X alle 11:30 di un sabato mattina qualunque in modo da mettere chiappe, perizoma e monte di Venere in totale mondovisione (in questo caso ringrazia sentitamente anche la fidanzata per non aver avuto voglia di andare a fare la spesa e averci mandato lui). 

Ma se si viene beccati a guardare un po’ più a lungo del previsto, si diventa dei poveri maniaci bavosi e disperati esattamente come il pover’uomo stravaccato in spiaggia del tutto ignaro del suo testicolo ribelle che fa capolino dallo slippino decennale ormai smollacciato. 

Le domande mi sorgono spontanee. Di cosa è colpevole esattamente un uomo che guarda, senza far male a nessuno, ciò che gli viene messo sul naso in modo spudorato? Perché denudarsi in modo eccessivo in contesti diversi dalla Pinuccia Disco Dance/ bar della spiaggia di Gatteo Mare per poi sconvolgersi a morte nel momento in cui si percepisce di aver catturato l’attenzione di un uomo? Sono proprio quei tre centimetri di stoffa in più a provocare la tanto famigerata vampata di calore?

Inoltre…non sarebbe, all’alba del 2014, il caso di smetterla di sventolare il vessillo della Moralità e ammettere, una volta tanto, che sì, a qualcuna di voi piace suscitare erezioni nel prossimo? Non ci sarebbe niente di male, anzi.

Solo non prendeteci per il culo, perché chi guarda è solo un tizio, uno qualunque, che si è trovato per caso sul vostro stesso cammino, bombardato visivamente dalle vostre scelte d’abbigliamento e che reagisce ad esse passivamente invece che attivamente…cosa che il vero porco schifoso fa e deve essere punito per questo.

Sei una Cagna puoi…

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tratto dal film “La Cagna”

Sei una Cagna puoiiii…
Fare quello che non possiamo noi!
Sedurre un calciatore,
sposarti un Briatore,
riprenderti quell’ex
che non volevi più…

(Rit.)

Sei una Cagna e una cagna si può amare di piùùùùù…
sei una Cagna e a una cagna si può dare di piùùùùù…
sei una Cagna e una cagna può ottenere di piùùùùù…
da luiii…

SEI UNA CAGNA PUOIIII!

Sei una Cagna puoiiii…
piazzar du’ corna tante al tuo amato lui
e dirgli che gli vuoi bene
che adori un sacco il suo pene
che l’altro è stato un errore
e non accadrà piùùù (forse)!

(Rit. x2)

Cagna, tuuuu!
Li vuoi tutti tu:
la voglia che hai di pene
dovunque puoi metterci dentro un peneee
va oltre l’immaginazione
ma che ci possiamo far!

SEI UNA CAGNA PUOIIIII…

(Rit. x 1)

Sei una Cagna e PUOI…
anche se forse ancora tu non lo saiii ❤

P.S: Per chi volesse, c’è anche la base musicale

P.P.S: Non ho nulla contro il Natale e questa canzone in particolare…

Carta o bancomat? TETTE, GRAZIE!- il potere d’acquisto delle tette

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Si chiamerebbe Titcoin e “vorrebbe essere” una nuova metodologia di pagamento…cioè che tu entri in un negozio e, invece di sciabolare la carta di credito o tirar fuori la busta-regalo di Natale della nonna, paghi facendoti fotografare le bocce, che il commerciante manda a poi a PornHub in attesa del compenso.

Ma esattamente…che potere d’acquisto hanno le tette?

Come sostiene la Cuccaro, cambiano valore in base alla taglia? Se c’hai due ciliegie ci puoi comprare, non so, la borsa di Carpisa, con una terza stai su Liu Jo ma è con le mongolfiere che ci compri la Vuitton? Oppure, aggiungo io, conterà forma? Tipo che quelle a orecchie di Cocker Spaniel valgono meno delle poppe a pesca? O l’età? E in questo caso…il valore si perde nel tempo o succede come con le monete rare?! E quelle il cui seno è costituito per il 90% dal capezzolo come fanno?Tecnicamente la tetta c’è, ma di fatto non c’è. E le tette tatuate/con i piercing come si valutano? Perché non è che puoi dire <<No, sa…è macchiata, non ne ha un’altra che non posso accettarla?>>.

La questione non è mica molto chiara. Soprattutto perché se i soldi hanno banconote di valore diverso…di poppe ne abbiamo due e quelle (nella maggior parte dei casi) ci dobbiamo tenere, nolenti o volenti.

Ad ogni modo, lungi da me l’immagine delle nonne d’Italia al supermercato, la mattina alle nove…tutte in fila alla cassa in attesa di pagare.

La cagna pescatrice

(L’ascolto durante la lettura è vivamente consigliato – Aria sulla quarta corda)

HABITAT
La Cagna Pescatrice, appartenente alla famiglia del Canis Predator, è un mammifero predatore largamente diffuso in tutti i Continenti del mondo, in particolar modo nei centri fortemente urbanizzati e paesini ad essi limitrofi.

 

DESCRIZIONE
Le sue dimensioni corporee variano e possono mutare durante la crescita, per un minimo di 150cm ad un massimo di 185. La criniera, così come le dimensioni, variano a seconda dell’esemplare in fatto di lunghezza, colore e quantità. I tratti somatici profondamente diversi tra loro ma accomunati da elementi comuni, rendono questa specie unica e speciale. Anche se sono per la maggior parte femmine, non è raro trovarvene di maschie e sfrante. Caratteristica principale è la longevità, il suo periodo di massima attività va dal tredicesimo al cinquantesimo anno di età.

 

ABITUDINI
Animale profondamente sociale e onnivoro, vive attivamente sia di giorno che di notte, cacciando, insieme al gruppo, le sue prede falliformi per saziare il suo ingordo appetito. Se non trova il cibo autonomamente, ruba quello altrui, ricorrendo a sagaci trucchi mentali, di seduzione e, talvolta, d’inganno. Ama l’acqua, fluviale e marittima, soprattutto nelle afose giornate estive, in compagnia dei suoi simili. Poiché il periodo del calore copre tutto l’anno, ha una vita sessuale particolarmente attiva e frenetica che coinvolge sempre partner diversi. È portatrice di malattie quali herpes, candida, clamidia e gonorrea. Ama l’anal, nel senso di prendercelo e mettercelo (in senso figurato e non).

 

 

 

‘O famo strano?!- Strategie di conquista per parafiliaci alle prime armi (pt. I)

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Immagine trovata su Google

Il sesso normale è troppo normale e, ogni volta che tentate di dar sfogo alle vostre voglie, le vostre conquiste chiamano Padre Amorth? Ecco a voi la soluzione.

#1. Esibizionismo- esposizione dei genitali ad estranei: convincetela ad uccidersi #selfie, dopo il primo ne verranno molti altri…e se ha Facebook, il gioco è fatto.

#2. Feticismo- utilizzo di feticci per l’eccitamento sessuale: C’è da dirlo che l’effetto delle scarpe sulle donne è come il miele per gli orsi?! Amate le scarpe e conquisterete anche loro (piedi compresi);

#3. Formicofilia- desiderio sessuale nato dalla presenza di insetti sul corpo: rompete il condizionatore, spegnete gli zampironi e staccate le piastrine Raid dalla presa della luce. Un attacco di caldo le farà spalancare le finestre…le zanzare non tarderanno a farsi vive!

#4. Mysofilia- attrazione verso persone e oggetti sporchi: cosa c’è di più romantico di una gita in campagna tra mucche, cavalli, polvere e caprette? E quale donna direbbe no ad una corsa in un campo di grano dorato, al tramonto, con capriola e bacio appassionato?! Che ne sai tu di un campo di graaanooooo…

#5. Infantilismo- desiderio di essere trattato come un bambino: tagliare con due cesoie da viticoltore il cordone ombelicale del compagno è, su per giù, il sogno di (quasi) tutte le donne italiane. Con il pigiama del vostro super eroe preferito, lo shampoo alla Big Bubble, un’ Xbox accesa negli orari giusti e la confessione che il suo polpettone ha battuto quello di mammà…il gioco è fatto!

#6. Acrofilia- eccitazione ad alta quota: avete presente quando Mufasa porta il piccolo Simba sulla roccia per fargli guardare i confini del suo Regno? Il concetto è quello. Con la scusa che siete a Milano e Milano non è solo shopping, la portate sul Duomo e bòn. (Ma non ditetele che fin dove cade l’occhio è tutta roba vostra…così, giusto perché possedere l’Area C è poco credibile)

#7. Acusticofilia- eccitazione nata dall’udire determinati suoni o mugolii: noi donne non taciamo, neanche quando dormiamo. Figuriamoci quando facciamo all’ammòre. Dite alla vostra lei che vi fa impazzire quando geme, fidatevi, non smetterà più (per la gioia dei vicini).

#8. Coprolalia- eccitazione tramite l’uso del turpiloquio: l’uomo rude piace…quello burbero, che non si depila le ascelle e dice le parolacce al telefono quando fa le telefonate di lavoro. Occhio a non tirare su col naso, se no finisce che vi scambiano per un broker cocainomane.

#9. Dendrofilia- attrazione verso gli alberi: adesso che vanno di moda le diete vegane e a km-0, con una barba, una bella bici e un cappello da anziano il vostro amore per il Ficus non sarà più guardato con occhio storto dalla vostra compagna. Sarete solo un amorevole e sensibile uomo molto molto alla moda!

#10. Dorafilia- attrazione per elementi in pelle e pelliccia: trovatevi una fidanzata fashion blogger. Avrà di sicuro un pellicciotto ecologico nell’armadio e un paio di leggings in eco-pelle. Ditele che amate talmente tanto il suo outfit da volerlo fare vestiti. Figuriamoci se non accetta!

#11. Sitofilia- desiderio sessuale nato dall’unione di sesso e cibo: La chiave è fare un corso di sushi. Poi aspettate la vostra lei in salotto, con le luci soffuse…e le dite che voi, invece che spendere duecento sacchi per mangiarlo addosso a una perfetta sconosciuta che anche se èè una modella strafiga non sarà mai bella come la Luce dei vostri occhi, volete mangiarlo addosso a lei, nell’intimo di casa vostra. Se non sapete fare il sushi, scegliete cibi mangiabili con le mani…dio non voglia che le inforchiate il clitoride con una forchetta. No piccante, please.

…To be continued        

Per un pugno di centimetri- perché l’allungamento del pene non serve a niente

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Oggi facciamo un quiz. Che differenza c’è tra un pene oggettivamente piccolo e uno soggettivamente piccolo? C’è che i proprietari del secondo sono più cocciuti dei muli e non capiscono la differenza. E per la gloria (o l’idea…) di pugno di centimetri, sono disposti a tutto…ma proprio tutto!

Pastiglie e beveroni magici che, grazie ad un miscuglio di erbe di campo, ti trasformano la freccetta dell’Amore in un cannone lanciafiamme, pesi da attaccare al povero Pipino (quello Breve ma non Re dei Franchi) in attesa che la gravità faccia il suo corso, sistemi a trazione che ricordano gli apparecchi per le gambe del buon Forrest (corri Forrest, corri!) e di pompaggio sottovuoto d’ultima generazione, liposuzione al pene col grasso dell’addome (mangiare i tortellini d’ora in poi sarà per una buona causa!), acido ialuronico che t’ingrossa il glande con l’unico accorgimento che poi potrebbe esplodere ed esercizi manuali che manco nelle camere di tortura…

Tutto questo martirio, per sentirsi all’altezza (De che?! Di noi!). Ma c’è da dirlo, che non serve a un tubo?!

#1. Non torturatevi l’uccello, a meno che non siate masochisti e allora lì ci sta. L’idea di un uomo che si mette il pene sottovuoto come se fosse una mortadella Bologna non è esattamente piacevole…

#2. L’importante è “COME”, non “QUANTO”. Se avete un pistone del Titanic, un pitone Moluro che più famelico non si può o una giant sequoia tra le gambe…ma poi non sapete cosa farci, ciao ciao Marietta!

#3. Puntare all’approccio. Nel senso che prima di pensare al coito una donna bisogna saperla conoscere, perché “No donna, no party”. E credetemi, spendere 345,00 euro per un tutore allungaciccio non è la soluzione;

#4. Fidatevi della vostra partner. Se sta con voi da quindici anni e non si è mai lamentata, non è una mentecatta lei ma (forse) siete un po’ paranoici voi;

#5. La vita non è un porno, rassegnatevi. Voi non vi aspettate tette cosmiche, culi galattici e gambe spaziali da noi…noi non ci aspettiamo durate infinite e peni alieni da voi;

#6. Rispetto batte Pene. E qui non c’è altro da aggiurere;

#7. Vagliate altre opzioni, meno drastiche. Se volete sentirvi più virili, ci basta che ci apriate il barattolo del sugo e che ci montiate i mobili dell’Ikea. Se non vi basta, votatevi all’Hipsterismo…a quanto pare per essere veri uomini basta una barba;

#8. Soffrire sì, ma nel modo giusto. Torturatevi perché la squadra del cuore ha perso contro l’Azerbaijan, perché la fidanzata ha il ciclo e non ve la dà…perché vi è esplosa l’Xbox…ma non fate di un pene un dramma!

#9. Ascoltate il saggio Epitteto. Dice che “Non devi cercare di fare in modo che le cose vadano come vuoi, ma accettare le cose come vanno: così sarai sereno”. E secondo voi tirarselo come il collo di una gallina cambia le cose?!

#10. Non compratevi un suv. Nessuno saprà mai che ce l’avete piccolo;

#11. Compratevi un suv, il Mondo è pieno di donne che li amano.

Un gioiello di patata

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C’è chi va dal parrucchiere e chi si fa la ricostruzione delle unghie. Chi vive dall’estetista e chi non può fare a meno dei massaggi. Poi ci sono loro, quelle che non escono di casa se c’han la vagina sciatta, i capezzoli beige e l’ano color terra di Siena Bruciata.

#1. Lo sbiancamento
A fianco alle creme ringiovanenti, illuminanti e smacchianti, agli shatush, agli shampoo schiarenti alla camomilla e alle BB superpotenti che ti trasformano la faccia da tossica a bambola di porcellana …ci sono i prodotti sbiancanti per gli amici Ano, Pene, Vagina e Ascelle (ebbene sì, il problema sfiora anche loro). Dicono che sia in nome di un colorito più omogeneo e una gradevole sensazione alla vista (quale comune mortale che non lavori nel mondo del Porno, del resto, non ha sempre l’ano in bella vista?!). Oppure come punti luce che, come fari nella notte, facciano da guida agli avventurosi marinai che brancolano nel buio in mezzo alla tempesta?! Chissà. COMUNQUESIA. Un ano luminoso per un Mondo più gioioso!

#2. Il Vajazzling
Prima ornavano gli accessori, trasformandoli in qualunquecosa-gioiello, pendevano dai colli e impreziosivano polsi, lobi e falangi di quelle fatalissime vamp, che se ti passano vicino, se non ti stendono con un colpo di Louis t’ammazzano con la folata di profumo. Adesso te li appiccicano sul pube. Gli addetti ai lavori si mettono lì e, con la pazienza di un monaco certosino, ti incollano gli strass uno ad uno fino a formare dei coloratissimi disegni che spaziano da un più natalizio abete con doni al semper fidelis giardino con farfalle. Io dico solo una cosa, l’ultima volta che ho avuto a che fare con uno strass…ho buttato via gli occhiali, ed era su una maglietta. Saranno pur belli, ma grattano che è un piacere.

#3. Il Tittoing
Gli amici britannici hanno pensato che i capezzoli che ti danno in dotazione alla nascita non vanno bene e creano un enorme disagio. <<Possono andare in vacanza di fronte ai loro partner, fare i massaggi, abbronzarsi senza problemi ed essere consapevoli del loro corpo!>> , dichiara il medico Tal dei Tali. Perché prima di prendere un ago e scarabocchiarci i capezzoli come se si stesse colorando il disegno di un sole tutte le donne del Pianeta Terra non facevano massaggi, non si denudavano davanti ai fidanzati e vivevano una vita di clausura in preda a terribili complessi. Certamente. E poi erano tutte brutte, delle cozze cosmiche con capezzoli da imbarazzo. Adesso, invece, che ce li hanno color ebano o di una naturalissima forma a cuore, più fighe non si può. Se poi lo dicono gli inglesi…

#4. Lifting e vaginoplastica
Che mondo sarebbe senza Nutella? Sicuramente meglio di quello in cui una donna ha la patata leggermente asimmetrica. Quindi vai di chirurgo che ti lifta le labbra (quell’altre) – te la punturizzano come per le labbra con l’opzione “ alla Parietti” e “giusto un ritocchino”? O sarà come quei lifting che ti scuoiano la faccia e te la riattaccano tre centimetri più in alto? Mah!– e, in qualche caso, te la restringe. Capisco la necessità dopo un parto plurigemellare. Dopo aver sfornato quattro bambini da tre chili l’uno o uno solo da sei…può anche avere un senso. Ma ricucirla per trovare la verginità ormai perduta perché la sensazione attuale nel fare l’amore è più o meno quella del lanciare un salamino Beretta in un hangar …come dire, Amica mia, ormai è volata via. Insieme allo stormo di Tordi con cui hai ammazzato il tempo.

Sotto al vestito, c’è la guaina -in difesa della guaina contenitiva

ImmagineQuante di noi che “col cazzo che rinuncio alla focaccia!”, che i carboidrati sì MA decisamente meglio se pasta fresca all’uovo, che le porzioni mini ci fanno venire più fame di prima e la dieta è sempre “da domani”? Io di certo. E me ne sono fatta una ragione.

Inutile che m’incaponisco, nun ce la fo mica a sostituire i piaceri della vita con passati di verdura e bistecchine di tacchino poco condite. E anche se mia mamma mi lancia occhiate di fuoco che manco Ciclope della cricca X-Men, cercando di farmi capire che forse è il caso di deporre la forchetta, io, in pizzeria, il dolce lo mangio lo stesso. Vaffanculo, di vita ce n’è una sola.

E poi c’è lei. La guaina stringiciccia.

Lei che ha sempre risolto tutti i miei problemi di outfit, salvando in corner le mie serate. Lei che senza mi sentirei un’ignudissima Eva, fragile e vulnerabile, persa nell’oblio del Mondo dei Ben Vestiti. Lei che sola sta bene con tutto, che se la metto sotto ai leggings non mi fa l’effetto 8 e mi permette, senza mai tradirmi, di strizzarmi in tubini in cui non entrerei neanche cosparsa di vasella e olio di semi di girasole (quello per friggere, per capirci).

Lei che, a tortissimo, è tragicamente odiata e perseguitata da tutti gli uomini/ fidanzati/ scopamici del cosmo, tranne che da Daniel Cleaver alias Hugh Grant.

Perché la trovano “antisesso”.

Perché è talmente rigida che, invece di una chiappa, sembra di toccare un parallelepipedo 100% Marmo di Carrara.

Perché è talmente spessa che gli schiaffi sul popò non fanno un bel “ciaaaak” ma solo un tonfo sordo, e dà poca soddisfazione.

BLASFEMI. E ipocriti.

Perché voi, se non vi diciamo cosa c’è sotto, sbavate come mastini alla vista dei nostri corpi senza segni stipati in quel micro abito in raso che ci calza come un preservativo taglia XS su un pene taglia XL.

E nel momento clou, fate oggettivamente poco caso alla biancheria…un po’ perché le luci son soffuse, un po’ perché magari siete miopi, un po’ perché vi lanciate all’arrembaggio sulle nostre poppe come la ciurma del pirata Barbanera.

E comunque non sono cavoli vostri. Soprattutto perché, con le mutande che mettete, non siete di certo nella posizione per proferire parola sull’argomento.

Detto ciò…accettatela. Apritevi a lei come la Maddalena Penitente si è aperta a Cristo Slvatore. Amatela. Noi vi ameremo di più.

Boia chi molla- storie di gente che, tutto sommato, (non) doveva proprio essere mollata

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Le storie d’amore, anche quelle che e crescono a suon di tazze con le foto, mutande con i cuori e infinite lettere sgrammaticate con le “k” al posto del “ch” scritte sulle note del Max dei tempi d’oro, per grazia di Dio, qualche volta finiscono. Sì perché, in certi casi, non si può parlar d’altro che di benedizione. A cui, inesorabile come la Signora dal nero costume, segue un più o meno lungo periodo di maciullamento-maroni come conseguenza del vittimismo di cui i mollati si fanno a carico.

Just Cornification
Agiscono indisturbati perché, fondamentalmente, evocano fiducia. Non lo diresti mai che, invece di andare al Mercato del Pettine, stanno provvedendo a trasformarti in un esemplare adulto di cervo con due palchi che Bambi senior a confronto è Fiocco di Neve, la docile e mansueta carpetta di Heidi. Se si accorgono del sospetto, negheranno fino alla morte. I più creativi cercheranno, con magistrali giochetti mentali, di farti credere che sei matto o in preda a vaneggiamenti paranoici da esaurimento nervoso, se hai prove tangibili da sbattere loro sul muso, attendi paziente e beato la carta della Cospirazione, perché arriva. Quando vengono scaricati, accampano le più svariate scuse: avevo bisogno di attenzioni, mi ha ipnotizzato con il pendolo magico, cosavuoifarcièsuccesso…ma una cosa è certa, come dice la saggissima Mina, chi ama…non tradisce!

Infrasettimanale, no week-end
Gli orari in cui si considerano impegnati con te sono: lunedì-giovedì 09:30-23:00, venerdì 09:30-18:00, chiusura venerdì sera, sabato e domenica. In pratica ti cagano quando non c’è niente di meglio da fare e i locali sono deserti. Poi arriva il week-end e ciao, ci sentiamo lunedì. E quando ti stufi e, giustamente, li mandi a quel paese…con gli occhi da cucciolo di Golden Retriver bisognoso d’affetto, testa reclinata e voce rotta, ti fanno sentire il peggiore degli aguzzini incapace di dar loro i meritatissimi spazi vitali di cui hanno bisogno. Riuscendoci. Perché ci riescono, te lo insinuano il dubbio che forse non c’è niente di male…che, tutto sommato, vedersi e sentirsi da lunedì a venerdì prima dell’aperitivo è ok. E invece no! Non è ok. Sarebbe ok se fossero gli orari dell’estetista o in cui riceve il dottore. Indipercuiii…avanti il prossimo.

La Grande Secchezza
Come si può portare avanti, superati i diciotto anni, una relazione amorosa con qualcuno che, dopo averle aperte un paio di volte, tiene le gambe talmente chiuse che non ci passa neanche uno spiffero d’aria? Non si può. Soprattutto se le apre con cadenza tri/quadrimestrale più occasioni speciali tipo Capodanno (giusto per evitare che si attribuisca proprio a quel mancato coito la causa dell’ardente siccità), compleanno (per un fugace contentino) e San Valentino (perché tradizione docet). Venditti diceva che non c’è sesso senza amore…e se c’è l’amore e il sesso manca? È tragica. Peggio ancora se ce n’è poco e per dovere, di quello che lo senti nell’aria che il compagno di giochi preferirebbe fare altro in quel momento. Quindi se dici basta perché il sesso ti piace e ti piace farlo e sei fermamente convinto che ci voglia per un sano e onesto rapporto…congratulazioni, sei stato promosso a Stronzo bastardo maniaco che pensa solo al sesso!

Yo-yo players
Prima che lo facessi tu, ti avevano già mollato una quindicina di volte e per motivi fufferrimi. Poi ritornavano, più innamorati che mai, solitamente in concomitanza di una tua potenziale stabilità emotiva con una persona pseudo normale. Li perdoni, perché in fondo ci tieni, ti ci rimetti insieme, dopo tre settimane sei di nuovo lì a leccarti le ferite di guerra…e dopo quattro ecco il messaggino. <<Mi manchi 😦 >>. Quindi dici basta perché a tutto c’è un limite! Prendi il coraggio sopito e li fanculizzi a dovere. E loro piangono…ti piangono addosso fiumi di lacrime perché tu non capisci che sono confusi e quindi per capire quello che davvero vogliono ci mettono un po’ e tu sei talmente egoista da non riuscire ad aspettarli…quattro anni, centodue rotture e trecentoventi riappacificazioni, settantamila ore al telefono, tre ulcere e cinquemila euro spesi in fazzoletti ultra-resistenti per i pianti eterni non sono bastati? Evidentemente, no.

La Deriva della Decenza
Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, l’aspetto estetico non è tutto e bla bla bla. BALLE, salvo casi eccezionali. Ma nella maggior parte dei casi sono BALLE. Se esci con un bell’alberello, tutto bello verde e rigoglioso, curato nell’aspetto, con le foglioline tutte a posto…e poi un giorno di un anno non ben definito ti svegli vicino ad un cedro libanese soffocato da un groviglio di rovi ed erbacce, con tutti i rami secchi e scrostati…diciamo che c’è qualcosa che non va. E non esiste cosa peggiore dell’assistere in diretta alla Deriva della Decenza nel proprio partner che, sull’onda del “tanto mi ama”, si trasforma in bestia. E qui son cazzi. Amari, anche. Perché tu, tu che non vedi più accanto a te la persona per cui hai perso la testa, hai ragione. Peccato però che nessun altro al mondo lo penserà mai e passerai il resto dei tuoi giorni etichettato come “bastardo superficiale”.

Inutile sperarci, chi molla è sempre il Boia, Stronzobastardo se maschio e Stronzabagascia se femmina. E i mollati/e di turno sono sempre le vittime: si incattiviscono, ritornano vittime perché la gente incattivita non suscita mai belle reazioni nel prossimo e si incattiviscono di nuovo…finendo in un glorioso circolo vizioso che culmina, solitamente, in un odio profondo, primordiale e incommensurabile nei confronti dello sfigato/a che ha la fortuna di “venir dopo”.

Quindi, cari lettori, raccogliamoci tutti in un religioso minuto di silenzio e riflettiamo, perché loro, i Boia, sono le vere vittime di tutta questa folle e ridicola manfrina. Eroi maledetti, condannati in eterno per una colpa che mai hanno avuto, oggetti dello sproloquio di chi non sa e pretende di sapere, in continua balia delle angherie degli unici, veri, indiscussi colpevoli: quelli che, tutto sommato, dovevano proprio essere mollati!