Ce n’è per tutti i gusti- San Valentino #2

Nella puntata precedente… 

Abbiamo parlato dei possibili regali in tema con lo stile di coppia. Fighetti, hipsters e feticisti dell’autoscatto, specchi, baffi e brillocchi…ma non è finita qui.

#Famelici mangioni

L’apoteosi del rapporto si raggiunge nel consumo dei pasti. Siano essi pranzi, cene, colazioni o aperitiminchia. Detto ciò, se voi e il vostro partner vi sentite realizzati (oltre che during coito) nell’esatto momento in cui azzannate un’aletta di pollo piccante grondante di salsa barbecue…fanculizzate pure i palloncini a cuore e la biancheria da Valentini, perché non saranno mai apprezzati come una cena a base di Gutturnio, polenta e capriolo con scarpetta finale del sugo rimasto e tre palle di profiterole della dimensione del testicolo di un toro come dessert. Tutto questo non in un normale ristorantino MA nella trattoria storica che accetta i buoni pasto ed è da anni la fonte primaria del colesterolo alto di vostro padre e colleghi.

Immagine

img trovata su Google

#Romantici mangini

Siete i cugini fini e raffinati di quelli di sopra e, invece dei rutti a fine pasto, voi spargete afflati all’aroma di viola del pensiero. Mai e poi mai mettereste piede in un fast food e la cena per le grandi occasioni (cioè questa e quella dell’anniversario) è rigorosamente a base di pesce e/o in stile minima resa-massima spesa. Se volete fare colpo –e qui mi rivolgo agli uomini– prenotate una cena centoventi-mini-assaggini in uno di quei ristoranti dove c’è buio pesto e le porzioni sembrano sputacchi nei piatti-disco volante…se poi c’infilate, tra l’assaggino-vellutata di 1/4 di fungo porcino e l’assaggino-vellutata di tre riccioli di tartare di vitello, una rosa rossa a stelo lungo…la serata non può che terminare con un’epocale…bacio con stinco di lei ad angolo retto.

Immagine

img trovata su Google

#Trombeur

Le serate con gli amici, da quando vi conoscete, sono diventate un optional? Tornate dal mare bianchi come cadaveri? Siete più tonici di un runner professionista e avete più fiato dell’istruttore di spinning della vostra palestra? Bene. Il regalo perfetto è una notte di sesso sfrenato. E questo è l’unico caso in cui – e qui mi rivolgo alle donne- potete rifarvi il guardaroba, dalle scarpe al cerchietto per la chioma, spacciando la vostra spesa per “il regalo per lui” OPPURE non spendere un’emerita cippa seguendo il consiglio di un utente di Twitter “Per San Valentino, regalagli un…”. E, in entrambi i casi, lui apprezzerà. Per voi uomini, a meno che non abbiate la certezza matematica che la vostra lei sia un’estimatrice, non fatelo, a meno che non vogliate scatenare l’ira funesta della vostra amata proprio il 14 Febbraio.

Immagine

img trovata su Google

Schermata 2014-02-11 alle 21.19.43

img trovata su Google

Annunci

L’altra faccia del Natale- quella dell’ansia

Image

immagine trovata su Google

Chi ha inventato il detto “a Natale siamo tutti più buoni”, molto probabilmente è perché non ha conosciuto me e quella piccola cerchia di gente a cui, nel periodo Natalizio, sale il crimine. Noi -mi prendo la libertà di parlare a nome di tutta la comunità- che siamo nati sotto il segno dell’Ansia, la magia del Natale ce la godiamo proprio poco per tutta una serie di motivi che, adesso, vi andrò a spiegare.

L’ansia da regalo
Ci tormenta in modo ossessivo compulsivo. Non sappiamo mai cosa regalare a chi, quindi procrastiniamo di continuo il giorno degli acquisti facendo finta di avere tutto sotto controllo. Per poi ritrovarci il giorno della Vigilia a scorrazzare come ossessi per la città alla ricerca del regalo perfetto e particolare -perché noi non ci accontentiamo- con un improvviso blackout sui potenziali gusti e taglie corporee dei cari riceventi, del tutto consapevoli che non ci ricorderanno per il regalo ma per la frase “se non ti va bene (o non ti piace) puoi cambiarlo!”.

L’ansia da spese extra
A fianco, per ovvi motivi, dell’ansia da Regalo, c’è quella delle spese extra. Se agli altri piovono soldi, a noi poverini escono. Inesorabilmente e per i motivi più vari. Ci si caria il dente e dobbiamo andare dal dentista, ci viene la pallina sotto alla lingua e andiamo dall’otorino, ci si rompe la macchina e il tubo del bagno, l’IMU triplica e prendiamo tre multe. Così, oltre al pallino della scelta del regalo, abbiamo anche quello di comprarne quindici con cinquanta euro a disposizione e la pretesa di non andare a parare sul solito bagnoschiuma all’essenza di rosmarino.

L’ansia da Capodanno
Cos’è quella cosa che comincia ad angosciarti più o meno da Settembre, accompagnandoti in crescendo di mese in mese, con il suo picco finale nel giorno trentuno Dicembre mattina? Capodanno. La costante universale fissa della mia vita, oltre agli occhi azzurro cielo e un salvagente al posto dei fianchi, è che a Capodanno non so mai cosa cavolo fare. Un po’ perché sono povera e le cose figherrime tipo baita e vin brulè a Covvvtina D’Ampezzo non posso permettermele…un po’ perché sembra che sia l’unico giorno utile in cui si debba fare qualcosa di particolare. Non so voi, ma a me l’ansia del “dover fare a tutti i costi…” fa venire ancora più ansia. E tutta questa ansia culmina in un tripudio di depressione e scoraggiamento una volta che realizzo che quella che avrebbe dovuto essere la sera più pazza dell’anno, in realtà, è la peggiore.

L’ansia da meteo
La seconda cosa che pensi dopo “dove cazzo vado a Capodanno?” è “Devo guardare il meteo”. Sì perché su quindici giorni di feste, tredici c’è il sole e due piove (o nevica). E puntualmente capita quando ti devi spostare tu e devi compiere tragitti medio-lunghi, cioè la sera del Venticinque quando raggiungi il fidanzato per il cinepanettone dell’anno e quella del Trentuno. E Se proprio ti va di culo, le strade ghiacciano. Cosa c’è di più romantico di un incidente mortale nelle feste?

L’ansia da parenti
Natale : amici, conoscenti e parenti = sale : cellulite. E con gli amici, i conoscenti e i parenti arriva il caos e, col caos, le domande a raffica. Quali? Tutte quelle che non vuoi sentirti fare e a cui non vuoi rispondere, neanche se sei tu a fartele, figurati se escono dalle bocche altrui. <<Quando finisci l’università? Ti manca tanto? Mia nipote ha già finito, lavora, è realizzatissima, ha in vista almeno tre promozioni, si sveglia col sorriso sulle labbra e ha una voliera di passerotti rossi, gialli e blu che ogni mattina la vestono e la pettinano cinguettando!>>. Al che li lasci parlare, fai un breve resoconto mentale della tua vita, li immagini ardere su un rogo perché lo fanno palesemente apposta e, dopo un profondo respiro, ingoi per l’ennesima volta il rospo e rispondi con un bel <<Ma come sono contenta!>>. Che, in realtà, è un ingozzati col Pandoro.

L’ansia da studio e quella da ferie
Chi, come me, fa (ancora) l’università, sa per certo che il mese di Dicembre sarà diverso dagli altri perché ricco oltre ogni modo di giorni-distrazione. Per noi -soprattutto noi fuoricorso- il giorno di Natale sarà solo “tanti giorni in meno all’appello di Gennaio”, il Primo Gennaio una maledizione perché non si studia causa coma e l’Epifania il momento della verità, giorno che sancisce la decisione di iscriversi o no all’esame. Per chi lavora, invece, il pallino è un altro. Le ferie. In un ufficio si è in tanti e bisogna venirsi incontro, la regola dovrebbe essere questa…peccato che ci sia sempre quel collega che cerchi, ogni anno, di metterla in quel posto a tutti quanti. Lui fa il ponte, la Vigilia deve stare a casa anche se il negozio (o l’ufficio) rimane aperto, a Capodanno anche perché deve cucinare l’arrosto e si prende puntualmente il giorno in più perché a lavorare a metà settimana non ci vuole proprio venire. Grazie, con tutto il cuore, per la tua disponibilità nei confronti di tutti gli altri che ogni anno godono come ricci a lavorare fino alle otto e mezza di sera del trentuno Dicembre.

Eccole qui, le mie (nostre, non voglio sentirmi sola) ansie natalizie. Quelle che mi fanno svegliare col patema d’animo e mi accompagnano fino al sei Gennaio, impedendomi di assaporare a pieno l’energia positiva delle Feste e facendomi passare, agli occhi dei più, come la più epocale delle stronze. Ma ce n’è un’altra, quella che più di tutte m’inquieta, quella che arriva a scoppio ritardato nonché prova tangibile che l’Epifania non si porta via proprio tutto delle feste, la più subdola di tutte…l’ansia da chili di troppo. Ma ci penseremo a Gennaio, che, per ora, ahimè, ce ne sono già abbastanza.