Lode e gloria alle cassiere

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A me fanno tenerezza e dovrebbero far loro un monumento. Punto primo, fanno dei turni da fuoco. Sì perché mica tutti i supermercati chiudono alle sette e mezza. Alcuni tirano tardi…tipo le dieci di sera. A Milano, in piazza Principessa Clotilde ce n’è uno che sta aperto fino all’una di notte…perché a chiunque dodici ore potrebbero non bastare per fare la spesa!

Secondariamente, sono le uniche povere Criste che lavorano in giorni in cui si riposano tutti, anche i becchini, solo perché il marito della stronza del terzo piano si è dimenticato di prendere la mostarda quando era ora e quindi ci deve andare alle otto della sera della Vigilia, la sciüra del primo dopo una Pasqua da indigestione un po’ di spesa la deve fare lo stesso E che fare nel giorno della Festa dei Lavoratori se non andare a chiudersi in un ipermercato a fracassare la minchia alle commesse?

Terzo…voi avete presente cosa significa avere a che fare coi clienti del supermercato? La vecchietta con due cose in mano che vuole passare a tutti i costi e fa pressing viulento, la famiglia con tre carrelli, sei figli demoniaci e otto casse d’acqua che tre giorni non bastano per passare tutta la spesa, quella che vuole pagare coi buoni ma non ne ha abbastanza, quindi spulcia il portafoglio per tre ore per poi arrivare alla conclusione che sarebbe meglio pagare col bancomat MA deve fare un attimo una telefonata veloce al marito perché non si ricorda il numero…e poi lui, l’individuo che esce con sei euro e fa una spesa da venti e blocca la fila perché indeciso su cosa gli serva di più tra la schiuma da barba al pino silvestre e il detergente intimo.

E tutto questo dramma umano…vissuto con dei brutti vestiti addosso. Sottane blu-sciüra, bragoni da carpentiere informi, camiciole giallo vomito, gilet quadrati grigio topo e camici rosa-pene con sotto il lupetto marrone PIÙ accessorio al collo nelle varianti di cravattino, papillon o foulard a mo’ di Garibaldi.

Amici dirigenti-stylist-chiunque voi siate che avete ideato le divise da cassiera del supermercato…mi spiegate, per favore, cosa vi hanno fatto di male quelle povere ragazze che avete assunto? Qui non si tratta di cattivo gusto…ma di odio viscerale nei confronti della Donna. Sappiatelo. Perché solo un misogino frustrato o una stronza inacidita affogherebbero in un nugolo di poliestere delle bellissime ragazze che lì, sul posto di lavoro, potrebbero trovare l’Uomo dei Sogni tra il bip dell’olio extravergine d’oliva e quello del Colgate Maxifresh. Ma comunque, non temete ragazze…che tanto ci pensa il Karma! E a quello non scappa nessuno.

Detto ciò, lode e gloria alle cassiere. Voi sì che siete donne con le palle, cazzo!

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Le donne del 2014 si spogliano se…

****ARTICOLO PURAMENTE IRONICO, astenersi cagacazzo****

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Prima era complicato, cioè quando erano giovani le varie nonne, bisnonne e trisavole. Oggigiorno è un  po’ più facile (Dio, ti ringrazio! direte voi).

Sarà il buco nell’ozono, gli additivi alimentari, le polveri nell’aria, la cocaina rimasta sulle banconote (pare che ce ne sia tantissima!)…fatto sta che l’impresa è meno ardua e, se te ne trovi una per le mani o dietro a uno schermo, sicuramente non c’è il rischio che suo padre ti rincorra col fucile sottobraccio affinché tu la prenda il moglie, adempiendo per tutta la vita ai semprepiùsacri doveri coniugali.

Ma su quali basi, today, una donna si spoglia delle vesti mostrando il corpo ignudo al Grande Pubblico?! La donna-media del 2014 tende a spogliarsi…

…se ha un Iphone. A dimostrazione, il #selfie-tipo davanti allo specchio in posa angolo ottuso/ retto/ acuto con mutanda e camiciola vedo (non) vedo con telefono-quelloconlamela spianato in bella vista. Steve già sapeva…

…se è very very social. Che senso ha fare un #selfie-vedi-sopra se poi lo vede solo lei?! La condivisione è cosa buona e giusta, porta likes e, i likes, aggiungono punti fedeltà all’AutostimityCard;

…se è Halloween/ Carnevale. Come ho già detto nel punto 4 di un articolo precedente (click here to read), tutto può essere pornizzato. Quindi perché scegliere una semplice Puffetta se c’è a disposizione la Porno Puffetta?!

…se è al mare, in una qualsivoglia spiaggia sovraffollata della Riviera, in una cupa giornata senza sole. La leggenda narra che i muratori siano sempre così abbronzati proprio perché il sole abbronza di più quando c’è nuvolo…

…se va a fare un giro in centro a gennaio, quando è aperto solo Zara e impervia la bufera. Da quando c’è il surriscaldamento globale, d’inverno fa così caldo che l’unica soluzione, ormai, sono gli hot-pants da car-washer americana.

…se va a ballare a Milano, l’unico parcheggio disponibile è a Quarto Oggiaro e deve farsela a piedi fino al locale strafigo sui Navigli;

…se va dal tatuatore-maschio. Non importa se voglia tre farfalle su una spalla o il cavalluccio marino sul mignolo del piede, si sa che negli studi di tatuaggi il riscaldamento è sempre acceso! Poi, sulla poltrona in ecopelle che si appiccica e ti scuoia viva appena ti alzi, in mutande si sta più comodi.

…se il nuovo tatuaggio è situato in un luogo corporeo nascosto e sperduto perché i tatuaggi visibili sono pacchianissimi ma, comunque, è così bello che è un peccato nasconderlo!

…l’8 Marzo. La quantità di maschi-single-arrapati è direttamente proporzionale alla quantità di donne in libera uscita la sera della Festa della Donna. Perché deluderli?!

…se è fuori con l’amica bruttina. Confermare il proprio status di femmina-alfa è importante quasi quanto accanirsi sui difetti della compagna. Quasi.

…se c’è di mezzo una Canon. Restituire l’Arte al popolo è prima di tutto un dovere morale. Senza scordare, poi, che with Canon, you can.

Epopee universitarie- storie realmente accadute

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Facoltà sbagliatissima ma, causa senso del dovere misto orgoglio, mai cambiata. Nell’attesa di un trasferimento filesss molto lungo, rimembro i bei tempi andati. E mi rendo conto che la gente ha dei problemi (me per prima).

Letteratura italiana I
Assistente: Signorina, mi spieghi questa figura retorica…
Me, dopo svariati minuti di silenzio: …Uhm, a dire il vero al momento non mi viene proprio in mente…
Assistente: Siamo al quarto piano, se vuole suicidarsi lì c’è la finestra…  

Con tutto il cuore, crepa.

1) Letteratura tedesca- colloquio
Me: Buongiorno Professore, sono venuta a concordare il programma…
Prof: Ah sì, va bene…deve solo andare in un sottoscala in culo al mondo (sto parafrasando) e comprare i miei libri (novanta sacchi), se sono usati me ne accorgo e la boccio, dopodiché tornerà qui e io le dirò cosa studiare e quali argomenti, diciamo, potrebbero essere materia d’esame, diciamo, che magari si segnerà accanto all’indice, diciamo, così magari me ne ricorderò il giorno dell’esame, diciamo.

Presi. Trenta e lode…e, diciamo, non me ne vergognai allora, figuriamoci adesso, diciamo. Lui l’hanno licenziato, diciamo.

2) Filologia Italiana
Assistente: …E di chi è questo saggio?
Me: Del famosissimo filologo ******!!!
Assistente: …Che sarei io.

Woooshhhh…*palla di fieno che rotola*

3) Storia Moderna
Sera prima dell’esame, h 02:00; percentuale del libro fatta: 75% di cui due punti importantissimi cercati su Wikipedia; giorno dell’esame in stato catatonico

Prof: Bene, mi parli del …*puntoimportantissimo#1*
Me felice
Prof: …ora invece mi parli del…*puntoimportantissimo#2*
Me molto, moltissimo felice…
Prof: …Un po’ approssimativo ma diciamo che va bene.

Dio, c’è.

4) Linguistica Italiana- preparazione dell’esame, libro X, capitolo sulle trasformazioni fonetiche tra il latino e l’italiano 
<<…ma di fonti certe non ne abbiamo in quanto non esistono reperti concreti del latino orale…>>

Quindi, sulla base di cosa starei studiando esattamente?

5) Linguistica Italiana-esame
Prof: Lei è nordica?
Me: …Emiliana…
Prof: Bene, mi scriva questa parola in alfabeto fonetico come se fosse una napoletana!


6) Filologia Romanza- colloquio 
Me: Ho provato a cercare il libro ma è fuori produzione! Non si trova da nessuna parte e in biblioteca è solo per i prestiti interni…e non si può fare più del 15% di fotocopie, essendo di Piacenza non saprei come fare…
Prof: Ah sì? Va bene…
Me: Quindi posso cambiare libro…
Prof: Ovviamente no!

Quando si dice aver compassione…

7) Letteratura Latina- colloquio
Me: …e quindi essendo non-frequentante sono venuta a colloquio per concordare il programma come c’era scritto sul programma on-line…
Prof: Mmh sì, legga il programma e troverà tutte le indicazioni.
Me: …sì ma il programma mi diceva di venire da Lei così lo concordavamo insieme…
Prof: Insomma, faccia quello che c’è scritto sul programma!

Miprendiperilculo?!

8) Letteratura Contemporanea I
Me: …e dunque *blablabla*Il Nome della Rosa è uno dei…
Prof: Sì no si fermi un attimo. Ma Lei…è di Piacenza?! No perché a Piacenza c’è l’Ipercoop!!!
Me: …eh, sì! Dicevamo, Il Nome della Rosa
Prof: Non crede anche Lei che tengono l’aria condizionata troppo alta? Nello scegliere un libro mi è venuto il torcicollo…  

Fu molto doloroso e gli durò cinque giorni. Poi, dopo un po’, finimmo il mio esame.

9) Estetica
Dopo ottocentomilagiorni passati a non capirci un cazzo…

Me: …*interminabile blablabla perché non so come sapevo tutto*…era la sua teoria sul dipinto delle scarpe di Van Gogh *the end*
Assistente: MMH, sì…per me è un ventitré…
Me: …
Assistente: AHAHAHA MA SCHERZO SU! Trentaaa. Ma secondo lei le do ventitré?!

Considerato che il coltello dalla parte del manico non ce l’ho di certo io…che dice?!

Certe volte mi chiedo perché sono nata umana. Se fossi nata sasso, questa gente non l’avrei mai incontrata. Nessuna turba, nessuna angoscia…sarei stata felice e beata in riva a qualche fiume, se mi andava di culo su una bella spiaggia sassosa che se ci cammini ti sfracelli i mignoli.

Avrei conosciuto altri sassi e sarei stata con loro fino al giorno in cui un burlone, in preda al non saper cosa fare, mi avrebbe raccolto per gettarmi nell’acqua senza un perché. Ma non me ne sarebbe importato proprio per il mio essere sasso.

Per quest’ultimo e profondissimo concetto ringrazio il mio professore di Estetica che ha passato un’intera lezione (per un totale di due ore) a spiegarci che i sassi, le sedie e gli squali non percepiscono il mondo da umani ma, rispettivamente, da sassi, sedie e squali.