Abbordaggio 2.0

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Altan- immagine trovata su Google

Con il termine movida si intende quella particolare situazione di animazione, divertimento e vita notturna giovanile all’interno di una città (da: Wikipedia). E quale occasione migliore per lanciarsi all’arrembaggio e conquistar i cuori di sprovvedute donzelle? Il mio fidanzato sostiene che, oggigiorno, gli uomini partano svantaggiati perché le donne sono troppo esigenti. Non è che siamo troppo esigenti…è che non sempre metodo e soggetti funzionano!

1) Saturday Night Fever

Da qualche parte, in un locale di tendenza…

M: Ciao, anche tu qui?
F: Sì…
M: Bello questo ballabile! Non c’ero mai stato…e sì che sono vecchio ah ah ah

*risata sorniona*

F: Dai, non sembri così vecchio!
M: Quanti me ne dai???
F: Mah, non saprei…cinquanta?
M: AH AH AH no, sessantarè! E tu, bella micetta? *buffetto sulla faccia*
F: Una quarantina meno di te, circa…
M: Brighella! Lo vuoi un gin tonic? O preferisci un amaro?

Il silenzio, regna.

2) Il tenace

M: Ciao vuoi sapere i dieci motivi per cui dovresti uscire con me?
F: No guarda veramenteee…
M: Allora, ho una bella ossatura, piaccio alle mamme, sono educato…
F: Guarda scusa devo andare!
M: …Ho una bella macchina, sono divertente, amo gli animali, mi piace ascoltare…
F: …Sul serio è un po’ urgente!
M: …mi piacciono gli apericena e i film romantici, adoro le vacanze…
F: È che la mia amica ha proprio bisogno!
M: …vado in barca a vela, amo la natura, ho fatto il boy scout e salvo le foche dell’Antartide…
F: Ma non erano dieci?
M: …ma soprattutto, NON ACCETTO I NO! 😀 😀 😀

Pronto, 113? C’è un maniaco che mi molesta.

3) So Diego, ti spiego!

F: …E quindi cosa ti piace fare nella vita?
M: Adoro il modellismo, costruisco fortezze medievali in scala ridotta con pinzette e mattoncini, sai il Medioevo è il periodo che preferisco perché c’erano le guerre, la stregoneria, i feudi, …

***Molte ore, sbadigli e sguardi fugaci all’orologio dopo***

M: …e secondo Goffredo di Visnauf tre sono dunque gli stili: umile, medio, grande. In relazione alle persone o alle cose di cui si tratta, si hanno queste designazioni. Quando si tratta di persone di rango sociale elevato o di avvenimenti pubblici, lo stile si può definire grande; basso, quando si tratta di persone o argomenti umili; medio, di mezzani. Virgilio usa tutti e tre gli stili: umile nelle Bucoliche, medio nelle Georgiche, grande nell’Eneide…ma ti sto annoiando?

cricri….cricri…..woooossssshhh…

4) Grandemagoooooo

Al tavolo del pub, chiacchierando con le tue amiche…

M: Ciaooo! Pesca una carta!
F: …Eh?
M: PESCA UNA CARTA! Non mordo…
F: Ci mancherebbe, comunque…ok…
M: Ora, col mio potere di Mago…indovinerò che carta è. Hai scelto…il re di cuori!
F: Ehm…no…
M: Sette di picche?
F: Neanche
M: Otto di fiori!
F: No…
M: REGINA DI QUADRI!
F: Smettila.
M: Ok, dammi dieci euro…
F: NO!
M: Dai, ti faccio la magia! Non ti piacciono i maghi? Dai che magia vuoi???
F: Quella della sparizione…
M: Oh sì brava!!! Di cosa???

Indovina…

5) Il molesto sobrio

Dopo una breve, fugace e piattissima conversazione…

M: Allora mi dai il tuo numero?!
F: No guarda mi spiace…è che sono fidanzata… (ma quando mai?!)
M: AH AH AH! MA IO NON SONO GELOSO!!!
F: eheheh ma lui…sai, lo è!
M: Ok, allora ti aggiungo a Fessbuc! Come ti chiami?
F: No ma non lo uso mai…
M: …Mi dai la tua mail?
F: Eh ma la uso solo per il lavoro…
M: L’indirizzo di casa? Sai, il piccione viaggiatore…
F: …
M: FIGA DI LEGNO.

Sparati.

6) Il molesto sobrio, qualche ora dopo, dopo molti molti drink

M: cOSs’Ha lluii che jjo non ho? EH? SeEi una @#!¶%]+ !!!
F: …
M: Sei una InNndicivisIBile #¡7@!!#¶…
F: …
M: gLoriÆe iO ti odiohh, sEi una *pausarutto* #à@+]¶°]] da due soldi!!!
F: …Sara…
M: EH?
F: Mi chiamo Sara.
M: AH…perchémihalasciato…eravamocosìfeliciiiii…l’amavocccosìttttanto…
F: Chi?
M: Gloria…
F: Ah…

Facciamoci due domande.

7) The Poet

Discoteca, ora di punta, in mezzo alla pista tra balli forsennati a ritmi concitati

M: Tu mai potrai capire quanto ti amo perché in me dormi e resti addormentato…

*tunz tunzi tunz parapara tunz tunz tunz*

F: COMEEEE??
M: Io ti nascondo in lacrime, braccato…

*…AaAaaaaaaaaHhHh A FAR L’AMORE COMINCIA TU AaAaaaaaahHh A FAR L’AMORE COMINCIA TU…*

F: SEI INCAZZATOOO? Nooooo daiii!
M: …da una voce di penetrante acciaio…È DI GARCIA LORCAAA!!
F: STRONZO!

Suonava tanto…” Mi piaci porca”.

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L’altra faccia del Natale- quella dell’ansia

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Chi ha inventato il detto “a Natale siamo tutti più buoni”, molto probabilmente è perché non ha conosciuto me e quella piccola cerchia di gente a cui, nel periodo Natalizio, sale il crimine. Noi -mi prendo la libertà di parlare a nome di tutta la comunità- che siamo nati sotto il segno dell’Ansia, la magia del Natale ce la godiamo proprio poco per tutta una serie di motivi che, adesso, vi andrò a spiegare.

L’ansia da regalo
Ci tormenta in modo ossessivo compulsivo. Non sappiamo mai cosa regalare a chi, quindi procrastiniamo di continuo il giorno degli acquisti facendo finta di avere tutto sotto controllo. Per poi ritrovarci il giorno della Vigilia a scorrazzare come ossessi per la città alla ricerca del regalo perfetto e particolare -perché noi non ci accontentiamo- con un improvviso blackout sui potenziali gusti e taglie corporee dei cari riceventi, del tutto consapevoli che non ci ricorderanno per il regalo ma per la frase “se non ti va bene (o non ti piace) puoi cambiarlo!”.

L’ansia da spese extra
A fianco, per ovvi motivi, dell’ansia da Regalo, c’è quella delle spese extra. Se agli altri piovono soldi, a noi poverini escono. Inesorabilmente e per i motivi più vari. Ci si caria il dente e dobbiamo andare dal dentista, ci viene la pallina sotto alla lingua e andiamo dall’otorino, ci si rompe la macchina e il tubo del bagno, l’IMU triplica e prendiamo tre multe. Così, oltre al pallino della scelta del regalo, abbiamo anche quello di comprarne quindici con cinquanta euro a disposizione e la pretesa di non andare a parare sul solito bagnoschiuma all’essenza di rosmarino.

L’ansia da Capodanno
Cos’è quella cosa che comincia ad angosciarti più o meno da Settembre, accompagnandoti in crescendo di mese in mese, con il suo picco finale nel giorno trentuno Dicembre mattina? Capodanno. La costante universale fissa della mia vita, oltre agli occhi azzurro cielo e un salvagente al posto dei fianchi, è che a Capodanno non so mai cosa cavolo fare. Un po’ perché sono povera e le cose figherrime tipo baita e vin brulè a Covvvtina D’Ampezzo non posso permettermele…un po’ perché sembra che sia l’unico giorno utile in cui si debba fare qualcosa di particolare. Non so voi, ma a me l’ansia del “dover fare a tutti i costi…” fa venire ancora più ansia. E tutta questa ansia culmina in un tripudio di depressione e scoraggiamento una volta che realizzo che quella che avrebbe dovuto essere la sera più pazza dell’anno, in realtà, è la peggiore.

L’ansia da meteo
La seconda cosa che pensi dopo “dove cazzo vado a Capodanno?” è “Devo guardare il meteo”. Sì perché su quindici giorni di feste, tredici c’è il sole e due piove (o nevica). E puntualmente capita quando ti devi spostare tu e devi compiere tragitti medio-lunghi, cioè la sera del Venticinque quando raggiungi il fidanzato per il cinepanettone dell’anno e quella del Trentuno. E Se proprio ti va di culo, le strade ghiacciano. Cosa c’è di più romantico di un incidente mortale nelle feste?

L’ansia da parenti
Natale : amici, conoscenti e parenti = sale : cellulite. E con gli amici, i conoscenti e i parenti arriva il caos e, col caos, le domande a raffica. Quali? Tutte quelle che non vuoi sentirti fare e a cui non vuoi rispondere, neanche se sei tu a fartele, figurati se escono dalle bocche altrui. <<Quando finisci l’università? Ti manca tanto? Mia nipote ha già finito, lavora, è realizzatissima, ha in vista almeno tre promozioni, si sveglia col sorriso sulle labbra e ha una voliera di passerotti rossi, gialli e blu che ogni mattina la vestono e la pettinano cinguettando!>>. Al che li lasci parlare, fai un breve resoconto mentale della tua vita, li immagini ardere su un rogo perché lo fanno palesemente apposta e, dopo un profondo respiro, ingoi per l’ennesima volta il rospo e rispondi con un bel <<Ma come sono contenta!>>. Che, in realtà, è un ingozzati col Pandoro.

L’ansia da studio e quella da ferie
Chi, come me, fa (ancora) l’università, sa per certo che il mese di Dicembre sarà diverso dagli altri perché ricco oltre ogni modo di giorni-distrazione. Per noi -soprattutto noi fuoricorso- il giorno di Natale sarà solo “tanti giorni in meno all’appello di Gennaio”, il Primo Gennaio una maledizione perché non si studia causa coma e l’Epifania il momento della verità, giorno che sancisce la decisione di iscriversi o no all’esame. Per chi lavora, invece, il pallino è un altro. Le ferie. In un ufficio si è in tanti e bisogna venirsi incontro, la regola dovrebbe essere questa…peccato che ci sia sempre quel collega che cerchi, ogni anno, di metterla in quel posto a tutti quanti. Lui fa il ponte, la Vigilia deve stare a casa anche se il negozio (o l’ufficio) rimane aperto, a Capodanno anche perché deve cucinare l’arrosto e si prende puntualmente il giorno in più perché a lavorare a metà settimana non ci vuole proprio venire. Grazie, con tutto il cuore, per la tua disponibilità nei confronti di tutti gli altri che ogni anno godono come ricci a lavorare fino alle otto e mezza di sera del trentuno Dicembre.

Eccole qui, le mie (nostre, non voglio sentirmi sola) ansie natalizie. Quelle che mi fanno svegliare col patema d’animo e mi accompagnano fino al sei Gennaio, impedendomi di assaporare a pieno l’energia positiva delle Feste e facendomi passare, agli occhi dei più, come la più epocale delle stronze. Ma ce n’è un’altra, quella che più di tutte m’inquieta, quella che arriva a scoppio ritardato nonché prova tangibile che l’Epifania non si porta via proprio tutto delle feste, la più subdola di tutte…l’ansia da chili di troppo. Ma ci penseremo a Gennaio, che, per ora, ahimè, ce ne sono già abbastanza.