Ho visto la luce- dieci cose che oggi ho capito su di me

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Immagine trovata su google che mi sembrava adatta al concetto “Ho visto la luce”

Ci sono giorni in cui più di altri impari cose su te stesso. Un giorno ti conosci, quello dopo capita qualcosa d ti conosci ancora più a fondo del giorno prima. Oggi è toccato a me. In questo meraviglioso sabato martedì 10 Marzo 2015, ho capito che…

1. …Sono una persona tremendamente disordinata tranne quando smetto di esserla, al che mi trasformo e se non catalogo anche le ragnatele non sto bene;

2. …Capire che per essere serviti bisogna prendere il numero è cosa rara, destinata a pochi eletti. Ho vissuto ventisette anni senza rendermi conto del grande Dono di cui ero in possesso, ora lo so e sono effettivamente più felice;

3. …Mi basta un po’ di sole e un cielo terso per farmi confondere sui giorni della settimana;

4. …L’unica volta in cui sono stata sicura al 100% di una cosa sbaglio turno e arrivo al lavoro quaranta minuti prima, spaventando a morte la mia collega;

5. …Prender la vita con lo spirito “dormirò quando sarò morta” non fa decisamente per me e, per quanto mi riguarda, non si dorme comunque mai abbastanza;

6. … Stavo meglio quando i gusti/ attitutidi/ abitudini sessuali della gente erano cose private e non spiattellate sulla home di Facebook perché non sei veramente un megafigo al passo coi tempi se non fai sapere a tutti con cosa sei solito masturbarti e per quante volte al giorno;

7. …La pena che provo per tutte quelle donne che vivono in posa #modelZ è direttamente proporzionale al loro grado di disagio psico-fisico MA ANCHE prova lampante che anche io ho un lato umano;

8. …Dopo svariate scosse by elettricità statica nate dalla combo pavimento di non so che materiale e suole delle scarpe, starei senza ombra di dubbio dalla parte di chi infligge se mai decidessi un giorno di darmi al Sadomaso;

9…Marzo pazzerello, guarda il sole e…metti la giacca pesante anche se crepi dal caldo, perché tanto poi ti viene lo stesso il mal di gola e non vai in palestra;

10. …Il gorgonzola con la goccia sul pane tiepido al sesamo mi ha cambiato la vita.

I’ve seen the light. AAA-lleluja. AAA-lleluja. ALLELUJA! ALLELUJA! All-EEE-lu-JÀ. 

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Gigia Condom- rivelazioni

…Nessuno ci punta una pistola alla tempia per farci scrivere ogni tre secondi cosa stiamo facendo, con chi e in quale luogo del pianeta;

…Non ci uccidono il gatto/ cane/ nonno/ fratello/ padre/ madre/ criceto se non postiamo sessantadue foto in tempo reale di cosa stiamo mangiando o bevendo;

…Non moriremo tra sette giorni se visualizziamo un messaggio e non rispondiamo in un lasso di tempo che spazia tra l’uno e i sette secondi;

…Se è una cosa urgente e avete fretta di sapere cosa abbiamo da dire a riguardo, esistono pur sempre corde vocali, telefono e soprattutto tavolini di pub, bar, ristopizze e pizzoranti con tanto di comode sedie su cui sedersi per parlare faccia a faccia;

…Non rispondere ad un messaggio nonostante la doppia spuntata blu o il “visualizzato” di Facebook indichino che il messaggio ci sia arrivato forte e chiaro, senza se e senza ma, è un diritto;

© Ettone - www.messaggisofisticati.com Messaggisofisticati - Ettone photography


” Don’t call me baby”
Ph: © Ettone – http://www.messaggisofisticati.com
Model: Adriana Castrogiovanni

…Mandare gioiosamente a fare in culo chi ci abbaia in faccia perché non abbiamo risposto al messaggio nonostante la doppia spuntata blu o il “visualizzato” di Facebook indichino che il messaggio ci sia arrivato forte e chiaro, senza se e senza ma, è un dovere;

…Mandare gioiosamente a fare in culo chi risponde a tutti tranne che a noi anche (a meno che non abbiamo scritto WELCOME in fronte e godiamo nel farci prendere per il culo da uno che ci considera come il due di coppe quando sotto al mazzo c’è una briscola diversa);

…Non offenderci se veniamo mandati gioiosamente a fare in culo anche;

…A prescindere da quanti strumenti anti-privacy ci vengano dati, siamo sempre e comunque noi (e solo noi) a decidere come, quando e soprattutto se usarli;

…A prescindere da quanti strumenti anti-privacy ci vengano dati, siamo sempre stati liberi di scegliere.

Tutto questo in risposta al panico che sembra essere dilagato tra laggente, da qualche giorno, in merito alla spuntata blu che manco farebbero per Belzebù se scendesse sulla Terra con il suo esercito di satanassi infernali per distruggerci tutti.

Un ringraziamento particolare a Ettone che ha fornito la foto dell’articolo, qui di seguito i link del sito web e della pagina Facebook

www.facebook.com/messaggisofisticati

www.messaggisofisticati.com

La Selva Oscura (ancora Facebook!)

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immagina trovata su Google

Il giorno in cui mi iscrissi a Facebok fu quello che sancì la mia condanna. Lo feci più per “monitorare” le attività del mio ex-partner che per effettivo interesse, un anno dopo capii che non si tradisce necessariamente da dietro uno schermo né scrivendo messaggini: anche il soccorso in un incidente in tangenziale con prestito del triangolo (Il triangolo noooo, non l’avevo consideratoooo!!!), la fidanzata dell’amico puntata da tempo per una maggiorazione in zona toracica o l’assenza di testicoli nel prendere in mano una situazione di stallo sentimentale tirando avanti una relazione non voluta possono portare a prenderla platealmente nel culo.

Da lì in poi, di male in peggio. Dopo un quantitativo di anni non ben definito –più che altro perché se ci penso mi viene l’ansia– ecco i motivi per cui Facebook è un posto ostile.

 

1) È la versione moderna del canto delle sirene dell’Odissea e quella cibernetica dell’eroina. Ci sono storie di chi è riuscito a resistere, storie di chi c’è caduto ma poi ne è uscito definitivamente…ma i più soccombono. Del tutto inutili i tentativi drastici di cancellazione, molto poco credibili i <<…Stavo pensando di cancellarmi da Facebook!>>;

2) Non puoi avere un’opinione diversa dagli altri, specie su argomenti quali politica, religione e animali e pensare di esprimerla scampando a torce e forconi;

3) Non puoi essere gnocca (ma grazie al cielo questa condanna non mi tocca!). Se la sei e sei felice di esserla sei una tiramerda (troia), se la sei ma non sai di esserla sei una figa di legno (falsa);

4) Il binomio gnocca-ex ha sempre esito negativo in quanto + (la figheria, in questo caso) moltiplicato per – (il fatto di essere ex del tuo attuale fidanzato) fa sempre meno. Tradotto: le ex gnocche per le fidanzate in carica sono sempre aborti del Signore. Il binomio cessa-ex, invece, ha esito positivo non in termini di bellezza ma di incrementatore dell’autostima per le novizie;

5) Non sentire qualcuno non significa che quel qualcuno non si stia interessando a te, monitorando attentamente la tua vita elaborando teorie sulla base delle informazioni prese dal tuo profilo, foto, link e stati. Incazzarsi per la violazione della privacy è più o meno come prendersela con Gesù per il cagotto fulminante che ti è venuto dopo il latte appena munto che hai bevuto da un chioschetto a Marrakech (l’ho scritto bene??);

6) Non puoi cancellare qualcuno con la pretesa che questo non se la leghi al dito finché morte non ti colga. Se muore prima lui, a persegiotarti ci penserà il suo fantasma o l’entourage di personaggi che ha modellato a sua immagine e somiglianza convincendoli che stai sul cazzo anche a loro, anche se non ti conoscono;

7) Quello che pensi faccia ridere, fa ridere fino al momento in cui qualcuno non si senta chiamato in causa. Poi è guerra;

8) Se sei un vegano sei un esaltato del cazzo, se mangi carne sei un assassino, se mangi McDonald’s sei una fogna;

9) Magrezza = disordini alimentari. Non importa se è la tua costituzione o se t’ingozzi come un tacchino per un accenno di tette in più: se ti si vede un accenno di costole, sei da ricovero;

10) Sei fastidioso quando sei eccessivamente felice, lagnoso quando sei depresso. Facebook non è un confessionale, se hai dei problemi paga uno psicologo, cazzo!

11) Anche se c’è l’opzione “fidanzati ufficialmente”, è sempre meglio non usarla. I “fidanzati ufficialmente” è spesso guardato in modo ostile, specie da chi di “uffiale” ha solo le ragnatele in zona pubica;

13) Se non vuoi farti dare della zitella acida stronza, cerca di dire e di fare sempre quello che gli altri si aspettano da te: una beatissima minchia di niente (giochini in stile La Fattoria Felice compresi). Se sai stare nel tuo senza dare fastidio, sei esteticamente nella norma, la tua vita sentimentale è color pastello, non ti esponi troppo nei giudizi e le posizioni le prendi solo quando dormi…allora sì, quello Social è un Mondo magico!

I Tuttologi di Facebook

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Ieri ho scritto un commento ad un post della pagina Gomorra-la serie in cui, molto ignorantemente, lo ammetto, non ho considerato l’Honduras come una regione ma come…un insieme non ben definito di qualcosa. Mea culpa, mea culpa…mea maxima culpa. Ma ok, è vero: pensare -e informarsi- prima di parlare (o scrivere) può salvare le chiappe da plateali figure barbine.

Sì, perché se no arriverà SEMPRE uno sconosciuto Mr. X che ti risponderà -proprio perché non ti conosce!- con un commento velatamentequantobasta sarcastico atto a farti sentire un emerito ignorante che una laurea non la piglierà mai, nei secoli dei secoli amen, neanche con l’aiuto di un miracolo divino. Pace. Me ne farò una ragione e accetterò il mio destino di fallita.

ANYWAY. La cosa mi ha fatto riflettere e sono giunta alla conclusione che sbagliare, amici miei cari, ti cazzia. Ma anche il non sapere semplicemente qualcosa, avere un calo momentaneo d’attenzione che ti fa malauguratamente saltare un’h (l’unica, dopo quel tema di quel giorno della terza elementare!) o scrivere frasi sconnesse perché dovevi postare quella cosa geniale, sentita e spontanea proprio in quel momento, con la borsa della spesa in una mano e il cane indemoniato al guinzaglio dall’altra, mentre fai le scale per raggiungere casa tua al sesto piano con l’ascensore rotto da due settimane E QUINDI alla sintassi chi cavolo ci pensa?! Oppure -cosa assai peggiore, soprattutto se si parla di religione, politica o animali- avere un’opinione diversa e pensare -che babbi di minchia!- di esprimerla, condividendola nei sacri templi della Condivisione: i social network.

Il correggere l’errore altrui o controbattere un’opinione non condivisa è, come direbbe Jesus, cosa buona e giusta se fatto con tatto ed educazione. Se ci metti la stronzaggine per il solo gusto di smerdare…ricorda che errare humanum est, perseverare autem diabolucum et terzia nessuno di noi ha la Scienza innata.

Quanto a me, sono felice che l’utente-X abbia risposto. Almeno adesso (meglio tardi che mai!) so (GIUBILO!!!) che l’unico motivo dei miei vergognosi tot anni fuori corso alla Facoltà di Lettere Moderne di Milano (chevergognaaaaaa!!!!!) è dovuto al fatto che (rullo di tamburiiii…) “LE Honduras” in realtà è semplicemente “L’Honduras”. 

Comunque che ansia, cazzo. 

Di che #selfie sei?

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Nato come scatto tanto triste e solitario quanto ostinato nel voler sembrare quello che non era, cioè una foto made by another person (tipo un fidanzato inesistente), oggi lo troviamo ovunque e nelle forme più svariate. Da Facebook a Twitter, con picchi su Tumblr ed Instagram, è un flagello di Dio più virale dell’ebola che, attivamente o passivamente, ci ha colpiti tutti. E non c’è scampo, amici, non c’è scampo.

 

1) Il #selfie di coppia
Dopo otto ore di dibattito su chi dei due ami di più l’altro O sia più testa di cazzo, nel dubbio, si scattano un selfie per urlare al mondo che, in ogni caso, la loro è una coppia felicemente figa. Al mare, alle terme, nella bufera di neve sul Passo del Gran San Bernardo o nel reparto detersivi dell’Ipercoop…come loro, nessuno mai! E quelle piccole escrescenze che vedete sbucare, non sono corna…malfidenti che non siete altro!

 

2) Il #selfie di gruppo
Prima non c’era, poi venne la Notte degli Oscar e fu subito moda. Per un minimo di tre ad un massimo di centoventuno individui, è la quintessenza  della gioia e del “Tiè, rosica, persona qualunque che neanche in otto vite riuscirai mai ad avere amici fantastici come i miei!”. Se troppo affollato perde il suo fascino, rischiando di venir confuso con la foto di un comizio di Beppe Grillo in Piazza Duomo, con personaggio famoso (tipo il Papa) diventa subito “immagine di copertina” di Facebook.

 

3) Il #selfie di specchio
È nato, fondamentalmente, per rompere i cojones ai fidanzati. Ti mettevi lì, davanti allo specchio, e, con santa pazienza, ti scattavi ventiquattro mila foto. Poi gliele mandavi tutte per fargli notare che quel “Ma amore, non sei ingrassata!” era probabilmente frutto della sua miopia. Poi si sono evoluti, come i pesci della preistoria, e ora promuovono capi d’abbigliamento, testimoniano tatuaggi e progressi in palestra, raccattano complimenti spacciando per grassezze magrezze vertiginose o per bruttezze bellezze meravigliose E arrapano privatamente potenziali sconosciuti alle spalle dei felici fidanzati (quelli dei #selfie di coppia).

 

4) Il #selfie belfie, di poppe e lo slip bridge
In un’era in cui “rimetterci la faccia” è un attimo, con tutte le vaccate che ci sono in giro, o la faccia si è logorata a furia di flashate negli occhi…si è deciso di tagliar la testa al toro e puntare tutto, a scanso di guai, su culi, tette e vulve. Così avremo l’#underboobs, frutto di sagaci inquadrature dal basso di sedicenti maggiorate dai seni al vento e per nulla adatto a chi le poppe non ce le ha o, se le ha, sono a tapparella, lo #slipbridge, con scorcio di pelo tra i giochi d’ombra di una micro mutanda tesa su montagnose anche e, ultimomanonultimo, il #belfie, in cui si fa il salto di qualità passando letteralmente dalla faccia di tolla a quella da culo.

 

E voi, in tutto questo marasma, di che #selfie siete?! Io, personalmente, non sapendo quale scegliere MA dovendo farlo perché se non ti fai i #selfies sei un cretino, a causa di due tette troppo timide e un lato b fastidiosamente asociale…credo proprio che andrò a parare sul #sellotape. Così, già che ci sono, risparmio anche sull’estetista.

Il popolo di Facebook- lo sfacelo

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Dopo spie, #selfie, mondocentrici e veganimalisti, dopo le Mamme di Stifler, i meteorologi e i politologi sapienti…ecco qui il terzo e ultimo capitolo della saga “Il popolo di Facebook”.

#21. I vacanzieri (in)felici– La loro unica occupazione nella vita è viaggiare tantissimo ed essere tristi perché le loro vacanze finiscono sempre troppo presto. Nel mentre, postano un trilione di foto in presa diretta, assicurandosi che nel posto in cui tu –che in vacanza non ci vai dal 1990– le stai guardando da dietro il tuo schermo nei 3,5 minuti di pausa che il tuo capo gentilmente ti ha concesso, ci sia la nebbia e un freddo barbino. #Thankyouverymuch #chevivengaunacaghetta #nelbelmezzodellosnorkeling.

#22. Gli hipsters– Sai che sono hipsters perché fanno le foto artistiche con le facce strane. Sono sempre un po’ gobbi verso l’obiettivo della macchina fotografica Canon Eos 5000 Non Plus Ultra Super Figa 3GX, indossano strani cappelli e postano articoli in cui si dice che una barba modello cespuglio di felci è virile. Sono seriamente convinti di essere fighissimi, soprattutto se over 30. Pat pat.

#23. I milanesi– Sono di Milano e ne vanno fieri. La loro immagine di copertina è Piazza Duomo di sera, di giorno, al crepuscolo, all’alba, con la neve e nella nebbia. Nessuna città è come Milano, così come nessun locale, evento, donne, uomini, mostre, chiese, musei, piazze, scorci paesaggistici, traffico e caos. Più nazionalistici di Adolf, tutto di Milano è romantico e affascinante, smog compreso. Stateci pure, io passo.

#24. Quelli che lavorano– Sono i lontani parenti dei vacanzieri, solo che loro invece di farti venire il nervoso con le foto di assolate spiagge tropicali, lo fanno con i loro successi. Il giorno dopo la laurea col massimo dei voti e zero secondi fuori corso, le ditte di tutta Italia si sono buttati come squali su di loro nella speranza di accaparrarsi il soggetto. Hanno promozioni, stipendi da urlo e una vita da sogno. Diversamente da te che sei un povero pezzente. Sempre detto io che la crisi non esiste!

#25. Le figliocentriche– i loro aggiornamenti di stato variano ad ogni “bè” del proprio pargolo neonato. Il che significa che tu, amico di codeste persone, saprai in tempo reale colore, consistenza ed emissione di cacca, vomito e pipì, i suoi ritmi vitali di sonno e veglia, cos’ha mangiato e quando e il suo tasso di salivazione quotidiano. Se vi va di culo allegano anche la documentazione fotografica. Se il Cosmo è proprio dalla tua, te la cucchi anche sul posto di lavoro.

#26. Quelli che hanno il tuo stesso cognome– Non ti conoscono…ma ti aggiungono mossi da un grandissimo spirito di fratellanza. I miei omonimi vivono tutti in Argentina. Aspetto con ansia la telefonata sul decesso di quella lontana parente ricchissima proprietaria terriera, morta sola e soprattutto single.

#27. I preti social– Ebbene sì, c sono anche loro. Postano foto delle gite spirituali, riportano passi del Vangelo e tentano di salvare i giovani dalla dannazione per vie traverse. Se il Papa ha Twitter, perché loro non possono avere Facebook?! Lo svecchiamento di cui la Chiesa aveva bisogno. Tra l’altro, avete mai preso in considerazione la messa su Skype?!

#28. Le preadolescenti sgallettate– Tra gli 11 e i 13 anni, hanno a disposizione un vero e proprio arsenale tecnologico. Fanno i video-blog su cosmesi e make-up, gestiscono autonomamente account su svariati social network e fanno scatti fotografici in parigine e tacco 15. Qualche volta in reggiseno. Ma solo per far vedere quanto devono dimagrire!!!! Poi Lucignolo fa i servizi sulle Baby-squillo. Vabbè.

#29. Gli utenti-fake 100% antisgamo– Sono i Mario Rossi della situazione. Non lavorano, non sono andati a scuola, hanno tre amici che abitano, rispettivamente, in Colombia, in Tibet e in Groenlandia e non pubblicano mai nulla. Apparentemente non hanno nulla in comune con te se non che abitano nella tua città. Come foto profilo hanno l’Omino di Facebook. Nel 99% dei casi sono le ex del tuo fidanzato che tentano di incastrarti per farti fanculizzare. Consiglio, non peggiorate una situazione già precaria.

#30. L’amico di Kabul– Tutti ci hanno avuto a che fare almeno una volta nella vita. Non si sa chi sia, fatto sta che un giorno apri Facebook e te lo trovi lì, avvolto nella sua Kefiah con barbetta nera e sorriso sornione, tra le richieste d’amicizia. Come sia arrivato a te, utente di Torrevecchia Pia (PV) non si sa e, se glielo chiedi, ti risponde in lingua Pashtu. Google Translator non è la soluzione.

Il popolo di Facebook- l’evoluzione

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Credevate che ci saremmo fermati a un articolo?! BIIIIP. Sbagliato! Ce ne sono troppi, di tipi umani.

#11. I meteorologi– sono quelli che aprono la giornata con l’informazione sul meteo. Si svegliano a mezzogiorno quando il sole è più o meno allo zenit con un tasso di radiazioni del 100% e sentono il bisogno di scrivere che “c’è il sole”, oppure, nel momento clou di un ciclone, “Oh, piove!”. Grazie, senza di voi non so come faremmo. 

#12. I meteoropatici– Cugini di quelli di sopra, hanno la tendenza a non sopportare nessuna condizione climatica in corso. La pioggia li deprime, il sole provoca loro uno spossamento che meglio non parlarne, la neve li fa cadere come birilli e li fa arrivare in ritardo al lavoro, la primavera porta i pollini e loro ai pollini sono allergici, l’estate c’ha l’afa, l’autunno la nebbia e l’inverno è troppo umido. Confido nella possibilità di vivere su Marte

#13. I genitori basic– il motivo per cui sono su Facebook è ignoto. Non è per spiare i figli perché il 90% di loro col cazzo che accetta l’amicizia di mammà e papà (e l’altro 10% ha le impostazioni della privacy simili CIA), non è per farsi l’amante perché solo i pirla lo farebbero…quindi?! Fatto sta che la loro presenza sui social network inquieta. 

#14. Le mamme di Stifler– Madri single che si sentono delle vere e proprie fiche da pajura. Vestono alla moda, fanno gli apericena, postano una marea di #selfie con le poppe de fori e hanno dai 4000 amici (maschi) in su. Il terrore delle mogli, il sogno dei mariti basic (e degli adolescenti maschi in fase “Masturbator”).

#15. I giocatori seriali– Coltivano campi, arredano case, crescono cuccioli…e ti mandano le richieste. Non importa se li minacci, se li blocchi o se tagli loro le mani, un modo per farsi spedire le dieci assi di legno per costruire la stalla…lo trovano. Insieme a quelli che ti mandano le petizioni da firmare, sono i testimoni di Geova dei social Network.

#16. Le fidanzate ufficialmente– Non si sentono mai veramente legate al proprio compagno fino a quando non compare nell’apposita sezione il loro status di coppia monogama legata per la vita e , per loro, tutte le amiche femmine del fidanzato sono zoccole sicuramente innamorate di lui. In caso di rottura, poiché il passaggio da “fidanzata ufficialmente con…” a “single” sarebbe troppo duro da sopportare, le trovi tutte “in una relazione complicata”. Pur di essere impegnate con qualcuno, si “sposano” con l’amica del cuore. True love.

#17. I gestori di pagine inutili– Hanno cominciato anni fa dando vita a pagine che forse, un tempo, facevano anche ridere. Adesso postano notizie fasulle impestandoti la home con frasi ad effetto tipo “ADDIO, IL MONDO DELLO SPETTACOLO È IN LUTTO!”. Pensi che sia morto Tizio, invece è solo Caio che non fa la fiction tal dei tali. 

#18. Gli #hashtagger– Scrivono cose con l’hashtag.  È ovunque, tipo il prezzemolo, solo che non sanno come usarlo e finisce che hai delle sfilze infinite di parole a coppie separate da un cancelletto. Se conoscono il mondo di Instagram, ci piazzano anche il prefisso -insta. #Lhashtagnonfafighi #percaritàbasta #instahashtag #instabasta.

#19. I fotoburlotagger– Amano fare le foto, fartene di talmente brutte che peggio non si può, postarle su Facebook e taggarti. Non ho ancora capito se sono semplicemente burloni o se sono proprio degli stronzi sadici bastardi…fatto sta che gli sta particolarmente a cuore rovinarti la reputazione. Non ubriacatevi MAI in loro compagnia, gli smartphone fanno anche i video.

#20. I bloggers– Sono quelli che hanno un blog che non si caga nessuno e che anche con due profili –uno personale e uno del blog, ovviamente!– su cui postare i nuovi articoli le visualizzazioni sono sempre fisse a 5 (di cui due dal Kazakistan e tre dall’Arabia Saudita), che non demordono, nella speranza che qualcuno legga i loro lavori e che, sopportando tutti i diciannove esemplari precedenti, se ne fottono e vanno avanti a spammare senza ritegno, come se non ci fosse un domani. Inutile dire che io ne faccio parte. E col cazzo che smetto. Tiè. Quindi, se vi do fastidio, fate come me…portate pazienza! Oppure togliete la visibilità delle mie notizie dalla vostra home. Io l’ho fatto, funziona!!!

Il popolo di Facebook

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Oggigiorno se non hai Facebook sei un cretino. Punto. Serve per comunicare, per restare in contatto…come fai, se non ce l’hai?! Comunque, è un mondo meraviglioso…si ride, si scherza ma, soprattutto, tutti sono amici! Quando non sono squali pronti a divorarti.

#1. Le spie– Sono quasi sempre donne e passano le giornate a spiare il tuo profilo alla ricerca di informazioni nuove, foto compromettenti o qualunque cosa possa dar vita a un po’ di sano gossip spicciolo da pausa caffè. Se non le hai tra gli amici MA ti conoscono perché sei la ex o la neo fidanzata di qualcuno che le riguarda…sguinzagliano i cani e un modo per farsi i cazzi tuoi lo trovano.

#2. I politicamente sapienti– Danno il meglio su Twitter ma non scherzano neanche su Facebook. L’argomento prediletto è l’attualità e sono gli unici in grado di consigliarti chi votare. Se so qualcosa della situazione politica attuale, è solo grazie a loro.

#3. I politicamente ignoranti- Quando non postano link di notizie bufala tipo Vendola Pedofilo, danno della scimmia alla Kyenge. La gita a Predappio è un must e iniziano ogni loro stato, commento o post con “Quando c’era Zio Benito…”. Il fatto che nel periodo del Fascio non erano ancora nati e in Storia hanno sempre avuto 5 è un dettaglio trascurabilissimo.

#4. I veganimalisti– Il loro scopo nella vita è farti sentire in colpa perché mangi gli esseri viventi o non adotti un gatto sordocieco con due zampe. Hanno un repertorio fotografico da suicidio post tracollo emotivo e il loro sogno nel cassetto è fermare la sperimentazione farmaceutica sugli animali. Andranno sicuramente in paradiso.

#5. I Sapientini più– L’ironia non sanno dove stia di casa e prendono tutto con una serietà che manco Padre Amorth. Ricordano vagamente Raniero Cotti Borroni de “Viaggi di nozze” e, quando dicono la loro, l’atmosfera crolla come un’erezione alla frase “Spero di non attaccarti l’herpes!”.

#6. Le menti aperte– Sono aperti a qualsiasi esperienza, uomini e donne di mondo che vivono la vita all’insegna della libertà, amanti della pazzia e della libertà di parola. Poi se sei contro i tatuaggi (che loro hanno, ovviamente) sei un povero sfigato ignorante bigotto che deve incularsi e vergognarsi d’esser venuto al mondo. Peace, fratello.

#7. I mondocentrici– Hai 2500 amici e una vita sociale del tutto indipendente? Non importa. Stai parlando di loro, perché dal tono e dalle tempistiche si capisce. Quindi si offendono e non ti parlano più. Nel migliore dei casi ti cancellano (!), se no ti oscurano la bacheca( !!!!).

#8. I molesti– Loro, invece, che stanno sparlando di te lo fanno capire senza troppi giri di parole. Tipo quando fanno un copia-incolla delle cose che scrivi con commento al seguito oppure riportano le iniziali dei soggetti nelle loro amabili conversazioni più pubbliche di un raduno by Beppe Grillo. Morite, con affetto, M.D.

#9. Le #selfies– Bambine dai 15 ai 30anni, hanno come unico interesse quello di farsi le foto e postarle su Facebook. Se sono proprio poetiche, ci piazzano sotto la massima di vita. Chissà se era il sogno di Bukowski quello di finire sotto a un’oca giuliva con le poppe de fori e la bocca da anatra?!…Mah!

#10. Gli amanti felici– Si amano un sacco e lo urlano al mondo fotografando gli apericena che fanno a Riccione, i piedi vicini vicini che spuntano dalla copertina di Minnie e le forchette bigiunte con cui si stanno dividendo un piatto di polenta e cervo. Prima, nei quarantacinque anni in cui erano soli soletti e non se li cagava nessuno, erano più latenti dei due Leocorni.

Cosa leggiamo oggi, Mercoledì 05/03/14, su Facebook

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Di sicuro non si può dire che Facebook sia sconvolgente, in fatto di argomenti. Ma quelli di oggi, più che mai, spiccano su tutti gli altri per la frequenza (e l’originalità) con cui vengono riproposti.

#1 Giudizi positivi su “La Grande Bellezza”;

#2 Giudizi negativi su “La Grande Bellezza”;

#3 Critiche ai presunti neo-critici cinematografici giudicati povere capre ignoranti in quanto autori dei sopra citati commenti negativi su “La Grande Bellezza”;

#4 Critiche ai presunti neo-critici cinematografici giudicati intellettualoidi fufferrimi tiramerda in quanto autori dei sopra citati commenti positivi su “La Grande Bellezza”;

#5 Di Caprio che è bravissimo, fighissimo e tuttissimo ma non ha mai vinto un Oscar;

#6 Avvistamento del sole dopo secoli di latitanza.

Detto ciò. E qui, dopo averne lette tante -ma tante!- dico la mia.

Per quanto riguarda #1 e #2 direi che mi sembra del tutto normale avere un’opinione quindi ben vengano i commenti, soprattutto se consideriamo che viviamo in un Mondo dove basta che un qualsiasi disperato che chiameremo “Caio” lancia la moda di uscire con le mutande in testa che tutti sono in fila da Mutandissimi a pensare se stiano meglio le mutande con l’elastico effetto panciapiatta o le brasiliane in pizzo a fiori sgambatura xxl. Quindi vi prego, continuate ad avere un’opinione. Anche se qualcuno vi dirà il contrario, credetemi, è cosa buona e giusta. Amen.

Circa #3 e #4…mi rivolgo a tutti quegli amici Critici Criticoni Criticanti che si sono sentiti in dovere (e in potere) di far notare, chi per un verso chi per l’altro, che tutti tranne loro in fatto di cinema non ci capiscono un beneamatissssimo cavolo di niente. Mi ricordate (l’ho scordato, sarà l’età!), carissimi Paoli Mereghetti de noiartri, perché non vi ho visto all’ultima conferenza Euromediterranea sul Cinema? Ah, ecco.

#5. LoSfigatoLeo. Chettedevodì?! Mi spiace per tutti quelli che “Leonardo, come te nessuno mai“. Ma qui l’elenco by Grazia.it di tutti quelli che non hanno mai vinto il becco di una statua ma non hanno mai detto bè.

Ultimo ma non ultimo…#6. Che dire? Pioggia, manchi solo tu e…Neve, mi spiace ma quest’anno te la sei proprio giocata male!

Dieci motivi per cui non Neknominarmi

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Se prima ci si sfidava a Tekken 3 e ci si nominava solo nei grandi fratelli/ isole dei famosi/ fattorie…adesso le cose sono cambiate. Adesso, se non sai come ammazzare il tempo perché Ruzzle e Candy Crush sono passati di moda, ti prendi un boccino di birra e te lo bevi al colpo nel minor tempo possibile.

All’estero, invece, sono più creativi. Infatti insieme ad una media si tirano giù anche i barili di distillato Moonshine, mangiano le uova crude (perché, poi?) e si lanciano dai ponti. Poi bevono dalle scarpe puzzolenti, sono quasi tutti in mutande e qualcuno che vuol proprio far le cose fatte bene, addirittura, ci lascia le penne.

Detto ciò, la faccenda va più o meno così: s’ingozzano di alcol, si filmano e poi, alla fine, se non sono caduti in coma o non si sono sfracellati la faccia contro un sasso, nominano un tot di amici che si trovano “costretti” ad accogliere la sfida a braccia aperte. Qui da noi si limitano ad un videolino a mezzo busto con sfondo neutro da postare su Facebook.

Lasciando la polemica ai media, ho immaginato per un nanosecondo me che accetto la sfida. E qui, i motivi per cui non neknominarmi.

 #1 Il mio rapporto con l’alcol è di tipo annuale, come la visita dall’oculista. Capita una volta l’anno e per i restanti 364 giorni vado giù di succo d’ananas;

#2 In base a #1, rendo noto al Mondo che per il 2014 ho già dato;

#3 In base a #1 e #2, sono in fase succo d’ananas;

#4 In base a #1 e #2, il mio senso olfattivo mi impedisce di annusare bevande alcoliche senza che mi vengano quindici conati di vomito;

#5 Se bevo “alla goccia”, la percentuale che una bevanda gassata mi vada di traverso è più o meno pari al 99,9%. Se poi è anche fredda, mi viene il gelone al cervello e muoio;

#6 Ci tengo alla privacy, soprattutto quando mangio, bevo e svolgo le normali attività quotidiane;

#7 La birra mi gonfia e ciò vorrebbe dire annullare l’effetto della tisanapanciapiatta;

#8 In casa mia non c’è birra ma solo bottiglie di vino rosso;

#9 Il vino rosso è troppo calorico per la dieta che sto facendo;

#10 Se bevo tutto d’un fiato mi viene il singhiozzo e ci metto vent’anni per farmelo passare (ma comunque il senso di fastidio rimane).

Quindi non fatelo. Oppure fatelo ma, se siete veramente miei amici, sfidatemi a bere qualcosa di utile, che mi faccia bene e mi depuri l’organismo. Tipo due litri di acqua che elimina l’acqua, una botte di Drenax forte, drenante e depurativo…sei tazze di tisana o una boccia di succo al mirtillo. Il microcircolo delle mie gambe ringrazierebbe di cuore.