Carnival party- cosa mi metto?

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È carnevale e ogni scherzo vale. Quindi ok alle polveri pruriginose versate a pioggia sulla testa, ai bambini di quarant’anni che ti spruzzano la schiuma nelle cornee come i cobra sputatori che puntano agli occhi così ti uccidono meglio e a tutte le simpatiche persone che, negli scherzi carnevaleschi, sembrano metterci tutto l’odio represso che hanno nel corpo. Ma, carnevale, è anche altro. Tipo le frittelle fatte in casa e le rispettive tende che puzzeranno di strutto in secula seculorum, le sfilate paesane dei carri e…le feste in maschera.

 

1) I maghi del riciclo
Sono quelli  che, pur di non spendere il becco di un quattrino, sono disposti a tutto e, dopo il loro passaggio, la casa sembra esser stata travolta da uno sciame di tarme/ termiti. Usano le tende per farsi le toghe, i sacchi della spazzatura diventano gonne, i cuscini per pance, culi e finti seni e la coperta di pelo per mantelli da Attila re degli Unni. Mamme e nonne, se volete salvare il corredo delle nozze, nascondete lenzuola perché sono degli ottimi teli da fantasma. Maestri dell’Art Attack e pistoleri della colla a caldo, ne sanno veramente una più del diavolo. Sanno la ricetta perfetta per la cartapesta perfetta e hanno la fidelity card allo spaccio della Caritas.

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2) Di coppia…
Fidanzati innamorati che si vestono in coordinato. Principi di principesse, lupi di Cappuccette, Adami di ignudissime Eve, Cesari di Cleopatre, Adolfi di Eve Anne Paule Braun. Il problema è che dopo un po’ le coppie storiche si esauriscono…quindi c’è da scegliere altro. Se non hanno idee, si limitano all’affiancamento dell’esemplare-femmina/maschio del proprio personaggio (poliziotto/a, tirolese/a, pompiere/a etc). Ma gli altri, quelli che hanno un sacco di tempo (e fantasia) si vestono da pastelli, da tette (giuro), da posate e da bacon con uovo (giuro, ancora) e da presa della corrente con relativa spina. E sono tanto carini…ma anche molto, troppo, ingombranti.

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3) …Di gruppo
Parliamo di compagnie di +10 persone che si muovono in branco come gli gnu. Quelli che se vogliono sedersi al pub devono prenotare una settimana prima e se li trovi in pizzeria sai per certo che mangerai alle undici di sera. Sono affiatatissimi dal tempo delle elementari, a Capodanno sanno sempre cosa fare e in estate non c’è mai il problema vacanze. E attendono Carnevale come i bambini fanno con il Natale. Dato che il loro sistema sociale interno è molto articolato, tutti sanno quale sia il loro ruolo e non pressano per averne un altro. Così danno vita a clan di zingari, centri benessere, harem arabi, alberi genealogici di famiglie cortigiane e chi più ne ha più ne metta. I loro costumi sono sempre fighissimi e puntualmente smerdano quelli degli altri. I figli/fratelli piccini dei membri suscitano tantissima tenerezza tra i presenti. Se non fai parte del gruppo, accontentati di guardare.

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4) Sosecsi
È il mondo delle signorine che vedono in Halloween/ Carnevale l’occasione perfetta per scoprire le carni. Il concetto di fondo è che tutti i mestieri possono essere pornizzati. Scelgono un personaggio, indossano la divisa, ne accorciano gli orli e ne aprono gli scolli. Così avremo: le porno poliziotte con gonnelle di tulle, le pompiere col culo de fori, le porno infermiere, le sexy segretarie, le cameriere hot, le porno carpentiere e via dicendo. Ma non è che si possono pornizzare solo i mestieri. Anche gli animali…tipo le puzzole, le api, le mosche, i tassi, gli orsi, gli unicorni e i lupi. Per farlo basta poco, una striscia di pelo per coprire le pudende e un cappuccio col le orecchie. Se proprio si voglion fare le cose fatte bene, una lingua di pelo per la coda e due copricapezzoli di pelo. E sono fighe. Punto.

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5) Dell’ultimo minuto
Non hanno né tempo né voglia di pensarci perché, oltre ad avere un lavoro che li impegna e pochi soldi a disposizione, a loro del Carnevale frega assai poco. Vengono invitati a tradimento dagli amici a feste in maschera camuffate da feste normali e solo all’ultimo hanno la Rivelazione delle Rivelazioni. Così s’incazzano perché ormai ci devono andare, s’incazzano perché hanno tre ore di tempo per decidere da cosa mascherarsi e un giorno a disposizione per cerare il vestito e s’incazzano perché la scelta è tra il costume scenico professionale da Capitan American compreso di scudo con spedizione in quattro ore dall’ordine alla modica cifra di 325,00 euro E la mascherina nera/ kit triste da gatto della cartoleria vicino all’ufficio. Cioè tra il finissimo cioccolato del maître chocolatier della Lindt e la cacca santa del neonato che ha mangiato l’omogeneizzato ai fagioli.

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Week-end, mon amour! -Parte #2

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Sessantottini classe 1990 
Il luogo di ritrovo preferito è il centro sociale. Spendi poco, bevi tanto, puoi ancora fumarci dentro, non sei costretto a lavarti, hanno tutti la tua stessa idea politica e non rischi il linciaggio. Fanno il liceo artistico, il classico o lo scientifico, hanno un fratello maggiore da cui hanno preso spunto che, a sua volta, ha preso spunto da Pasolini, odiano i borghesi, hanno un cane sporco, leggono Baudleaire e bevono vino rosso dal cartone o dalla scodella. Si fanno le canne per poter poi annunciare al mondo di essere in fame chimica, qualche volta sono anarchici. Una donna su tre ha i rasta raccolti a ciuffo d’ananas, due donne su tre anche perché ce li ha l’amica, tre donne su tre puntano quello con l’anello al naso e i lobi dilatati. Tre donne su tre se lo fanno. Età compresa tra i quattordici e i venticinque anni.

Oratoriani
Quanti di voi, come la sottoscritta, sono cresciuti pensando che l’oratorio è da sfogati e ci si va per pregare? SBAGLIATO. Chi ci va, ha capito tutto della vita poiché luogo per eccellenza esente da rotture di palle genitoriali e pullulante di adolescenti in travaglio ormonale, andarci è più o meno come pescare con la dinamite. Mammà e papà sono tranquilli e sereni in quel di casa loro, si sa per certo che nessuno cagherà mai le balle se si torna un’ora dopo…e tra un Calippo e una sfida al calcio-balilla all’ultimo sangue ecco che l’uccello pasquale arriva volando e volando se ne fugge col rametto di ulivo nel becco. Se le discoteche sono un ricettacolo di balordi dal vomito facile e alito mefitico, l’oratorio è il Walhalla dell’Ormone e le gite parrocchiali il biglietto di sola andata per Scopolandia. Gli over-venticinque maschi sono i sogni impossibili delle ragazzine nonché delle over-venticinque che, diversamente dalle prime, ambiscono a sposarsi e partorire una squadra di calcio con l’over-venticinque universitario nonché co-educatore del gruppo giovanile del sabato pomeriggio. Che però caga la zoccoletta conosciuta in discoteca.

Giocofili del sabato sera
Under 30, un po’ boy-scout e stufissimi della “solita birra al solito pub”. Quindi boicottano e la birra la vanno a bere nel pub dove ci sono i giochi di società e si mangiano patatine fritte a tutto andare. I nostalgici giocano a Risiko, Monopoli, Cluedo e Taboo, i modernisti si dilettano con Chi vuol’esser milionario e Affari tuoi. Se non sono già fidanzati, la preda da conquistare è nel gruppo di gioco e la tecnica d’azione spazia dalla complicità del gioco di squadra all’offerta di una bruschetta speck, provola e funghetti sott’olio come simbolo di pace dopo una sconfitta a Uno. Si divertono un mondo, mangiano come bufali ed escono che puzzano di sogliole impanate, mai e poi mai rinuncerebbero alle loro serate. Qualche volta giocano a bowling e a biliardo con la clausola “chi perde paga la focaccia del dopo serata“. Gli uomini conoscono birre sconosciute ai più, parlano un po’ di elfico e almeno una volta nella vita hanno avuto a che fare con le carte Magic. Le donne sono vergini e astemie. Hanno tutti una gran fame (di cibo).

Week-end, mon amour! -Parte #1

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Popolo del Web! Finalmente è arrivato il week-end. E col week-end le pazze serate fuori con gli amici…ma non tutti lo fanno allo stesso modo!

Discotecari di serie A
Il fine settimana non è il fine settima se non fanno le sei del mattino battendo le discoteche più fighe della zona. Che non sono mai in zona ma almeno a tre caselli autostradali di distanza. Aprono le danze con l’aperitivo del venerdì, le chiudono alle 00:00 di domenica. La vita notturna è il loro habitat, si ammazzano di palestra, sono popolari e saltano le file, si vestono quasi tutti da Mangano. Gli esemplari maschi combattono a suon di “chi ha il pettorale più gonfio”, delle femmine vince quella a cui si vedono più costole.

Discotecari di serie B
Più poveri dei cugini, si accontentano dei bugigattoli di provincia, sede di festicciole organizzate dal PR universitario più anziano che te le spaccia per chissà che cosa. Le file le fanno, la palestra è la camminata al parco cittadino a mezzogiorno e il leacril regna sovrano. Se gli uomini si devastano a suon di beveroni 100% vomito assicurato, le donne indossano collant color daino. In un primo tempo possono sembrare feste elitarie per la crew cittadina, in realtà sono il giusto compromesso per chi, a Milano, dal buttafuori si sentirebbe solo rispondere “aspetta e spera”.

Disco-pubbari 
Il luogo è più elegante del pub ma meno confusionario della discoteca. Chi li frequenta ti dirà che ci va perché “si riesce a chiacchierare”…quel che in realtà intende è che spera nell’incontro che gli cambierà la vita. Dai trenta in su, sorseggiano soft-drink in stilosi bicchieri. Le donne, in gruppi di tre o più, abbarbicate su micro sediole o incastrate in divanetti risucchia-persone/ spiattella-vagina (se hai su la gonna) ma 100% modern design, gli uomini in piedi MA speranzosi in un possibile arrembaggio al tavolo delle tre o più abbarbicate/ incastrate. Le cosce son scosciate e i petti depilati (e lampadati!). E sono sempre tutti fighi, perché c’è buio e non si capisce mai un cazzo.

 …to be continued…