Sotto al vestito, c’è la guaina -in difesa della guaina contenitiva

ImmagineQuante di noi che “col cazzo che rinuncio alla focaccia!”, che i carboidrati sì MA decisamente meglio se pasta fresca all’uovo, che le porzioni mini ci fanno venire più fame di prima e la dieta è sempre “da domani”? Io di certo. E me ne sono fatta una ragione.

Inutile che m’incaponisco, nun ce la fo mica a sostituire i piaceri della vita con passati di verdura e bistecchine di tacchino poco condite. E anche se mia mamma mi lancia occhiate di fuoco che manco Ciclope della cricca X-Men, cercando di farmi capire che forse è il caso di deporre la forchetta, io, in pizzeria, il dolce lo mangio lo stesso. Vaffanculo, di vita ce n’è una sola.

E poi c’è lei. La guaina stringiciccia.

Lei che ha sempre risolto tutti i miei problemi di outfit, salvando in corner le mie serate. Lei che senza mi sentirei un’ignudissima Eva, fragile e vulnerabile, persa nell’oblio del Mondo dei Ben Vestiti. Lei che sola sta bene con tutto, che se la metto sotto ai leggings non mi fa l’effetto 8 e mi permette, senza mai tradirmi, di strizzarmi in tubini in cui non entrerei neanche cosparsa di vasella e olio di semi di girasole (quello per friggere, per capirci).

Lei che, a tortissimo, è tragicamente odiata e perseguitata da tutti gli uomini/ fidanzati/ scopamici del cosmo, tranne che da Daniel Cleaver alias Hugh Grant.

Perché la trovano “antisesso”.

Perché è talmente rigida che, invece di una chiappa, sembra di toccare un parallelepipedo 100% Marmo di Carrara.

Perché è talmente spessa che gli schiaffi sul popò non fanno un bel “ciaaaak” ma solo un tonfo sordo, e dà poca soddisfazione.

BLASFEMI. E ipocriti.

Perché voi, se non vi diciamo cosa c’è sotto, sbavate come mastini alla vista dei nostri corpi senza segni stipati in quel micro abito in raso che ci calza come un preservativo taglia XS su un pene taglia XL.

E nel momento clou, fate oggettivamente poco caso alla biancheria…un po’ perché le luci son soffuse, un po’ perché magari siete miopi, un po’ perché vi lanciate all’arrembaggio sulle nostre poppe come la ciurma del pirata Barbanera.

E comunque non sono cavoli vostri. Soprattutto perché, con le mutande che mettete, non siete di certo nella posizione per proferire parola sull’argomento.

Detto ciò…accettatela. Apritevi a lei come la Maddalena Penitente si è aperta a Cristo Slvatore. Amatela. Noi vi ameremo di più.

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Me, myself…and diet!

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immagine trovata su Google

In venticinque anni di vita, mai una volta che sia riuscita a portare a termine una dieta. Cominciavo con uno spirito da leone e già al secondo giorno avevo la testa nel frigorifero acercare i Kinder Pinguì. Quando distribuivano la costanza, molto probabilmente stavo facendo altro. Tipo, no so, mangiare.

È che la dieta a me fa passare la poesia. Perché la devi fare, punto. Al foglietto di carta del dietologo non gliene frega niente se sabato sera è il tuo compleanno o domenica pomeriggio c’è la Sagra della Porchetta a cui vai da dieci anni e mancare sarebbe un oltraggio. Se fai la dieta, fai la dieta, punto. Il che non significa mica che, una volta che l’hai iniziata, puoi dire addio alla tua vita sociale. Puoi uscire quando vuoi e con chi vuoi. Solo che devi adeguarti, nolente o volente, a quel che ti dice La Malefica. Sei fuori e tutti mangiano pasta allo scoglio e frittura di paranza? Tu mangi la sogliola al vapore scondita, l’insalatina leggera leggera e il riso al vapore. C’è il Mercato Europeo con i chioschetti che cuociono würstel e stinchi di maiale? Fattene una ragione e accontentati di annusare l’aria. Oktoberfest il dieci settembre nella via di casa tua? Amen. Bevi la tisana al finocchio e taci.

Poi se c’è una cosa che odio è pesare la roba. Quello, gli amici che con la voce stracolma di gioia ti dicono che hanno ben ottanta grammi di pasta scondita e un quarto di fetta di pane a cena e quelli che tentano di convincerci che i piatti dietetici siano buoni e gustosi. No, dico. Ci prendete per il culo? Da quando un cespo d’insalata senza olio e senza sale è buono? E petto di pollo alla piastra? A chi è che piace una cosa che appena la mastichi si trasforma in malta e non la mandi giù neanche con dieci litri d’acqua? I cibi dietetici sono nati per essere sani e il sano spesso e volentieri fa anche schifo.

Comunque voglio battere un sonorissimo cinque a chi pubblicizza cose tipo “Hey, Amica donna che ti guardi allo specchio e ti sembra che lo specchio voglia suicidarsi, perdi ottanta chili in due settimane! Funziona!”. Voglio stringere la mano a tutti i venditori di miracoli che ti mettono sotto al naso quei link che sai benissimo essere baggianate cosmiche ma li apri lo stesso (perché sei curiosa e lo fai…) e ti trovi la pubblicità del Carcioghiotto o della tisana dei monaci Buddisti. A loro e alle testimoni che testimoniano che bere il beverone funziona un sacco, con tanto di foto prima e dopo la cura. Voi vincete. Voi e tutte quelle che sono ancora convinte che basti bere i beveroni per dimagrire. Continuate a crederci. Io, nel frattempo, mangio. Una Me sazia è una Me felice!