Italians VS migranti- biccos uì ar better

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immagine trovata su Google, che basterebbe per proclamare un minuto di silenzio lungo sedici anni

  • L’italiano, specie se anziano (con gli anni aumenta il bonus bontà e quindi gli anziani sono tutte brave e dolcissime persone, anche quei cari vecchini che risultano poi essere ex ufficiali nazisti sterminatori di gente sembrano profumare di zucchero filato), è una brava persona, l’immigrato è sicuramente un delinquente, motivo per cui la cronaca nera è definita, appunto, nera e non cronaca ariana;
  • L’italiano paga le tasse e lo straniero campa sulle spalle dei poveri cittadini, cosa che assolutamente non fanno i finti invalidi e i lavoratori che vengono pagati grazie all’amico che timbra al posto loro;
  • L’immigrato sperpera tutto in gioco d’azzardo legale (settore sul quale lo Stato ha il quasi totale monopolio e controllo, proventi compresi), infatti sono quasi tutti stranieri quelli che sono finiti in miseria grazie a maghi, consulti astrologici, televendite vannamarchiane, videopoker, lotteria, gratta e vinci et similia;
  • L’immigrato è portatore sano di crimine organizzato diversamente dall’italiano che, quando emigrò, lo fece solo per lavorare duramente e costruirsi una vita migliore…infatti è risaputo che la Mafia italiana è solo in Italia e in nessun altro paese del mondo!
  • L’immigrato violenta le donne nei parcheggi, impazzisce per le strade col machete e uccide i nostri cari. Per fare qualche nome: Giulio Murolo, Erika e Omar, la Franzoni, i coniugi Bazzi, Misseri, Sabrina e Cosima Serrano, Stevanin, i mostri di Firenze e Foligno, Alessi e Raimondi;
  • L’immigrato puzza, non si lava ma va in giro con l’iphone…sul Bologna Centrale da Milano pieno di menagersss incravattati, infatti, non si è mai e dico mai sentita la benché minima puzza di culo, piede rancido e ascella fetida;
  • L’individuo che è nato in quella parte di mondo giusta, quella in cui si può mangiare seicento volte al giorno fino a morire d’infarto per le vene otturate dal grasso, in cui le cose brutte non accadono, dove non si muore per un’influenza, l’acqua è pulita e puoi esprimere la tua opinione, il tuo credo e la tua identità senza che ti venga scaricata addosso una pioggia di piombo ha più diritti dell’immigrato, perché è stato deciso così da chi ha tutto, che decide chi è ricco e chi è povero, chi deve morire di fame e chi deve vivere sguazzando nello spreco, chi avanza nel progresso e chi soccombe alla povertà.

Ma la soluzione a tutto questo c’è, forse. Basterebbe riesumare i concetti di persona, diritto e dignità e abbandonare l’idea che noi, i bianchi, siamo i buoni e loro, i diversamente bianchi, sono i cattivi.

Forse, allora, ci farebbero entrambi rabbia, l’italiano e lo straniero disonesti. Entrambi in egual misura, l’uno perché ruba fa male alla propria Nazione, culla e casa, e ai propri fratelli…l’altro perché fa male a chi gli ha aperto le porte e gli ha dato una possibilità.

Forse, allora, ci farebbero pena entrambi, l’italiano e lo straniero che rovistano in cerca di cibo ancora commestibile nei bidoni della spazzatura stracolmi, dove la perfetta famiglia del Mulino Bianco ha appena buttato quei sei panini dei quindici che aveva comprato il giorno prima e che non è riuscita a finire prima che diventassero leggermente raffermi.

Forse, allora, prima di pensare a lui come ad una zecca pronta a succhiare il nostro sangue, saremmo sinceramente felici a vedere che quel sopravvissuto alla morte ora è vivo e sta stringendo tra le mani un piatto di pastasciutta.

Forse, se fossimo meno politologi sotto ai post-disturbatori del Leghista Incazzato su Facebook e un po’ più umani, con le nostre macchie e i nostri peccati, nella vita reale. Forse.

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Non si vive di soli jeans- la presa di coscienza che per un matrimonio i vestiti dello stadio non vanno bene

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Willy- Yuppies

L’estate è sole, l’estate è mare…l’estate è matrimoni. E i matrimoni sono, dopo i saldi di fine stagione abbinati ad una fidanzata che non ha mai niente da mettersi, la più diffusa causa al mondo di maciullamento di testicoli.

Cerimonia infinita in chiese-fornaci? Domande imbarazzanti by chiunque su tutto ciò di cui non si ha voglia di parlare? Pranzi biblici in ristoranti con un’aria condizionata così bassa che la congestione è quasi un must?! No. Molto peggio.

1) IL RISVEGLIO
Tu glielo stai chiedendo da sette mesi ma lui solitamente si sveglia una/due settimane prima della fatidica data. È lì, stravaccato sul divano, e dal nulla <<Amore…ma io al matrimonio di Giongiangelo cosa mi metto?!>>. E tu rabbrividisci, perché conosci a memoria il suo guardaroba e non c’è niente che possa andar bene per un evento che non sia la Sagra del Cicciolo.

2) I CIMELI DAL PASSATO
Dopo due ore di muso lungo perché gli hai categoricamente vietato di mettersi i jeans, gli torna la luce negli occhi: cosa c’è di meglio di quel completo comprato per il matrimonio dell’amico? E tu tiri un sospiro di sollievo, finché non realizzi che l’amico di cui parla si è sposato quando la moda la dettava Sabrina Salerno (boys boys boooys!!!!) e, al posto del tuo fidanzato, ti vedi uscire Willy di Yuppies dalla camera da letto con due ciaspole al posto delle scarpe.

3) LA RASSEGNAZIONE
Proprio lì, davanti allo specchio delle sue brame, la caduta. La rassegnazione agli eventi, la presa di coscienza definitiva che non si può vivere di soli jeans: <<Amore…mi sa che devo andare a comprarmi qualcosa>>. Tadadadaaaaaannnn. E la nostra immensa gioia perché, in quanto terreno sconosciuto agli occhi del nostro amato tagliaboschi valtellinese, gli saremo indispensabili e potremo, per un giorno, condividere con lui il nostro meraviglioso mondo in cui nei camerini cresciamo, partoriamo i nostri figli e vediamo laurearsi i nipoti. E usciamo dal negozio a mani vuote perché “proviamo a guardare altrove che magari c’è qualcosa di meglio”. E torniamo. E usciamo ancora. E torniamo e finalmente compriamo. E ritorniamo ancora per cambiarlo perché con lo specchio di casa è tutto un’altro vestito. E non troviamo niente con cui sostituirlo. E ci facciamo fare un buono. E compriamo qualcosa col buono che non ci convince ma ormai stava scadendo e quindi qualcosa si doveva pur fare.

Al mio fidanzato è toccato questo weekend. Io ero felicissima, lui ha quasi pianto dalla disperazione. Ma gli ho assicurato che non succederà più, che adesso è a posto per un bel po’ con i vestiti eleganti…almeno, fino al prossimo matrimonio!

Ho visto la luce- dieci cose che oggi ho capito su di me

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Immagine trovata su google che mi sembrava adatta al concetto “Ho visto la luce”

Ci sono giorni in cui più di altri impari cose su te stesso. Un giorno ti conosci, quello dopo capita qualcosa d ti conosci ancora più a fondo del giorno prima. Oggi è toccato a me. In questo meraviglioso sabato martedì 10 Marzo 2015, ho capito che…

1. …Sono una persona tremendamente disordinata tranne quando smetto di esserla, al che mi trasformo e se non catalogo anche le ragnatele non sto bene;

2. …Capire che per essere serviti bisogna prendere il numero è cosa rara, destinata a pochi eletti. Ho vissuto ventisette anni senza rendermi conto del grande Dono di cui ero in possesso, ora lo so e sono effettivamente più felice;

3. …Mi basta un po’ di sole e un cielo terso per farmi confondere sui giorni della settimana;

4. …L’unica volta in cui sono stata sicura al 100% di una cosa sbaglio turno e arrivo al lavoro quaranta minuti prima, spaventando a morte la mia collega;

5. …Prender la vita con lo spirito “dormirò quando sarò morta” non fa decisamente per me e, per quanto mi riguarda, non si dorme comunque mai abbastanza;

6. … Stavo meglio quando i gusti/ attitutidi/ abitudini sessuali della gente erano cose private e non spiattellate sulla home di Facebook perché non sei veramente un megafigo al passo coi tempi se non fai sapere a tutti con cosa sei solito masturbarti e per quante volte al giorno;

7. …La pena che provo per tutte quelle donne che vivono in posa #modelZ è direttamente proporzionale al loro grado di disagio psico-fisico MA ANCHE prova lampante che anche io ho un lato umano;

8. …Dopo svariate scosse by elettricità statica nate dalla combo pavimento di non so che materiale e suole delle scarpe, starei senza ombra di dubbio dalla parte di chi infligge se mai decidessi un giorno di darmi al Sadomaso;

9…Marzo pazzerello, guarda il sole e…metti la giacca pesante anche se crepi dal caldo, perché tanto poi ti viene lo stesso il mal di gola e non vai in palestra;

10. …Il gorgonzola con la goccia sul pane tiepido al sesamo mi ha cambiato la vita.

I’ve seen the light. AAA-lleluja. AAA-lleluja. ALLELUJA! ALLELUJA! All-EEE-lu-JÀ. 

Brico Makeup- il contouring

wpid-2015-01-21-16.03.46.png.pngDifficoltà: bassa;
Costo: medio più sette fondotinta/correttori alla settimana;
Tempo di preparazione: sei giorni più tre per la lievitazione.

Ingredienti:
– il vostro fondotinta;
– 100gr. di correttore color morte;
– 150gr. di correttore color cacca;
– 50gr. di polvere illuminante della Stella Cometa (in alternativa va bene anche polvere di vetro e/o di alluminio);
– un pizzico di sale;
– 50gr. di cipria (ma se preferite un effetto più compatto optate per la calce in polvere);
– oro, incenso e mirraH;
– un righello;
– uno spray fissante o vernice da esterni waterproof;
– due set di preghiere a Gesù;
– il vostro smartphone.

Procedimento:
A) contouring: prendete il vostro fondotinta abituale e spalmatevelo in faccia con l’aiuto di una spatola da cucina. Distribuite poi il correttore marrone sulle tempie, ai lati del naso, sotto al mento e, con l’aiuto del righello, tracciate due righe che partano dagli zigomi e arrivino alle orecchie.
B) highlighting: con il correttore più chiaro, riempite gli spazi vuoti alternandolo con la polvere di Cometa. Impacchettate nella pellicola e far riposare in frigorifero per mezz’ora.

Dopo questi due passaggi dovreste trovarvi la faccia alla Peter Criss o simile ad una mashera etnica africana.

Prendete i set di preghiere e recitatele a gran voce affinché fidanzato/ persona facilmente impressionabile/ postino/ Equitalia/ chiunque venga a suonarvi il campanello non muoia d’infarto, fino a formare un impasto elastico e senza grumi.

Una volta terminato, sfumate il tutto con la pennellessa facendo attenzione a non increspare la superficie.

Infornate in forno pre riscaldato a 180 gradi per tre ore o quanto basta perché l’impasto si rapprenda, quindi lasciate raffreddare in luogo asciutto ma umido.

Guarnite a piacimento con cipria, calce o vernice…quindi scattatevi un #selfie da postare su Facebook.

CONSIGLIO DELL’ESPERTO: per valorizzare ancora di più l’effetto del makeup, accostate il vostro #selfie a quello del giorno che vi ha visto vittime di herpes, ciclo e varicella.

Se una model assilla un ph.- la soluzione in 224 parole (titolo escluso)

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immagine trovata su Google

A tutti i photographers che si rispettino, almeno una volta nella vita, è capitata –purtroppo– quella modella che, per merito di un San Francesco qualunque o un disperato che pur di vedere una patata al vento è disposto a tutto, si sente la Gisele Bundchen della situazione e proprio per questo motivo dedica le sue giornate a tampìnare la gente che manco quelli dei call center che vogliono venderti l’olio, il depuratore dell’acqua, la promozione telefonica, l’anima al Diavolo eccetera, senza tenere minimamente in considerazione l’idea di avere un NO come risposta.

Per quelli dei call center per ora non credo esista soluzione (anzi, fatemi la cortesia di dare ascolto al vostro lato umano e portare pazienza, perché è vero che sono le otto e mezza di sera ma se voi siete stravaccati sul divano loro, invece, sono ancora a lavorare per uno stipendio da fame e due pause pipì se va bene, porelli) MA per le stalk. models ho come il sentore di averla trovata.

1. ACCETTATE la richiesta (non temete);

2. Proponete loro un servizio che preveda il rotolarsi convulsamente nel bidoncino della raccolta dell’umido di un condominio qualunque (non temeteee…);

3. Spedite tutto a National Geographic in attesa del servizio “Wild Metropoli- dall’uomo alla pantegana” (tadaaaaaan!).

Lei sarà felice, voi diventerete schifosamente ricchi e famosi.

Prego, non c’è di che.

La vita è come una scatola di cioccolatini- dall’infanzia a oggi

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me nel momento in cui ho realizzato di aver preso il cioccolatino al gusto cacca

Come dice Forrest, la vita è come una scatola di cioccolatini…non sai mai quale ti capiterà.
Vero.
In effetti le scatole di cioccolatini sono così varie, piene di colore, forme e dimensioni…e non sai mai quale scegliere perché, come dice mia mamma, non sai cosa c’è dentro fino a che non ne prendi uno e lo mordi. Dall’infanzia ad oggi, posso dire di averne gustati tre.

1) Il normo-cioccolatino
È un cioccolatino normale con molti altri fratelli gemelli nella scatola. Forma normale, colore normale…niente che un normale cioccolatino non abbia. Io lo associo alla mia condizione di vita in termini di estetica, salute e condizione economica. Non così povera da dover piangere miseria e mangiare cipolle ma neanche così ricca da potermi comprare un iphone senza pagarlo in comode rate mensili di 4.99 euro per sedici anni; non così sana da poter rinunciare all’amico Ketoprofene ma non così malata da vivere ogni giorno come fosse l’ultimo; non così scorfano da far cadere le croci al mio passaggio ma neanche così gnocca da potermi mettere i vestiti di moda adesso senza essere scambiata per una matta a piede libero. Una come tanti, insomma, a cui tutto sommato non è mai mancato niente e proprio male non è andata;

2) Il cioccolatino orgasmico
Ne hanno fatto uno solo e buono come lui non ne hai mai trovato un altro. È mostruosamente bello e tremendamente invitante, ti ci cade subito l’occhio e al solo pensiero di mangiarlo sbavi come Beethoven (il cane) davanti all’arrosto. Poi lo mordi ed è subito orgasmo. È l’Amore. Se per trovarlo ci sono voluti anni di angoscia (e amori disastrati con esseri dalla personalità di una Defonseca usata) e svariate trasferte nelle lontane lande laudensi, per conquistarlo è bastata una sera. Se non ci fosse lui vivrei lo stesso…ma un po’ meno bene!

3) Il cioccolatino al gusto cacca
Lo prendi perché è bello, del tutto ignaro di cosa stai per mettere in bocca. Appena lo mordi capisci che sei letteralmente fottuto: se lo ingoi il rischio è quello di morire soffocato dal vomito ma non puoi neanche sputarlo perché chi te l’ha offerto è davanti a te e ti sta proprio guardando in faccia in attesa che accada qualcosa. Così stai lì e impasti. Il mio cioccolatino al gusto cacca è la mia carriera universitaria. Iniziata un bel po’ ti tempo fa (dirlo è imbarazzante e chiedere di quanti anni si è fuori corso è cortese come chiedere il peso a una donna che è chiaro come il sole essere lontana anni luce dalla taglia 38, quindi facciamo che lasciamo pure le cifre alla matematica, grazie), ho capito subito che era la scelta sbagliata ma non ho (quasi) mai pensato di dare forfait. Perché sono dell’idea che quel che si comincia lo si deve portare a termine, perché nella vita mica tutto piace e mica tutto è facile e perché, in ogni caso, devi sempre andare avanti, a prescindere da quanto ti faccia schifo…ma comunque è ancora lì e, porcocavolo, non va giù neanche a morire. Quindi sto qui. E impasto.

Le dieci cose che oggi mi hanno benedetto il buon umore- la catena alternativa

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immagine super geniale recuperata da qualche parte su Google

Ecco i miei 10 pensieri negativi del giorno, dal momento che la positività mi appartiene come la verginità alle adolescenti di oggi.

1) Sono sveglia da tre ore e la batteria del telefono è dimezzata senza averci praticamente fatto niente di particolare -i misteri dello smartphone

2) Il wifi della biblioteca fa pena ma in ogni caso pace perché ho finito l’1GB gentilmente concesso dalla compagnia telefonica che in usura batte Reginaldo degli Scrovegni dieci a zero-  potreste cacciarvi su per il naso quei 500 messaggi gratis che non servono più a nessuno e darci più internet dal momento che se non hai internet tanto vale usare il telefono della  SIP;

3) La machinetta cambia soldi è rotta e l’unica che sembra dare il resto mi ha sganciato i loacker (che mi fanno abbastanza schifo ma li mangio lo stesso perché buttare via il cibo va contro ai miei principi) invece del succo d’ananas- ma perché?

4) Il cielo piove a caso, senza una logica apparente- o piovi tanto o non piovere affatto, alternatre quattro minuti di uragano a tre di pace non ha senso;

5) La gente fa cagare i cani per strada- sono miope già di mio, sarebbe cosa gradita non dover giocare a mosca cieca tra le foglie spappolate e le merde dei vostri amici che hanno lo stesso colore delle stesse foglie autunnali tra le quali, tra l’altro, quando sono asciutte, i bambini amano lanciarcisi in mezzo;

6) È la terza volta che infilo i libri in una borsa e un manico (solo uno) della borsa sembra rompersi solo per il gusto di farmi perdere l’autobus- tanto ho tempo!

7) La gente che tiene la suoneria volume 105 in biblioteca coincide sempre con quella che non crede che a squillare sia il proprio telefono ma quello di un altro- siete gli unici ad avere la suoneria “Jingle Bells” classe Nokia 3310 e vi lampeggia il giubbotto…direi che sì, siete proprio voi.

8) Oggi che mi sono vestita poco, memore della sauna fatta la volta prima,  il riscaldamento giustamente è spento e si barbella- principio di congelamento, modalità: ON;

9) La cuffia con le orecchie da orso sminuisce di molto la mia aggressività- gli orsi sono feroci, cazzo, FEROCI! Mettetevelo in testa una volta per tutte.

10) È solo mezzogiorno ed è solo martedì- ME GIÀ TERRIBILMENTE DISTRUTTA.

Se anche voi siete più per l’angoscia che per la positività e le vostre giornate sono costellate da tanti piccoli eventi utili a suscitare odio e bestemmie costruttive [ex. porco diavolo, ecc… (giusto perché istigare alle bestemmie vere e proprie è sbagliatissimo e poi Gesù ci fulmina)] date vita alla catena: dieci cose negative che mi fanculizzano il buon umore. Vi assicuro che è ugualmente catartico e terapeutico.

Gigia Condom- rivelazioni

…Nessuno ci punta una pistola alla tempia per farci scrivere ogni tre secondi cosa stiamo facendo, con chi e in quale luogo del pianeta;

…Non ci uccidono il gatto/ cane/ nonno/ fratello/ padre/ madre/ criceto se non postiamo sessantadue foto in tempo reale di cosa stiamo mangiando o bevendo;

…Non moriremo tra sette giorni se visualizziamo un messaggio e non rispondiamo in un lasso di tempo che spazia tra l’uno e i sette secondi;

…Se è una cosa urgente e avete fretta di sapere cosa abbiamo da dire a riguardo, esistono pur sempre corde vocali, telefono e soprattutto tavolini di pub, bar, ristopizze e pizzoranti con tanto di comode sedie su cui sedersi per parlare faccia a faccia;

…Non rispondere ad un messaggio nonostante la doppia spuntata blu o il “visualizzato” di Facebook indichino che il messaggio ci sia arrivato forte e chiaro, senza se e senza ma, è un diritto;

© Ettone - www.messaggisofisticati.com Messaggisofisticati - Ettone photography


” Don’t call me baby”
Ph: © Ettone – http://www.messaggisofisticati.com
Model: Adriana Castrogiovanni

…Mandare gioiosamente a fare in culo chi ci abbaia in faccia perché non abbiamo risposto al messaggio nonostante la doppia spuntata blu o il “visualizzato” di Facebook indichino che il messaggio ci sia arrivato forte e chiaro, senza se e senza ma, è un dovere;

…Mandare gioiosamente a fare in culo chi risponde a tutti tranne che a noi anche (a meno che non abbiamo scritto WELCOME in fronte e godiamo nel farci prendere per il culo da uno che ci considera come il due di coppe quando sotto al mazzo c’è una briscola diversa);

…Non offenderci se veniamo mandati gioiosamente a fare in culo anche;

…A prescindere da quanti strumenti anti-privacy ci vengano dati, siamo sempre e comunque noi (e solo noi) a decidere come, quando e soprattutto se usarli;

…A prescindere da quanti strumenti anti-privacy ci vengano dati, siamo sempre stati liberi di scegliere.

Tutto questo in risposta al panico che sembra essere dilagato tra laggente, da qualche giorno, in merito alla spuntata blu che manco farebbero per Belzebù se scendesse sulla Terra con il suo esercito di satanassi infernali per distruggerci tutti.

Un ringraziamento particolare a Ettone che ha fornito la foto dell’articolo, qui di seguito i link del sito web e della pagina Facebook

www.facebook.com/messaggisofisticati

www.messaggisofisticati.com

PEM- Pro Evolution Model

Schermata 2014-11-07 alle 11.02.01Dopo giorni e giorni (che dico, mesi!) di latitanza mi sembra doveroso ricominciare parlando del fatto che se hai una reflex sei un fotografo e se hai un amico con una reflex sei una modella.

Ma come nasce – e soprattutto come si evolve- la MDD*?

1. Nasce discretamente (per quantificare diciamo che non è Quasimodo del Gobbo di Notre Dame ma comunque leggermente fuori target per la passerella di Victoria’s Secret) figa ma ne diventa consapevole al 100% quando va dal parrucchiere e, dopo vent’anni passati a portarli come Fantaghirò, cambia look ai capelli.

2. Esce dal salone sentendosi la più figa epocale degli ultimi seicento anni, va nel primo negozio aperto e rinnova il suo guardaroba sostituendo i vestiti da cresima con altrettanti che le rendano (finalmente!!!) giustizia;

3. Felice dell’evoluzione, posta 302 selfieS completamente random (ma con la costante universale fissa della #duckface) con i nuovi outfitS da accalappia cazzi per aggiornare tutti in tempo reale che –attenzione attenzione!– c’è una nuova lei in circolazione;

4. Euforica per i 34 nuovi likeS rispetto ai precedenti 2 E dopo anni di ammirazione misto invidia nei confronti delle modelle di Vogue E dopo aver visto in giro che tutte (ma proprio tutte) possono essere modelle (o definirsi tali)…inizia a pensare che, forse forse, anche lei può;

5. Contatta l’amico-ph. che ha appena comprato una reflex;

6. Va con l’amico-ph. che ha appena comprato la reflex in un qualsiasi luogo dotato di cose su cui potersi arrampicare/ appendere/ stravaccare con tanga e tacco 65;

7. Dopo aver avuto tutte quante le 790 foto dall’amico-ph. si iscrive a Modellefighenelmondo.it in cui

a. racconta se stessa in modo poetico;

b. propone come suo portfolio tre foto: lei + tanga + scala, lei + tanga + balla di fieno e, ciliegina sulla torta, lei + tanga + fabbrica in disuso;

c. Informa i potenziali ph. che lei fa tutto tranne la fotografia erotica MA che non è detto che non accada mai, chissà, forse un giorno…magari con la persona giusta…chi vivrà vedrà;

d. Informa i potenziali ph. interessati che è disponibilissima a spostarsi in tutto il mondo (perché limitarsi al paesello limitrofo quando c’è l’intero globo a disposizione, isole e piattaforme petrolifere comprese?) previo colloquio telefonico per concordare la tariffa;

e. Qualora uno sciagurato ph. decidesse per uno sconosciuto motivo di chiederle se sia disposta a lavorare in tfp/ tfcd, lei gli risponde con *vedi c*;

8. Si apre la pagina su Facebook “Giancarla Model” (Alternative Model se ha un tatuaggio -sia esso una fragola dietro l’orecchio, una stellina sotto l’ascella o l’iniziale del nome sull’alluce- o un piercing) in cui posta le foto dell’amico-ph. con (cit.) di un autore morto, thanks to amico-ph. e model: me stessa.

N.B: il tempo trascorso tra 1-8 non supera mai i tre giorni.

N.N.B: non è assolutamente il tuo caso, vai tranquilla che sei grande, il passo verso il successo è dietro l’angolo, sticazzichefigachesei!

*MDD: modella della domenica

Cose che vorrei sentire, una volta tanto, da una Miss

Ci sono delle cose che mi piacerebbe tanto sentire a Miss Italia…ma che nessuno dirà mai (peccato). Ad esempio, spenderei quei tot-euro per il televoto se qualcuna di loro dicesse che…

…è lì perché, di fatto, si sente una figa pajura;

…non sta in piedi sette ore ferma come un marmo romano e una paresi facciale a caso ma per vincere e dare un calcio in culo alle altre, che sono più cesse di lei;

…il corpo conta più dell’interiorità perché se lei-culo di marmo è su quei gradini mentre io-bel carattere sono qui col pigiama rosa con le mucche a sperare che quei tredici euro spesi in Pilosella risolvano la ritenzione idrica un motivo c’è per forza;

…la Pace nel Mondo e la liberazione dei Marò sì ma la sua attuale priorità è inforcarsi la corna nella testa e strozzarsi con la fascia, giusto per non perderle;

…l’amica a cui tiene la mano, emozionata, durante l’eliminazione, in realtà vorrebbe tanto scaraventarla giù per le scale;

fotogramma dal film Miss Detective

fotogramma dal film Miss Detective

…le lacrime versate per l’amica di prima e che è stata appena lanciata fuori non sono di dolore ma di gioia e giubilo;

…solo una fascia conta, le altre sono fuffa, a prescindere dal fatto che Sofia Loren è l’esempio lampante che la stoffa che conta non è quella su cui c’è scritto Miss;

…se davvero le interessasse il suo percorso di studi, a quest’ora sarebbe a casa a rincorrere la secchia di turno per finire i compiti delle vacanze;

…se fosse timida e introversa non sarebbe lì, davanti a tot-milioni (per essere molto ottimisti) di telespettatori e un discreto pubblico di spettatori, mezza nuda e gongolante;

…di lei le piacciono soprattutto le poppe, perché negli occhi il pene non ci entra. 

La voterei sì, primo per quell’onestà che, in questo marasma di finto buonismo e finti valori, sarebbe una grande (e molto apprezzata) ventata d’aria fresca. Secondariamente, solo per vedere la faccia delle colleghe fruttariane che, diversamente da quel triceratopocida di Spielberg, non schiaccerebbero neanche le zanzare perché, perdincibacco, uccidere è sbagliato.