Italians VS migranti- biccos uì ar better

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immagine trovata su Google, che basterebbe per proclamare un minuto di silenzio lungo sedici anni

  • L’italiano, specie se anziano (con gli anni aumenta il bonus bontà e quindi gli anziani sono tutte brave e dolcissime persone, anche quei cari vecchini che risultano poi essere ex ufficiali nazisti sterminatori di gente sembrano profumare di zucchero filato), è una brava persona, l’immigrato è sicuramente un delinquente, motivo per cui la cronaca nera è definita, appunto, nera e non cronaca ariana;
  • L’italiano paga le tasse e lo straniero campa sulle spalle dei poveri cittadini, cosa che assolutamente non fanno i finti invalidi e i lavoratori che vengono pagati grazie all’amico che timbra al posto loro;
  • L’immigrato sperpera tutto in gioco d’azzardo legale (settore sul quale lo Stato ha il quasi totale monopolio e controllo, proventi compresi), infatti sono quasi tutti stranieri quelli che sono finiti in miseria grazie a maghi, consulti astrologici, televendite vannamarchiane, videopoker, lotteria, gratta e vinci et similia;
  • L’immigrato è portatore sano di crimine organizzato diversamente dall’italiano che, quando emigrò, lo fece solo per lavorare duramente e costruirsi una vita migliore…infatti è risaputo che la Mafia italiana è solo in Italia e in nessun altro paese del mondo!
  • L’immigrato violenta le donne nei parcheggi, impazzisce per le strade col machete e uccide i nostri cari. Per fare qualche nome: Giulio Murolo, Erika e Omar, la Franzoni, i coniugi Bazzi, Misseri, Sabrina e Cosima Serrano, Stevanin, i mostri di Firenze e Foligno, Alessi e Raimondi;
  • L’immigrato puzza, non si lava ma va in giro con l’iphone…sul Bologna Centrale da Milano pieno di menagersss incravattati, infatti, non si è mai e dico mai sentita la benché minima puzza di culo, piede rancido e ascella fetida;
  • L’individuo che è nato in quella parte di mondo giusta, quella in cui si può mangiare seicento volte al giorno fino a morire d’infarto per le vene otturate dal grasso, in cui le cose brutte non accadono, dove non si muore per un’influenza, l’acqua è pulita e puoi esprimere la tua opinione, il tuo credo e la tua identità senza che ti venga scaricata addosso una pioggia di piombo ha più diritti dell’immigrato, perché è stato deciso così da chi ha tutto, che decide chi è ricco e chi è povero, chi deve morire di fame e chi deve vivere sguazzando nello spreco, chi avanza nel progresso e chi soccombe alla povertà.

Ma la soluzione a tutto questo c’è, forse. Basterebbe riesumare i concetti di persona, diritto e dignità e abbandonare l’idea che noi, i bianchi, siamo i buoni e loro, i diversamente bianchi, sono i cattivi.

Forse, allora, ci farebbero entrambi rabbia, l’italiano e lo straniero disonesti. Entrambi in egual misura, l’uno perché ruba fa male alla propria Nazione, culla e casa, e ai propri fratelli…l’altro perché fa male a chi gli ha aperto le porte e gli ha dato una possibilità.

Forse, allora, ci farebbero pena entrambi, l’italiano e lo straniero che rovistano in cerca di cibo ancora commestibile nei bidoni della spazzatura stracolmi, dove la perfetta famiglia del Mulino Bianco ha appena buttato quei sei panini dei quindici che aveva comprato il giorno prima e che non è riuscita a finire prima che diventassero leggermente raffermi.

Forse, allora, prima di pensare a lui come ad una zecca pronta a succhiare il nostro sangue, saremmo sinceramente felici a vedere che quel sopravvissuto alla morte ora è vivo e sta stringendo tra le mani un piatto di pastasciutta.

Forse, se fossimo meno politologi sotto ai post-disturbatori del Leghista Incazzato su Facebook e un po’ più umani, con le nostre macchie e i nostri peccati, nella vita reale. Forse.

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