La simpatia della tetta

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Immagine trovata su Gùgol ma censurata perché guai se si vede un capezzolo.

Amiche care, sì…parlo a voi miciottole che votate le vostre giornate a farvi i selfie con le faccine da “sono la tua bimba col broncetto” e sul finale taaac, l’ammiccamento da merlo forevah.

Perché vi lamentate se vi ponete al mondo in un certo qual modo e il pubblico là, fuori nel mondo crudele, non è costituito da filosofi, esteti e forbiti uomini dall’animo nobile ma beceri barbari che vi mangerebbero a colazione in un sol grande boccone?

Parliamoci chiaro, davanti a una tetta ignuda neanche un eunuco va a guardare alla simpatia. Che poi simpatiche le sarete sicuramente tantissimo eh, ci mancherebbe.

Però.

Però fatemi la cortesia di ammettere che su un ventundicipollicifullaccadì è la tetta che ha il sopravvento. O la chiappa. O le grandi labbra che fanno cucù dalle micromutande di Kiss me Licia. Ti schiaffeggia l’occhio. Si impone proprio sulla volontà e sul raziocinio.

Quindi, ricapitolando. Mostrate tutte le grazie che volete, deliziate le homeS altrui con i  lembi dei vostri corpi ignudi…scosciatevi, stettatevi e smutandatevi. Ma non lamentatevi.

Anzi, fate meglio: ditela com’è. E cioè che non è che a darvi noia/offendervi sono i commenti da ommioddiochetristezzanonhaimaivistounclitorideperaria? MA PIUTTOSTO il fatto che quei commenti arrivano da gente che non tocchereste neanche con tre canne da pesca legate insieme.

Noi lo sappiamo, voi lo sapete. Essi lo sanno.

E vivemmo tutti felici e contenti

Amen.

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