Non si vive di soli jeans- la presa di coscienza che per un matrimonio i vestiti dello stadio non vanno bene

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Willy- Yuppies

L’estate è sole, l’estate è mare…l’estate è matrimoni. E i matrimoni sono, dopo i saldi di fine stagione abbinati ad una fidanzata che non ha mai niente da mettersi, la più diffusa causa al mondo di maciullamento di testicoli.

Cerimonia infinita in chiese-fornaci? Domande imbarazzanti by chiunque su tutto ciò di cui non si ha voglia di parlare? Pranzi biblici in ristoranti con un’aria condizionata così bassa che la congestione è quasi un must?! No. Molto peggio.

1) IL RISVEGLIO
Tu glielo stai chiedendo da sette mesi ma lui solitamente si sveglia una/due settimane prima della fatidica data. È lì, stravaccato sul divano, e dal nulla <<Amore…ma io al matrimonio di Giongiangelo cosa mi metto?!>>. E tu rabbrividisci, perché conosci a memoria il suo guardaroba e non c’è niente che possa andar bene per un evento che non sia la Sagra del Cicciolo.

2) I CIMELI DAL PASSATO
Dopo due ore di muso lungo perché gli hai categoricamente vietato di mettersi i jeans, gli torna la luce negli occhi: cosa c’è di meglio di quel completo comprato per il matrimonio dell’amico? E tu tiri un sospiro di sollievo, finché non realizzi che l’amico di cui parla si è sposato quando la moda la dettava Sabrina Salerno (boys boys boooys!!!!) e, al posto del tuo fidanzato, ti vedi uscire Willy di Yuppies dalla camera da letto con due ciaspole al posto delle scarpe.

3) LA RASSEGNAZIONE
Proprio lì, davanti allo specchio delle sue brame, la caduta. La rassegnazione agli eventi, la presa di coscienza definitiva che non si può vivere di soli jeans: <<Amore…mi sa che devo andare a comprarmi qualcosa>>. Tadadadaaaaaannnn. E la nostra immensa gioia perché, in quanto terreno sconosciuto agli occhi del nostro amato tagliaboschi valtellinese, gli saremo indispensabili e potremo, per un giorno, condividere con lui il nostro meraviglioso mondo in cui nei camerini cresciamo, partoriamo i nostri figli e vediamo laurearsi i nipoti. E usciamo dal negozio a mani vuote perché “proviamo a guardare altrove che magari c’è qualcosa di meglio”. E torniamo. E usciamo ancora. E torniamo e finalmente compriamo. E ritorniamo ancora per cambiarlo perché con lo specchio di casa è tutto un’altro vestito. E non troviamo niente con cui sostituirlo. E ci facciamo fare un buono. E compriamo qualcosa col buono che non ci convince ma ormai stava scadendo e quindi qualcosa si doveva pur fare.

Al mio fidanzato è toccato questo weekend. Io ero felicissima, lui ha quasi pianto dalla disperazione. Ma gli ho assicurato che non succederà più, che adesso è a posto per un bel po’ con i vestiti eleganti…almeno, fino al prossimo matrimonio!

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