Se una model assilla un ph.- la soluzione in 224 parole (titolo escluso)

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immagine trovata su Google

A tutti i photographers che si rispettino, almeno una volta nella vita, è capitata –purtroppo– quella modella che, per merito di un San Francesco qualunque o un disperato che pur di vedere una patata al vento è disposto a tutto, si sente la Gisele Bundchen della situazione e proprio per questo motivo dedica le sue giornate a tampìnare la gente che manco quelli dei call center che vogliono venderti l’olio, il depuratore dell’acqua, la promozione telefonica, l’anima al Diavolo eccetera, senza tenere minimamente in considerazione l’idea di avere un NO come risposta.

Per quelli dei call center per ora non credo esista soluzione (anzi, fatemi la cortesia di dare ascolto al vostro lato umano e portare pazienza, perché è vero che sono le otto e mezza di sera ma se voi siete stravaccati sul divano loro, invece, sono ancora a lavorare per uno stipendio da fame e due pause pipì se va bene, porelli) MA per le stalk. models ho come il sentore di averla trovata.

1. ACCETTATE la richiesta (non temete);

2. Proponete loro un servizio che preveda il rotolarsi convulsamente nel bidoncino della raccolta dell’umido di un condominio qualunque (non temeteee…);

3. Spedite tutto a National Geographic in attesa del servizio “Wild Metropoli- dall’uomo alla pantegana” (tadaaaaaan!).

Lei sarà felice, voi diventerete schifosamente ricchi e famosi.

Prego, non c’è di che.

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La vita è come una scatola di cioccolatini- dall’infanzia a oggi

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me nel momento in cui ho realizzato di aver preso il cioccolatino al gusto cacca

Come dice Forrest, la vita è come una scatola di cioccolatini…non sai mai quale ti capiterà.
Vero.
In effetti le scatole di cioccolatini sono così varie, piene di colore, forme e dimensioni…e non sai mai quale scegliere perché, come dice mia mamma, non sai cosa c’è dentro fino a che non ne prendi uno e lo mordi. Dall’infanzia ad oggi, posso dire di averne gustati tre.

1) Il normo-cioccolatino
È un cioccolatino normale con molti altri fratelli gemelli nella scatola. Forma normale, colore normale…niente che un normale cioccolatino non abbia. Io lo associo alla mia condizione di vita in termini di estetica, salute e condizione economica. Non così povera da dover piangere miseria e mangiare cipolle ma neanche così ricca da potermi comprare un iphone senza pagarlo in comode rate mensili di 4.99 euro per sedici anni; non così sana da poter rinunciare all’amico Ketoprofene ma non così malata da vivere ogni giorno come fosse l’ultimo; non così scorfano da far cadere le croci al mio passaggio ma neanche così gnocca da potermi mettere i vestiti di moda adesso senza essere scambiata per una matta a piede libero. Una come tanti, insomma, a cui tutto sommato non è mai mancato niente e proprio male non è andata;

2) Il cioccolatino orgasmico
Ne hanno fatto uno solo e buono come lui non ne hai mai trovato un altro. È mostruosamente bello e tremendamente invitante, ti ci cade subito l’occhio e al solo pensiero di mangiarlo sbavi come Beethoven (il cane) davanti all’arrosto. Poi lo mordi ed è subito orgasmo. È l’Amore. Se per trovarlo ci sono voluti anni di angoscia (e amori disastrati con esseri dalla personalità di una Defonseca usata) e svariate trasferte nelle lontane lande laudensi, per conquistarlo è bastata una sera. Se non ci fosse lui vivrei lo stesso…ma un po’ meno bene!

3) Il cioccolatino al gusto cacca
Lo prendi perché è bello, del tutto ignaro di cosa stai per mettere in bocca. Appena lo mordi capisci che sei letteralmente fottuto: se lo ingoi il rischio è quello di morire soffocato dal vomito ma non puoi neanche sputarlo perché chi te l’ha offerto è davanti a te e ti sta proprio guardando in faccia in attesa che accada qualcosa. Così stai lì e impasti. Il mio cioccolatino al gusto cacca è la mia carriera universitaria. Iniziata un bel po’ ti tempo fa (dirlo è imbarazzante e chiedere di quanti anni si è fuori corso è cortese come chiedere il peso a una donna che è chiaro come il sole essere lontana anni luce dalla taglia 38, quindi facciamo che lasciamo pure le cifre alla matematica, grazie), ho capito subito che era la scelta sbagliata ma non ho (quasi) mai pensato di dare forfait. Perché sono dell’idea che quel che si comincia lo si deve portare a termine, perché nella vita mica tutto piace e mica tutto è facile e perché, in ogni caso, devi sempre andare avanti, a prescindere da quanto ti faccia schifo…ma comunque è ancora lì e, porcocavolo, non va giù neanche a morire. Quindi sto qui. E impasto.

Le dieci cose che oggi mi hanno benedetto il buon umore- la catena alternativa

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immagine super geniale recuperata da qualche parte su Google

Ecco i miei 10 pensieri negativi del giorno, dal momento che la positività mi appartiene come la verginità alle adolescenti di oggi.

1) Sono sveglia da tre ore e la batteria del telefono è dimezzata senza averci praticamente fatto niente di particolare -i misteri dello smartphone

2) Il wifi della biblioteca fa pena ma in ogni caso pace perché ho finito l’1GB gentilmente concesso dalla compagnia telefonica che in usura batte Reginaldo degli Scrovegni dieci a zero-  potreste cacciarvi su per il naso quei 500 messaggi gratis che non servono più a nessuno e darci più internet dal momento che se non hai internet tanto vale usare il telefono della  SIP;

3) La machinetta cambia soldi è rotta e l’unica che sembra dare il resto mi ha sganciato i loacker (che mi fanno abbastanza schifo ma li mangio lo stesso perché buttare via il cibo va contro ai miei principi) invece del succo d’ananas- ma perché?

4) Il cielo piove a caso, senza una logica apparente- o piovi tanto o non piovere affatto, alternatre quattro minuti di uragano a tre di pace non ha senso;

5) La gente fa cagare i cani per strada- sono miope già di mio, sarebbe cosa gradita non dover giocare a mosca cieca tra le foglie spappolate e le merde dei vostri amici che hanno lo stesso colore delle stesse foglie autunnali tra le quali, tra l’altro, quando sono asciutte, i bambini amano lanciarcisi in mezzo;

6) È la terza volta che infilo i libri in una borsa e un manico (solo uno) della borsa sembra rompersi solo per il gusto di farmi perdere l’autobus- tanto ho tempo!

7) La gente che tiene la suoneria volume 105 in biblioteca coincide sempre con quella che non crede che a squillare sia il proprio telefono ma quello di un altro- siete gli unici ad avere la suoneria “Jingle Bells” classe Nokia 3310 e vi lampeggia il giubbotto…direi che sì, siete proprio voi.

8) Oggi che mi sono vestita poco, memore della sauna fatta la volta prima,  il riscaldamento giustamente è spento e si barbella- principio di congelamento, modalità: ON;

9) La cuffia con le orecchie da orso sminuisce di molto la mia aggressività- gli orsi sono feroci, cazzo, FEROCI! Mettetevelo in testa una volta per tutte.

10) È solo mezzogiorno ed è solo martedì- ME GIÀ TERRIBILMENTE DISTRUTTA.

Se anche voi siete più per l’angoscia che per la positività e le vostre giornate sono costellate da tanti piccoli eventi utili a suscitare odio e bestemmie costruttive [ex. porco diavolo, ecc… (giusto perché istigare alle bestemmie vere e proprie è sbagliatissimo e poi Gesù ci fulmina)] date vita alla catena: dieci cose negative che mi fanculizzano il buon umore. Vi assicuro che è ugualmente catartico e terapeutico.