Io lo faccio normale

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Img di Gil Elvgren

Da quando ho cominciato a farlo mi è sempre piaciuto. Non che ne abbia sempre voglia eh…per carità! Ci sono dei giorni che proprio non se ne parla o scelgo vie alternative per raggiungere la meta. Però diciamo che, in condizioni psicofisiche normali, la cosa non mi crea problemi.

Comunque, mi piace farlo in modo tradizionale, non troppo lento ma neanche troppo veloce. Ma soprattutto mi piace farlo quando sono rilassata, senza ansie, ed entro i limiti della legalità.

Se mi mettono fretta, infatti, finisce che mi viene l’ansia da prestazione: proprio per questo cerco sempre di cominciare per ora e per tempo, così da non lasciare niente al caso e non dover accelerare troppo le cose.

Anche l’idea di farlo sotto l’effetto di alcool mi fa venire l’ansia…non l’ho mai fatto, neanche una volta, però non mi piace il pensiero di non essere completamente in me, finendo col perdermi dei momenti che potrebbero essere vitali…

La musica in sottofondo invece mi piace molto! Quello, infatti, è l’unico momento in cui ogni preoccupazione se ne va…il cellulare non esiste più e il cervello dà il meglio di se, sulle note di una qualche canzone che evoca emozioni e ricordi.

Poi, quando è possibile, a 90 non mi sento a disagio. Con l’anal, invece, ci vado poco d’accordo. Questione di gusti, credo.

DETTO CIÒ. Se tu, stronzo/a, vuoi andare a 200 km/h con il tuo macchinone del cazzo che ti sei comprato/a solo per compensare la tua pochezza umana, se vuoi sorpassare in una curva cieca perché ieri sera hai fatto i bagordi e sei in ritardo per la riunione più importante della tua vita e se pensi che quel kg di coca che hai pippato tutta sera insieme ai tre litri di merda alcolica che hai bevuto non influiscano in nessun modo sulla tua guida…prego. Vai.

Basta che non caghi il cazzo a me stando attaccato/a al culo della mia macchinina con gli abbaglianti da stadio e trombate di clacson varie ed eventuali solo perché rispetto i limiti di velocità, preferisco spendere i miei soldi in scarpe piuttosto che in multe e mi piace pensare che morirò in un luogo diverso da un fosso, tra le nutrie e il liquame degli scarichi agricoli.

E se per caso tu mi dovessi centrare in pieno per una di quelle imprudenze da idiota che ho citato sopra, dammi retta…se non sei già morto/a, suicidati. Perché io, viva o morta, se mai dovessi vedere la tua faccia ti perseguiterei in eterno, facendoti rimpiangere il giorno in cui sei nato/a.

Firmato
un’automobilista prudente

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5 pensieri su “Io lo faccio normale

  1. Nella sfrenata ricerca della “eccentricità” un inno alla normalità (che non vuol dire banalità) è acqua per assetati! Concordo con tutto, il sopra e il sotto il discorso, la lentezza ti fa gustare pelle, ossa e momenti.

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