Guardare ma non guardare

immagine trovata su Google

immagine trovata su Google

Prendi un uomo normale sessualmente attivo (non dedito allo stupro…un uomo normale, come tanti…) che sta andando al lavoro, seduto al solito posto del solito tram che prende da ormai dieci anni per andare nel solito ufficio…mettigli davanti una ragazza di età indefinibile (perché, per fare un esempio, le quattordicenni di oggi di quattordicenne hanno solo l’età anagrafica) con addosso quelle braghette bellissime che si è comprata nei saldi in un negozietto in via Torino, quelle che tutti dicono sembrare mutande ma cavolo, no che non sono mutande, sono pantaloni, diamine! Che succede? La guarda.

Le guarda il bagaglio perché nessun uomo eterosessuale al mondo che non sia cieco non noterebbe una bella ragazza col sederino di fuori O il seno della provocante signora della metro strapiena che ha scelto di indossare proprio quella camicetta talmente scollata da far trapelare l’areola del capezzolo destro O che la stangona in gonnella a palloncino si è appoggiata non proprio a caso sul bancone dello stand promozionale nel supermercato-X alle 11:30 di un sabato mattina qualunque in modo da mettere chiappe, perizoma e monte di Venere in totale mondovisione (in questo caso ringrazia sentitamente anche la fidanzata per non aver avuto voglia di andare a fare la spesa e averci mandato lui). 

Ma se si viene beccati a guardare un po’ più a lungo del previsto, si diventa dei poveri maniaci bavosi e disperati esattamente come il pover’uomo stravaccato in spiaggia del tutto ignaro del suo testicolo ribelle che fa capolino dallo slippino decennale ormai smollacciato. 

Le domande mi sorgono spontanee. Di cosa è colpevole esattamente un uomo che guarda, senza far male a nessuno, ciò che gli viene messo sul naso in modo spudorato? Perché denudarsi in modo eccessivo in contesti diversi dalla Pinuccia Disco Dance/ bar della spiaggia di Gatteo Mare per poi sconvolgersi a morte nel momento in cui si percepisce di aver catturato l’attenzione di un uomo? Sono proprio quei tre centimetri di stoffa in più a provocare la tanto famigerata vampata di calore?

Inoltre…non sarebbe, all’alba del 2014, il caso di smetterla di sventolare il vessillo della Moralità e ammettere, una volta tanto, che sì, a qualcuna di voi piace suscitare erezioni nel prossimo? Non ci sarebbe niente di male, anzi.

Solo non prendeteci per il culo, perché chi guarda è solo un tizio, uno qualunque, che si è trovato per caso sul vostro stesso cammino, bombardato visivamente dalle vostre scelte d’abbigliamento e che reagisce ad esse passivamente invece che attivamente…cosa che il vero porco schifoso fa e deve essere punito per questo.

Le cucule

Schermata 2014-08-22 alle 12.58.53

ph: Christian Melfa model: Silvia Pocket Girl

Una fa fatica (perché, ammettiamolo e accettiamolo, trovare un uomo normale, che ci piaccia davvero senza scendere a fastidiosi compromessi e con cui provare costruire un qualcosa che vada oltre il semplice scambio di fluidi corporei a cadenza settimanale fissa -ferie e festività escluse- è oggettivamente faticoso!), lotta con le unghie e con i denti per superare gli ostacoli ostacolanti, accetta i suoi difetti smussando i propri, diventa una sushi-chef perché lui, il suo caro lui, mangia solo pesce crudo manco fosse un luccio, lo sposa, partorisce sei gemelli…e non può neanche rilassarsi due minuti che, appena le cala la palpebra persa nella pace della beata convinzione che , ce l’ha fatta ed ora è tutto suo, arriva la cucula, planando. 

Ovviamente –c’è da dirlo?– non importa se a condividere aria e spazio vitale siamo in sette miliardi e un po’…la cucula (di solito discretamente faiga) andrà a parare sempre sull’uomo felicemente e soprattutto ultra dichiaratamente sposato/fidanzato. Della serie, challenge accepted

Così accadrà che si sveglierà un giorno E capirà che non può assolutamente vivere senza di lui E voterà la sua esistenza a conquistare senza troppi misteri quell’uomo che ai suoi occhi sta con l’altra per abitudine, che nelle foto del matrimonio, così come in tutte le altre, ha palesemente lo sguardo triste e che ha fatto tre figli solo ed unicamente per compensare alla routine di un rapporto che ormai è alla frutta. Nel peggiore dei casi, se è proprio carogna nell’animo, assocerà, a sostegno delle sue tesi, anche una documentazione fotografica tale da non capire più se si stanno guardando gli allegati della mail o il catalogo fotografico di Playboy.  

E lui? Lui, salvo rarissimi casi, tacerà tutto questo alla sua compagna di vita per paura di svegliarsi un giorno con il pipino frullato nella ciotola del maltese Pussy. 

Quindi, parlo a voi, Uomini innamorati delle vostre compagne nonché vittime silenziose delle angherie di cucule affamate…non abbiate paura, parlate. APRITEVI. Facendo il nome di quella stronza che pensa che abbiamo il deretano troppo grosso e la faccia da racchia, possibilmente. Noi possiamo aiutarvi, insieme possiamo vincere. YES, WE CAN!

Per tutti gli altri che, invece, alle cucule danno felicemente retta perché, in effetti, lo stress del parto, una vagina che dopo otto anni è sempre la stessa e quella gran boccata d’aria fresca di un deretano con soli vent’anni di vita hanno avuto la meglio sull’Amore di coppia…sono profondamente convinta che Pussy gradirà variare la sua dieta con un po’ di sana e sempre salutare carne umana, lavorata con quell’amore di massaia che c’è in ognuna di noi (vedi foto) ❤

Ringrazio Christian Melfa per il “prestito” della foto, se volete ammirare i suoi lavori (fatelo, ne vale la pena!) ecco i link:

Christian Melfa Photography (pagina Facebook)

www.christianmelfa.com

Io lo faccio normale

image

Img di Gil Elvgren

Da quando ho cominciato a farlo mi è sempre piaciuto. Non che ne abbia sempre voglia eh…per carità! Ci sono dei giorni che proprio non se ne parla o scelgo vie alternative per raggiungere la meta. Però diciamo che, in condizioni psicofisiche normali, la cosa non mi crea problemi.

Comunque, mi piace farlo in modo tradizionale, non troppo lento ma neanche troppo veloce. Ma soprattutto mi piace farlo quando sono rilassata, senza ansie, ed entro i limiti della legalità.

Se mi mettono fretta, infatti, finisce che mi viene l’ansia da prestazione: proprio per questo cerco sempre di cominciare per ora e per tempo, così da non lasciare niente al caso e non dover accelerare troppo le cose.

Anche l’idea di farlo sotto l’effetto di alcool mi fa venire l’ansia…non l’ho mai fatto, neanche una volta, però non mi piace il pensiero di non essere completamente in me, finendo col perdermi dei momenti che potrebbero essere vitali…

La musica in sottofondo invece mi piace molto! Quello, infatti, è l’unico momento in cui ogni preoccupazione se ne va…il cellulare non esiste più e il cervello dà il meglio di se, sulle note di una qualche canzone che evoca emozioni e ricordi.

Poi, quando è possibile, a 90 non mi sento a disagio. Con l’anal, invece, ci vado poco d’accordo. Questione di gusti, credo.

DETTO CIÒ. Se tu, stronzo/a, vuoi andare a 200 km/h con il tuo macchinone del cazzo che ti sei comprato/a solo per compensare la tua pochezza umana, se vuoi sorpassare in una curva cieca perché ieri sera hai fatto i bagordi e sei in ritardo per la riunione più importante della tua vita e se pensi che quel kg di coca che hai pippato tutta sera insieme ai tre litri di merda alcolica che hai bevuto non influiscano in nessun modo sulla tua guida…prego. Vai.

Basta che non caghi il cazzo a me stando attaccato/a al culo della mia macchinina con gli abbaglianti da stadio e trombate di clacson varie ed eventuali solo perché rispetto i limiti di velocità, preferisco spendere i miei soldi in scarpe piuttosto che in multe e mi piace pensare che morirò in un luogo diverso da un fosso, tra le nutrie e il liquame degli scarichi agricoli.

E se per caso tu mi dovessi centrare in pieno per una di quelle imprudenze da idiota che ho citato sopra, dammi retta…se non sei già morto/a, suicidati. Perché io, viva o morta, se mai dovessi vedere la tua faccia ti perseguiterei in eterno, facendoti rimpiangere il giorno in cui sei nato/a.

Firmato
un’automobilista prudente

Galeotto fu il capezzolo- la dura vita delle tette delle modelle di nudo

Schermata 2014-08-06 alle 10.32.22

Credit: So Hasegawa – London             Model: Miele Rancido, italian alternative and nude model

Io non ho mai avuto di questi problemi perché le mie tette sono timide e preferiscono rimanere lì, nel chiuso del reggipetto di una coppa che non ho ancora capito se sia quella giusta…ma per chi col nudo artistico ci lavora non ci sono proprio cazzi. Puoi bestemmiare, esporre carcasse di animali morti macellati in nome del Dio Vegano e creare pagine inneggianti a ideologie politiche molto poco ortodosse MA se fai vedere un capezzolo ti mettono in croce.

Care modelle che con le poppe, tra le altre cose, ci lavorate…voi che sfidate Madre Natura e le quattro stagioni, voi che vi abbarbicate a qualunque cosa in pose più plastiche della contorsionista del Cirque du Soleil e che la legge di gravità non la sentite neanche…voi che riuscite a non farvi venire una broncopolmonite scattando foto di nudo nel gelo del Parco dello Stelvio a Dicembre, che mantenete intatto trucco e parrucco sotto il sole cocente di agosto e rimanete incolumi nel parcheggio più malfamato di Baggio durante un servizio notturno…dopo tutta ‘sta fatica, non vi gira la madonna a vedervi appiccicare delle righe nere, stelline e altre cose varie ed eventuali che dovrebbero stare ovunque fuorché sui capezzoli?!

Comunque, guardandomi un po’ in giro, il problema sembra essere proprio suscitato da quelle piccole papille cutanee scoperte che svettano felici dalle nostre poppe.

E non fa niente se poi ti ritrovi nella home centordici foto di una madre ubriaca che sbatte la bagiana in faccia allo scopamico sul divanetto di una discoteca di periferia O il book fotografico di come una tredicenne mangia il  Calippo alla CocaCola con didascalia “when you try black you never come back”. L’importante è che abbiano dei vestiti addosso. Ma un po’ hanno ragione…del resto, a pensarci bene, oggigiorno non c’è niente che diseduchi di più di una tetta al vento. #LIMPORTANTÈCREDERCI.

 

Un particolare ringraziamento a Miele Rancido, la figherrima ragazza della foto! Qui di seguito potrete trovare la pagina Facebook e il suo sito web per conoscerla, seguirla e ammirare i suoi lavori!

https://www.facebook.com/MieleRancido

http://www.miele-rancido.com