Superschiappone al servizio del bene

MI CHIAMO MARTA…E SONO UNA SCHIAPPONA ❤ Se siete schiappone, ribloggateeee!!!!!

prima o poi l'amore arriva. E t'incula.

Una schiappona è quella che, da ragazzina, durante l’ora di ginnastica dice di aver dimenticato la roba a casa e si va a sedere sui materassoni della palestra con aria contrita, ma forte della propria astuzia.

Una schiappona la riconosci perché almeno quattro volte al mese si avvicina alla professoressa di educazione fisica e le sussurra all’orecchio che è indisposta e si va a sedere sui materassoni della palestra con aria dolente, forte del proprio ciclo ciclonico.

La stessa schiappona le poche volte che si ricorda la roba e non è indisposta si infila un paio di ciclisti neri lucidi, una maglietta bianca e delle Superga blu totalmente inadatte all’attività fisica e corre svogliata tenendosi la milza, non senza prima essersi legata una felpa intorno ai fianchi. Conosco generazioni di schiappone anche molto magre che, per mimetizzare il sedere ritenuto troppo grosso, sono andate in giro per anni con quell’inseparabile mantello…

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Categorie umane- Gli otto “amici” che si dovrebbero mandare a cagare senza l’ombra di un rimorso.

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Hai paura di svegliarti, un giorno, e trovare come unico sms quello del tuo operatore che ti avvisa che la promozione 345 ore e 678 messaggi gratis verso tutti sta per scadere? Temi che le tue uniche notifiche su Fessbuc saranno quelle dei giochi e l’invito all’evento “Dieci motivi per cui non suicidarsi”?! La solitudine può far paura…ma meglio soli che mal accompagnati, perché ad andare con lo zoppo, se non finisci per zoppicare, è certo che la prendi nel gnao (o, più volgarmente, culo).

#1. Il riempi-agenda: Ama la vita mondana e in casa ci sta solo se ha quarantacinque di febbre e un piede nella fossa. Dal momento che è fisicamente impossibile fare le tre di notte ogni sera di ogni settimana, alterna serate di quiete con serate di svacco, con rispettivi accompagnatori. Gli accompagnatori NON possono mischiarsi, per nessun motivo al mondo. Quindi, se sei l’amico da pub nella serata infrasettimanale in cui non escono neanche le prostutute, l’amico da pub rimani. Se è donna, esce in coppia con esemplari a lei inferiori. Perché lei è figa. E cagna, soprattutto. 

#2. La zecca: Gli appartenenti a questa categoria sono apparentemente innocui ma, in verità, sono degli ignobili bastardacci. Le loro vittime predilette sono quelle persone talmente buone che non direbbero di no neanche a Charles Manson, se chiedesse loro un favore. E ci sguazzano, scampando alla fanculizzazione grazie a sorrisi sornioni, vocine in falsetto e comportamenti strategici che ti lasciano sempre nel dubbio circa la loro effettiva intelligenza/ integrità mentale. Offrigli una fragola e, tempo tre mesi, avranno già conquistato casa tua…e il tuo frigorifero, divano, cene e pranzi domenicali…vita. L’unico modo per liberartene è cambiare Stato, volto e identità. Se proprio vuoi essere sicuro…anche sesso e continente.

#3. Il taccagno: Se lo inviti a cena in un posto diverso dalla solita pizzeria del fratello del cugino della morosa dello zio del suo amico Ciccio stai sicuro che proprio quella sera avrà un impegno inderogabile, ha la tendenza a considerare i compleanni come quelle occasioni in cui è il festeggiato che deve offrire da bere e la sua macchina, puntualmente, ha sempre un qualche guasto che se la usi l’esplosione è prossima. Fuma solo le tue sigarette e se ti paga un caffè, mettiti pure il cuore in pace, perché i suoi prossimi 120 sono i tuoi. Fingere di aver scordato il portafoglio non farà che peggiorare una situazione già precaria.

#4. La ex del partner: È la migliore amica dei neo-fidanzati nonché il loro primo, unico, vero e grandissimo amore. Se per una qualche morbosa ragione hai deciso di intrattenere rapporti d’amicizia con lei, ti sentirai dire, in ordine sparso: che tu non hai niente da temere, che a lui il sesso orale piace ma fatto “in quel preciso modo” da lei sapientemente collaudato, del favoloso rapporto con sua madre -che a te fa palesemente le macumbe- che mantiene vivido a suon di caffè e tè pomeridiani e che sa tutto dei vostri problemi di coppia e, senza offesa, tu hai torto marcio perché come lo conosce lei non lo conosce nessuno, soprattutto dopo tutto quello che hanno condiviso insieme nel periodo più felice della vita di lui. Averla nella propria vita è utile come l’ultimo velo di carta igienica scadente in fase cagotto 100+.

#5. Il Giacomo Leopardi: La vita fa schifo e i problemi li ha solo lui. Quindi le tue uscite in sua compagnia, fondamentalmente, sono lunghe e gratuite sedute di psicanalisi con tanto di pacche sulla spalla, consigli e frasi motivazionali…che ovviamente non ascolta. Fa niente se tu hai perso il lavoro, il fedele gatto Pucci è in punto di morte dopo una vita passata al tuo fianco e l’Amore della tua intera esistenza sta per partire per sempre per l’Oceania…i suoi problemi esistenziali sono comunque più importanti dei tuoi. Fattene una ragione, taci e ascoltalo in sacrale silenzio. Oh.

#6. Il diversamente educato: Si sente sempre libero di dirtene di cotte e di crude, nascondendosi dietro al fatto che lui dice sempre quello che pensa. Così l’ex della tua attuale era meglio di te, tu sei un povero pirla che non può capire come gira il mondo perché non sei figo quanto lui, i tuoi vestiti fanno pena e nel tempo hai perso quel fascino che, invece, a quanto dice lui prima avevi. Spaccia per sincera amicizia quella che, in realtà, è solo maleducazione pura. Chi glielo dice che non ce ne frega un cazzo?!

#7. Lo psicopatico: Vive facendo insinuazioni malefiche su tutti i tuoi rapporti umani, ti fa venire dubbi su dubbi e sembra che il suo scopo sia quello di alienarti dal mondo interno per tenerti tutto per se. I suoi rapporti sono sempre morbosi…della serie che se ti fai la fidanzata e con lui ci esci due volte invece che sei è capace di odiarti a vita. Non si capisce se sia semplicemente matto, innamorato di te o talmente cattivo da volerti annullare l’esistenza. Nel dubbio, meglio fanculizzarlo. O ucciderlo e darlo in pasto ai maiali. Sempre che lo mangino…

#8. L’opportunista: Quello saltuario, ti chiama perché deve chiederti qualcosa. Punto. Tipo che ha fatto la fiancata della macchina uscendo dal cortile e tu, casualmente, fai il carrozziere. Poi sparisce, come flash. Il periodico ha tempistiche di permanenza un po’ più lunghe…coincidenti con periodi di solitudine causa lite con terzi. La notifica dell’avvenuta lettura del messaggio che gli hai mandato, quello che hanno ricevuto, visionato ma a cui non hanno mai risposto…è il loro personalissimo modo per dirti che di te, a loro, non frega un benamato cazzo. Ma poi torneranno a cagarti, don’t worry…magari in un altro momento, quando tu gli servirai a qualcosa!

Gente di strada

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Chi guida, almeno una volta nella vita ha avuto a che fare con ognuno di loro. E mai come in quell’occasione avrebbe desiderato guidare un panzer tiger per demolire l’autovettura…con loro dentro. 

 

#1. L’anziano con cappello- Loconoscono tutti, nessuno escluso. Lo puoi trovare a tutte le ore del giorno, prevalentemente in città o nelle zone periferiche. Vive sulla riga longitudinale della strada, soprattutto se ècontinua o doppia, mette le frecce ad ogni curva e va ai 25 km/h. Non sa fare le rotonde ed evoca bestemmie che farebbero arrossire la peggio Bestia di Satana esistente al mondo. Non importa quanto prima tu esca di casa, lui sarà sempre lì…davanti a te.

#2. Il catatonico- Non sa dove andare, non sa cosa fare…forse non sa neanche il motivo per cui si trova lì. Fatto sta che se te lo trovi davanti sono cazzi. Guida a scatti, che deve girare se lo ricorda mezzo metro prima e ti fa fare gli incidenti ai semafori. L’unica cosa da fare è pregare che il tuo radar da Caromante Giancarlo sia accesso. Sorpassarlo è tanto liberatorio quanto missione kamikaze. 

#3. La donna-oca– Lei non guida, oscilla, poiché è sempre alla ricerca dell’oggetto perduto. Intavola conversazioni su WathsApp mentre sfreccia in tangenziale e ha in dotazione la tipica macchina da donna: piccola, piena di ciarpame e molto, molto sporca. Approfitta di Stop e semafori per truccarsi. Con la sua borsa griffata piena di ciondoli e borchie riga le portiere altrui nei parcheggi. Fa volare i ciclisti aprendo la portiera alla cazzo di cane.

#4. Lo scorbutico- Sei su una strada larga come un marciapiede, hai davanti otto tir, tre corriere e un trattore…e quello dietro gesticola, stizzito. Lo vedi che sbuffa, pesta le mani sul volante, si stropiccia la faccia e borbotta. Qualche volta urla. Ti sta attaccato al culo e si sporge ogni due per tre nel tentativo di azzardare un sorpasso. È una fonte naturale di ansia. La tua. 

#5. L’agricolo- La primavera è finalmente giunta, nell’aria il profumo dei tigli e una brezza frizzante ti accarezza la pelle…pensi che finalmente arriverai in orario, che eviterai l’ora di punta e non sarai costretto a parcheggiare sul Monte Pirlone…poi lo vedi e ciao. Lui. L’uomo alla guida del trattore. Ma non un trattore normale…la Rolls Royce delle macchine agricole. Magari con carro-letame o balle di fieno inforcate. Se proprio ti va di culo, trovi la mietitrebbia. Girerà a tre isolati dalla tua meta e la tua macchina sembrerà appena uscita da un porcile. Puzzerai di diesel tutto il giorno.

#6. La donna alla guida del suv del marito- È la moglie di quello che il suv non lo usa perché, fondamentalmente, è un baraccone ma che l’ha comprato perché boh. Quindi lui prende la Smart e la corriera a quattro ruote la smolla alla consorte con la scusa che deve fare la spesa e le serve spazio. Peccato che lei non sappia guidare, men che meno parcheggiare e le si sia completamente bruciato il senso delle proporzioni. Quindi ti taglia la strada nelle rotonde, ha le tempistiche di manovra di un pilota di Boeing 777-300ER e blocca il traffico per interi quarti d’ora nel tentativo di infilarsi in un parcheggio lasciato libero da una Cinquecento Fiat. 

#7. La nonna bersagliera- Ha più o meno ottantacinque anni ma non si è ancora rassegnata, gli occhiali le sono stati sostituiti con due cannocchiali della marina militare ed è sempre fresca di parrucchiere. Guida una Panda e contempla solo la prima e la retromarcia. Non fatela mai -e dico mai- incazzare sorpassandola. Voi non potete vederlo, ma sicuramente ha un bastone nascosto da qualche parte. 

#8. La famiglia cattolica- Pater familias alla guida con coniuge e figli al seguito, prende la macchina solo per i viaggi dalle 34 ore in su, quindi è facile che il suo habitat sia l’autostrada. Intona canzoncine da catechismo e ha adesivi appiccicati sul lunotto posteriore che a lui sembrano simpaticissimi ma che in realtà ti fanno venire voglia di tagliargli le ruote. Il rosario ciondolante legato allo specchietto retrovisore è un potente mezzo ipnotico da lui usato per il controllo delle menti altrui. Se la domenica dopo vi trovate a messa, in procinto di mangiare un’ostia…l’avete incontrato di certo.

#9. Il ciclista suicida- Usano la loro bici per fare tutto ma giù dalle piste ciclabili. Il fatto che te li trovi nelle rotonde, in tangenziale, contro mano nei sensi unici e al centro di incroci mortali ti fa pensare che forse vogliano farla finita. I furti a cui spesso sono soggetti non bastano per fermarli.

#10. I ciclisti-disgrazia- Escono dal letargo più o meno a Marzo ed sono considerati all’unanimità come l’ottavo flagello di Dio. Si muovono in gruppi dai 45 membri in su e invadono le strade della provincia come fameliche locuste. Ti fanno arrivare in ritardo ai matrimoni, quando li hai davanti sudi sette camicie e ti suscitano un irrefrenabile voglia di centrarli come birilli. Se odi la primavera, è a causa loro.

#11. Il pedone generatore d’incidenti- È nato col solo scopo di rompere i coglioni, a dimostrazione il fatto che gli è stato dedicato un apposito spazio -il marciapiede- che però non usa. Gira sulle piste ciclabili con tanto di guinzaglio del cane in tensione, col risultato che, comunque vada, se sei in bici ti ammazzi, passa col semaforo pedonale rosso e le strisce sono semplicemente quelle delle zebre. Ti sbuca davanti alla macchina quando meno te lo aspetti…se gli dai dei nomi te ne prendi il quintuplo. 

#12. Il pedone kamikaze- Attraversa la strada solo sulle strisce ma senza guardare, nella speranza di fare il colpaccio e  sistemarsi per la vita con un paio di ossa rotte. Peccato che poi sia lo stesso che viene centrato dalla Escort (la macchina) dell’algerino o da chi all’assicurazione ha preferito l’iphone 7s.

Il popolo di Facebook- lo sfacelo

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Dopo spie, #selfie, mondocentrici e veganimalisti, dopo le Mamme di Stifler, i meteorologi e i politologi sapienti…ecco qui il terzo e ultimo capitolo della saga “Il popolo di Facebook”.

#21. I vacanzieri (in)felici– La loro unica occupazione nella vita è viaggiare tantissimo ed essere tristi perché le loro vacanze finiscono sempre troppo presto. Nel mentre, postano un trilione di foto in presa diretta, assicurandosi che nel posto in cui tu –che in vacanza non ci vai dal 1990– le stai guardando da dietro il tuo schermo nei 3,5 minuti di pausa che il tuo capo gentilmente ti ha concesso, ci sia la nebbia e un freddo barbino. #Thankyouverymuch #chevivengaunacaghetta #nelbelmezzodellosnorkeling.

#22. Gli hipsters– Sai che sono hipsters perché fanno le foto artistiche con le facce strane. Sono sempre un po’ gobbi verso l’obiettivo della macchina fotografica Canon Eos 5000 Non Plus Ultra Super Figa 3GX, indossano strani cappelli e postano articoli in cui si dice che una barba modello cespuglio di felci è virile. Sono seriamente convinti di essere fighissimi, soprattutto se over 30. Pat pat.

#23. I milanesi– Sono di Milano e ne vanno fieri. La loro immagine di copertina è Piazza Duomo di sera, di giorno, al crepuscolo, all’alba, con la neve e nella nebbia. Nessuna città è come Milano, così come nessun locale, evento, donne, uomini, mostre, chiese, musei, piazze, scorci paesaggistici, traffico e caos. Più nazionalistici di Adolf, tutto di Milano è romantico e affascinante, smog compreso. Stateci pure, io passo.

#24. Quelli che lavorano– Sono i lontani parenti dei vacanzieri, solo che loro invece di farti venire il nervoso con le foto di assolate spiagge tropicali, lo fanno con i loro successi. Il giorno dopo la laurea col massimo dei voti e zero secondi fuori corso, le ditte di tutta Italia si sono buttati come squali su di loro nella speranza di accaparrarsi il soggetto. Hanno promozioni, stipendi da urlo e una vita da sogno. Diversamente da te che sei un povero pezzente. Sempre detto io che la crisi non esiste!

#25. Le figliocentriche– i loro aggiornamenti di stato variano ad ogni “bè” del proprio pargolo neonato. Il che significa che tu, amico di codeste persone, saprai in tempo reale colore, consistenza ed emissione di cacca, vomito e pipì, i suoi ritmi vitali di sonno e veglia, cos’ha mangiato e quando e il suo tasso di salivazione quotidiano. Se vi va di culo allegano anche la documentazione fotografica. Se il Cosmo è proprio dalla tua, te la cucchi anche sul posto di lavoro.

#26. Quelli che hanno il tuo stesso cognome– Non ti conoscono…ma ti aggiungono mossi da un grandissimo spirito di fratellanza. I miei omonimi vivono tutti in Argentina. Aspetto con ansia la telefonata sul decesso di quella lontana parente ricchissima proprietaria terriera, morta sola e soprattutto single.

#27. I preti social– Ebbene sì, c sono anche loro. Postano foto delle gite spirituali, riportano passi del Vangelo e tentano di salvare i giovani dalla dannazione per vie traverse. Se il Papa ha Twitter, perché loro non possono avere Facebook?! Lo svecchiamento di cui la Chiesa aveva bisogno. Tra l’altro, avete mai preso in considerazione la messa su Skype?!

#28. Le preadolescenti sgallettate– Tra gli 11 e i 13 anni, hanno a disposizione un vero e proprio arsenale tecnologico. Fanno i video-blog su cosmesi e make-up, gestiscono autonomamente account su svariati social network e fanno scatti fotografici in parigine e tacco 15. Qualche volta in reggiseno. Ma solo per far vedere quanto devono dimagrire!!!! Poi Lucignolo fa i servizi sulle Baby-squillo. Vabbè.

#29. Gli utenti-fake 100% antisgamo– Sono i Mario Rossi della situazione. Non lavorano, non sono andati a scuola, hanno tre amici che abitano, rispettivamente, in Colombia, in Tibet e in Groenlandia e non pubblicano mai nulla. Apparentemente non hanno nulla in comune con te se non che abitano nella tua città. Come foto profilo hanno l’Omino di Facebook. Nel 99% dei casi sono le ex del tuo fidanzato che tentano di incastrarti per farti fanculizzare. Consiglio, non peggiorate una situazione già precaria.

#30. L’amico di Kabul– Tutti ci hanno avuto a che fare almeno una volta nella vita. Non si sa chi sia, fatto sta che un giorno apri Facebook e te lo trovi lì, avvolto nella sua Kefiah con barbetta nera e sorriso sornione, tra le richieste d’amicizia. Come sia arrivato a te, utente di Torrevecchia Pia (PV) non si sa e, se glielo chiedi, ti risponde in lingua Pashtu. Google Translator non è la soluzione.

Il popolo di Facebook- l’evoluzione

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Credevate che ci saremmo fermati a un articolo?! BIIIIP. Sbagliato! Ce ne sono troppi, di tipi umani.

#11. I meteorologi– sono quelli che aprono la giornata con l’informazione sul meteo. Si svegliano a mezzogiorno quando il sole è più o meno allo zenit con un tasso di radiazioni del 100% e sentono il bisogno di scrivere che “c’è il sole”, oppure, nel momento clou di un ciclone, “Oh, piove!”. Grazie, senza di voi non so come faremmo. 

#12. I meteoropatici– Cugini di quelli di sopra, hanno la tendenza a non sopportare nessuna condizione climatica in corso. La pioggia li deprime, il sole provoca loro uno spossamento che meglio non parlarne, la neve li fa cadere come birilli e li fa arrivare in ritardo al lavoro, la primavera porta i pollini e loro ai pollini sono allergici, l’estate c’ha l’afa, l’autunno la nebbia e l’inverno è troppo umido. Confido nella possibilità di vivere su Marte

#13. I genitori basic– il motivo per cui sono su Facebook è ignoto. Non è per spiare i figli perché il 90% di loro col cazzo che accetta l’amicizia di mammà e papà (e l’altro 10% ha le impostazioni della privacy simili CIA), non è per farsi l’amante perché solo i pirla lo farebbero…quindi?! Fatto sta che la loro presenza sui social network inquieta. 

#14. Le mamme di Stifler– Madri single che si sentono delle vere e proprie fiche da pajura. Vestono alla moda, fanno gli apericena, postano una marea di #selfie con le poppe de fori e hanno dai 4000 amici (maschi) in su. Il terrore delle mogli, il sogno dei mariti basic (e degli adolescenti maschi in fase “Masturbator”).

#15. I giocatori seriali– Coltivano campi, arredano case, crescono cuccioli…e ti mandano le richieste. Non importa se li minacci, se li blocchi o se tagli loro le mani, un modo per farsi spedire le dieci assi di legno per costruire la stalla…lo trovano. Insieme a quelli che ti mandano le petizioni da firmare, sono i testimoni di Geova dei social Network.

#16. Le fidanzate ufficialmente– Non si sentono mai veramente legate al proprio compagno fino a quando non compare nell’apposita sezione il loro status di coppia monogama legata per la vita e , per loro, tutte le amiche femmine del fidanzato sono zoccole sicuramente innamorate di lui. In caso di rottura, poiché il passaggio da “fidanzata ufficialmente con…” a “single” sarebbe troppo duro da sopportare, le trovi tutte “in una relazione complicata”. Pur di essere impegnate con qualcuno, si “sposano” con l’amica del cuore. True love.

#17. I gestori di pagine inutili– Hanno cominciato anni fa dando vita a pagine che forse, un tempo, facevano anche ridere. Adesso postano notizie fasulle impestandoti la home con frasi ad effetto tipo “ADDIO, IL MONDO DELLO SPETTACOLO È IN LUTTO!”. Pensi che sia morto Tizio, invece è solo Caio che non fa la fiction tal dei tali. 

#18. Gli #hashtagger– Scrivono cose con l’hashtag.  È ovunque, tipo il prezzemolo, solo che non sanno come usarlo e finisce che hai delle sfilze infinite di parole a coppie separate da un cancelletto. Se conoscono il mondo di Instagram, ci piazzano anche il prefisso -insta. #Lhashtagnonfafighi #percaritàbasta #instahashtag #instabasta.

#19. I fotoburlotagger– Amano fare le foto, fartene di talmente brutte che peggio non si può, postarle su Facebook e taggarti. Non ho ancora capito se sono semplicemente burloni o se sono proprio degli stronzi sadici bastardi…fatto sta che gli sta particolarmente a cuore rovinarti la reputazione. Non ubriacatevi MAI in loro compagnia, gli smartphone fanno anche i video.

#20. I bloggers– Sono quelli che hanno un blog che non si caga nessuno e che anche con due profili –uno personale e uno del blog, ovviamente!– su cui postare i nuovi articoli le visualizzazioni sono sempre fisse a 5 (di cui due dal Kazakistan e tre dall’Arabia Saudita), che non demordono, nella speranza che qualcuno legga i loro lavori e che, sopportando tutti i diciannove esemplari precedenti, se ne fottono e vanno avanti a spammare senza ritegno, come se non ci fosse un domani. Inutile dire che io ne faccio parte. E col cazzo che smetto. Tiè. Quindi, se vi do fastidio, fate come me…portate pazienza! Oppure togliete la visibilità delle mie notizie dalla vostra home. Io l’ho fatto, funziona!!!

Il popolo di Facebook

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Oggigiorno se non hai Facebook sei un cretino. Punto. Serve per comunicare, per restare in contatto…come fai, se non ce l’hai?! Comunque, è un mondo meraviglioso…si ride, si scherza ma, soprattutto, tutti sono amici! Quando non sono squali pronti a divorarti.

#1. Le spie– Sono quasi sempre donne e passano le giornate a spiare il tuo profilo alla ricerca di informazioni nuove, foto compromettenti o qualunque cosa possa dar vita a un po’ di sano gossip spicciolo da pausa caffè. Se non le hai tra gli amici MA ti conoscono perché sei la ex o la neo fidanzata di qualcuno che le riguarda…sguinzagliano i cani e un modo per farsi i cazzi tuoi lo trovano.

#2. I politicamente sapienti– Danno il meglio su Twitter ma non scherzano neanche su Facebook. L’argomento prediletto è l’attualità e sono gli unici in grado di consigliarti chi votare. Se so qualcosa della situazione politica attuale, è solo grazie a loro.

#3. I politicamente ignoranti- Quando non postano link di notizie bufala tipo Vendola Pedofilo, danno della scimmia alla Kyenge. La gita a Predappio è un must e iniziano ogni loro stato, commento o post con “Quando c’era Zio Benito…”. Il fatto che nel periodo del Fascio non erano ancora nati e in Storia hanno sempre avuto 5 è un dettaglio trascurabilissimo.

#4. I veganimalisti– Il loro scopo nella vita è farti sentire in colpa perché mangi gli esseri viventi o non adotti un gatto sordocieco con due zampe. Hanno un repertorio fotografico da suicidio post tracollo emotivo e il loro sogno nel cassetto è fermare la sperimentazione farmaceutica sugli animali. Andranno sicuramente in paradiso.

#5. I Sapientini più– L’ironia non sanno dove stia di casa e prendono tutto con una serietà che manco Padre Amorth. Ricordano vagamente Raniero Cotti Borroni de “Viaggi di nozze” e, quando dicono la loro, l’atmosfera crolla come un’erezione alla frase “Spero di non attaccarti l’herpes!”.

#6. Le menti aperte– Sono aperti a qualsiasi esperienza, uomini e donne di mondo che vivono la vita all’insegna della libertà, amanti della pazzia e della libertà di parola. Poi se sei contro i tatuaggi (che loro hanno, ovviamente) sei un povero sfigato ignorante bigotto che deve incularsi e vergognarsi d’esser venuto al mondo. Peace, fratello.

#7. I mondocentrici– Hai 2500 amici e una vita sociale del tutto indipendente? Non importa. Stai parlando di loro, perché dal tono e dalle tempistiche si capisce. Quindi si offendono e non ti parlano più. Nel migliore dei casi ti cancellano (!), se no ti oscurano la bacheca( !!!!).

#8. I molesti– Loro, invece, che stanno sparlando di te lo fanno capire senza troppi giri di parole. Tipo quando fanno un copia-incolla delle cose che scrivi con commento al seguito oppure riportano le iniziali dei soggetti nelle loro amabili conversazioni più pubbliche di un raduno by Beppe Grillo. Morite, con affetto, M.D.

#9. Le #selfies– Bambine dai 15 ai 30anni, hanno come unico interesse quello di farsi le foto e postarle su Facebook. Se sono proprio poetiche, ci piazzano sotto la massima di vita. Chissà se era il sogno di Bukowski quello di finire sotto a un’oca giuliva con le poppe de fori e la bocca da anatra?!…Mah!

#10. Gli amanti felici– Si amano un sacco e lo urlano al mondo fotografando gli apericena che fanno a Riccione, i piedi vicini vicini che spuntano dalla copertina di Minnie e le forchette bigiunte con cui si stanno dividendo un piatto di polenta e cervo. Prima, nei quarantacinque anni in cui erano soli soletti e non se li cagava nessuno, erano più latenti dei due Leocorni.

La setta delle spose

Faber est suae quisque fortunae- ciascuno è artefice della propria sorte (Sallustio)

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Ci sono persone che ambiscono a circondarsi di gatti e vivere il resto della vita in loro compagnia, in attesa che la Signora in nero con falce le trasformi in un lauto banchetto per gli amici pelosi; altre, invece, si accontentano di poco e ai quarantacinque gatti preferiscono invecchiare con Tappy, il pechinese isterico dal cappottino animalier comprato dopo la rottura con l’ultimo fidanzato fedifrago. Altre ancora non si pongono il problema e, nel dubbio, ingoiano pillole anticoncezionali come se fossero pop-corn al burro perché non si sa mai. Poi ci sono loro. Quelle che si sposano.

 

1. La precoce
Sa che si sposerà più o meno dal giorno in cui ha proferito la prima parola. È quella che all’asilo non giocava al dottore ma a “La brava moglie”. Nel tempo libero, invece, accudiva Cicciobelli e Sbrodoline con amore materno mentre cucinava arrosti immaginari nel forno della sua cucina giocattolo Scavoletti deluxe. Barbie e Ken, prima di farli spogliare, li ha fatti sposare. Inutile dire che vivrà per sempre felice e contenta. A meno che non si svegli un giorno con la voglia di recuperare la gioventù perduta…


2. La sciüra Moglietti
Prima del “” era avvolta dalle Tenebre, adesso è nella Luce. Si è spogliata delle vecchie abitudini per abbracciarne di nuove…più idilliache e moralmente elevate, che solo le altre spose possono capire. Appunto, solo.le altre.spose. Quindi, tu che non sei sposata, sei solo la poverina che “non può capire”. Pat-pat. Certo, perché tu non stiri, non fai le lavatrici, non hai il pallino dell’aspirapolvere e, vivendo d’aria, i piatti da lavare non li hai. Senza contare, poi, che il lavoro a tempo pieno, non essendo sposata, lo vivi molto diversamente. Nel mulino che vorrei…sei sotto la macina (cit.).


3. La Sposa Bagascia
Ha scelto lui perché è ricco, lo ha sposato per lo stesso motivo…lo lascerà al primo sentore di crisi. Ma questo lei ancora non lo sa, perché è tutta una coccola in quella villa da sogno! Fa del detto “un brillocco al giorno leva il medico di torno” il mantra della vita e ha lasciato il lavoro per dedicarsi ad attività di altro genere…tipo smerdare velatamente quelle amiche che il marito ce l’hanno, sì, ma con la Panda e che, per portare il pane in tavola, gli straordinari li fanno fino alle undici di sera. Per poi svegliarsi alle sei il giorno dopo. Hoppa cagna style… (cit. il mio amico Carlo)


4. Wonderbrideeeee
Si è sposata un anno fa e ha già sei figli (di cui uno è il marito), due cani isterici con prole e un lavoro da dodici ore al giorno. Lava, stira e stende, porta i bambini all’asilo, cucina per venti, accompagna il marito al lavoro, i cani a passeggio, la nonna dal dottore e, se ha tempo, dorme. Super madre e super moglie, è il bersaglio preferito dell’amica Bagascia proprio perché palestra e parrucchiere sono un miraggio lontano…talvolta irraggiungibile. Ma tanto ai super eroi la messa in piega non serve (la velocità supersonica te la sputtana che è un piacere!), senza contare, poi, che far le scale con dieci borse della spesa te va venì du’ glutei che manco il David di Michelangelo! Tiè, mò rosica.


5. Sposavventura
È innamoratissima, felicissima ed esaltatissima perché lei sola al Mondo ha trovato l’uomo perfetto…che, insieme a lei, condivide cose, hobby e interessi che mantengono viva la fiamma della coppia. Quindi, se li invitate malauguratamente a cena, in ordine sparso: il racconto della scampagnata in Tibet con ferrata per bere il tè nel bar sullo sperone di roccia, quello del volontariato sociale il Africa, della vacanza in Antartide per salvare le foche, gli aneddoti sulle tribù degli aborigeni australiani e la foto ricordo con Sua Santità il Dalai Lama. Se vi va di culo vi portano anche le diapositive a testimonianza dei fatti. Vi do un conisglio: spulciate i siti per scambisti, magari ci sono anche loro. Mai direeee maiiii, cantava Fievel.


6. La Sposa #sharing
Essendo amici, fratelli, compagni, amanti e confidenti prima di essere semplici coniugi, non hanno niente da nascondersi e sanno tutto di entrambi. Che dolci. Quindi se dici a lei, amica storica, che hai una settimana di ritardo del ciclo, quando li trovi per strada, lui ti accarezza la pancia con sorriso sornione. Se le confidi che il tuo fidanzato ti ha mollata, lui ti abbraccia e ti dice “ooooh, su su su!”. E se le dici che l’hai visto palpeggiare l’istruttrice di spinning?! Su quello tace, ma tu sei una stronza. Perché lui non lo farebbe maiperché lui le dice tuttoe poi hanno il profilo condiviso su Facebook! Dici poco?!?!

‘O famo strano?!- Strategie di conquista per parafiliaci alle prime armi (pt. I)

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Il sesso normale è troppo normale e, ogni volta che tentate di dar sfogo alle vostre voglie, le vostre conquiste chiamano Padre Amorth? Ecco a voi la soluzione.

#1. Esibizionismo- esposizione dei genitali ad estranei: convincetela ad uccidersi #selfie, dopo il primo ne verranno molti altri…e se ha Facebook, il gioco è fatto.

#2. Feticismo- utilizzo di feticci per l’eccitamento sessuale: C’è da dirlo che l’effetto delle scarpe sulle donne è come il miele per gli orsi?! Amate le scarpe e conquisterete anche loro (piedi compresi);

#3. Formicofilia- desiderio sessuale nato dalla presenza di insetti sul corpo: rompete il condizionatore, spegnete gli zampironi e staccate le piastrine Raid dalla presa della luce. Un attacco di caldo le farà spalancare le finestre…le zanzare non tarderanno a farsi vive!

#4. Mysofilia- attrazione verso persone e oggetti sporchi: cosa c’è di più romantico di una gita in campagna tra mucche, cavalli, polvere e caprette? E quale donna direbbe no ad una corsa in un campo di grano dorato, al tramonto, con capriola e bacio appassionato?! Che ne sai tu di un campo di graaanooooo…

#5. Infantilismo- desiderio di essere trattato come un bambino: tagliare con due cesoie da viticoltore il cordone ombelicale del compagno è, su per giù, il sogno di (quasi) tutte le donne italiane. Con il pigiama del vostro super eroe preferito, lo shampoo alla Big Bubble, un’ Xbox accesa negli orari giusti e la confessione che il suo polpettone ha battuto quello di mammà…il gioco è fatto!

#6. Acrofilia- eccitazione ad alta quota: avete presente quando Mufasa porta il piccolo Simba sulla roccia per fargli guardare i confini del suo Regno? Il concetto è quello. Con la scusa che siete a Milano e Milano non è solo shopping, la portate sul Duomo e bòn. (Ma non ditetele che fin dove cade l’occhio è tutta roba vostra…così, giusto perché possedere l’Area C è poco credibile)

#7. Acusticofilia- eccitazione nata dall’udire determinati suoni o mugolii: noi donne non taciamo, neanche quando dormiamo. Figuriamoci quando facciamo all’ammòre. Dite alla vostra lei che vi fa impazzire quando geme, fidatevi, non smetterà più (per la gioia dei vicini).

#8. Coprolalia- eccitazione tramite l’uso del turpiloquio: l’uomo rude piace…quello burbero, che non si depila le ascelle e dice le parolacce al telefono quando fa le telefonate di lavoro. Occhio a non tirare su col naso, se no finisce che vi scambiano per un broker cocainomane.

#9. Dendrofilia- attrazione verso gli alberi: adesso che vanno di moda le diete vegane e a km-0, con una barba, una bella bici e un cappello da anziano il vostro amore per il Ficus non sarà più guardato con occhio storto dalla vostra compagna. Sarete solo un amorevole e sensibile uomo molto molto alla moda!

#10. Dorafilia- attrazione per elementi in pelle e pelliccia: trovatevi una fidanzata fashion blogger. Avrà di sicuro un pellicciotto ecologico nell’armadio e un paio di leggings in eco-pelle. Ditele che amate talmente tanto il suo outfit da volerlo fare vestiti. Figuriamoci se non accetta!

#11. Sitofilia- desiderio sessuale nato dall’unione di sesso e cibo: La chiave è fare un corso di sushi. Poi aspettate la vostra lei in salotto, con le luci soffuse…e le dite che voi, invece che spendere duecento sacchi per mangiarlo addosso a una perfetta sconosciuta che anche se èè una modella strafiga non sarà mai bella come la Luce dei vostri occhi, volete mangiarlo addosso a lei, nell’intimo di casa vostra. Se non sapete fare il sushi, scegliete cibi mangiabili con le mani…dio non voglia che le inforchiate il clitoride con una forchetta. No piccante, please.

…To be continued        

Cosa fare se foste in un film horror…con chi proprio non godete!

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Tutti scrivono cosa non fare nel caso remoto in cui la vostra vita si trasformasse, dall’oggi al domani, nel peggiore dei film horror. Oggi io farò il contrario. Perché potrebbe capitare a tutti noi di trovarci in una pessima situazione e avere, tra i fidi compagni, anche quello (o quella) che ci fa venire la bile verde…

#1. Al primo rumore utile, speditelo in avanscoperta. Quello che va a controllare è sempre il primo a tirare le cuoia;

#2. Se il rumore proviene dalla cantina, una volta che l’odioso compagno si trovi più o meno a metà scala, assicuratevi di chiudere bene la porta, sbattendola. Se non lo accoppa il mostro, lo farà lo spavento;

#3. Convincetelo, in caso di fuga, a fuggire verso l’alto. Se non lo accoppa il mostro, lo farà il tuffo ad angelo dal balcone per salvarsi…qualcosa si farà!

#4. Elogiate con lauto anticipo le sue doti di eroe senza macchia, il suo ego si gonfierà come un pallone aerostatico e, in caso di pericolo, sarà il primo a combattere il Male. E il Male vince sempre.

#5. Convincetelo che “dividersi” è l’unica soluzione. Tanto non lo verrà mai a sapere che voi siete rimasti uniti.

#6. Nella fuga, fatelo girare. Inciamperà, cadrà e verrà mangiato da qualcuno/ qualcosa.

#7. Elogiate con lauto anticipo le sue doti di Mc Gyver. Al momento clou sarà lui a prendere le chiavi e mettersi alla guida dell’auto…che, per ovvi motivi, non partirà. E mentre cercherà di farla partire con una graffetta e il braccio destro de Il fu Antonio Rossi, verrà mangiato dal sopra citato qualcuno/ qualcosa.

#8. Mandatelo a cercare qualcosa…lui dirà <<Torno subito!>>, il figlio di Satana sentirà e saprà chi deve stecchire;

#9. Accoppatelo voi e date la colpa al Male.

#10. Se siete personcine perbene e non fareste del male ad una mosca…comprate una casa in un bosco, in riva a un lago o piazzata sui resti di un cimitero sconsacrato, invitatelo a cena e aspettate che gli eventi facciano il loro decorso.

Per un pugno di centimetri- perché l’allungamento del pene non serve a niente

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Oggi facciamo un quiz. Che differenza c’è tra un pene oggettivamente piccolo e uno soggettivamente piccolo? C’è che i proprietari del secondo sono più cocciuti dei muli e non capiscono la differenza. E per la gloria (o l’idea…) di pugno di centimetri, sono disposti a tutto…ma proprio tutto!

Pastiglie e beveroni magici che, grazie ad un miscuglio di erbe di campo, ti trasformano la freccetta dell’Amore in un cannone lanciafiamme, pesi da attaccare al povero Pipino (quello Breve ma non Re dei Franchi) in attesa che la gravità faccia il suo corso, sistemi a trazione che ricordano gli apparecchi per le gambe del buon Forrest (corri Forrest, corri!) e di pompaggio sottovuoto d’ultima generazione, liposuzione al pene col grasso dell’addome (mangiare i tortellini d’ora in poi sarà per una buona causa!), acido ialuronico che t’ingrossa il glande con l’unico accorgimento che poi potrebbe esplodere ed esercizi manuali che manco nelle camere di tortura…

Tutto questo martirio, per sentirsi all’altezza (De che?! Di noi!). Ma c’è da dirlo, che non serve a un tubo?!

#1. Non torturatevi l’uccello, a meno che non siate masochisti e allora lì ci sta. L’idea di un uomo che si mette il pene sottovuoto come se fosse una mortadella Bologna non è esattamente piacevole…

#2. L’importante è “COME”, non “QUANTO”. Se avete un pistone del Titanic, un pitone Moluro che più famelico non si può o una giant sequoia tra le gambe…ma poi non sapete cosa farci, ciao ciao Marietta!

#3. Puntare all’approccio. Nel senso che prima di pensare al coito una donna bisogna saperla conoscere, perché “No donna, no party”. E credetemi, spendere 345,00 euro per un tutore allungaciccio non è la soluzione;

#4. Fidatevi della vostra partner. Se sta con voi da quindici anni e non si è mai lamentata, non è una mentecatta lei ma (forse) siete un po’ paranoici voi;

#5. La vita non è un porno, rassegnatevi. Voi non vi aspettate tette cosmiche, culi galattici e gambe spaziali da noi…noi non ci aspettiamo durate infinite e peni alieni da voi;

#6. Rispetto batte Pene. E qui non c’è altro da aggiurere;

#7. Vagliate altre opzioni, meno drastiche. Se volete sentirvi più virili, ci basta che ci apriate il barattolo del sugo e che ci montiate i mobili dell’Ikea. Se non vi basta, votatevi all’Hipsterismo…a quanto pare per essere veri uomini basta una barba;

#8. Soffrire sì, ma nel modo giusto. Torturatevi perché la squadra del cuore ha perso contro l’Azerbaijan, perché la fidanzata ha il ciclo e non ve la dà…perché vi è esplosa l’Xbox…ma non fate di un pene un dramma!

#9. Ascoltate il saggio Epitteto. Dice che “Non devi cercare di fare in modo che le cose vadano come vuoi, ma accettare le cose come vanno: così sarai sereno”. E secondo voi tirarselo come il collo di una gallina cambia le cose?!

#10. Non compratevi un suv. Nessuno saprà mai che ce l’avete piccolo;

#11. Compratevi un suv, il Mondo è pieno di donne che li amano.