Must have- quello che ogni donna dovrebbe possedere

Ci sono cose che vanno avute. Un paio di scarpe col tacco che solo a guardarle ci fanno cascare per terra come pere cotte, un capo d’abbigliamento rosso Babbo Natale…una guaina contenitiva più anti-sesso dei gambaletti. Tra loro, ci sono anche queste…

1) Maschera per addominali

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griglia per addominali
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Perché perdere tempo in palestra quando c’è la griglia evidenzia-addominale? Se siete scettiche, prima di comprarlo potete provare con una qualsivoglia griglia di ferro, vostro padre ne avrà certamente una, da qualche parte in cantina. L’addominale a tartaruga non tarderà a farsi vedere!

 

2) Calze anti-stupro

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calze anti-stupro
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Apparentemente sembrano le gambe di un porno attore del 1980. SBAGLIATO. Sono calze nate appositamente per far passare la poesia al maniaco del cespuglio. Lui sbuca dalla siepe con il loden aperto e il ciondolo de fori…e voi zacchete! Tirate giù le braghe e gli mostrate il prato erboso. Il problema potrebbe sorgere nel momento in cui, invece dell’omaccio, incontrate l’uomo dei vostri sogni e, come per magia, dal fatale incontro nasce un fatale primo appuntamento con fatale “saliunattimooooo?“.

 

 

3) Bobina separa-chiappe

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bobina separa-chiappe
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Quello dell’abbronzatura a pezzi è un problema comune, tra noi donne. Soprattutto uno. Non quello dell’anello di plastica che piazzano sagacemente in mezzo alle poppe o sui fianchi della mutanda del costume che sembra che stiamo insieme coi bulloni, non le geometrie del trikini che ti fanno sembrare un quadro cubista…bensì…il bianco infra-chiappa. Ma c’è la soluzione…del resto a nessuno piace avere l’interno chiappa bianco!

 

4) Cose per ciclo

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cartucciera per Tampax

Sembra il nome di una coppa gelato estiva, tipo la Coppa Variegata e quella Monte Bianco. In realtà, la Coppa Ciclo, è il Sacro Graal degli assorbenti, colei che non assorbe ma raccoglie evitando così il fastidioso fastidio della pezza. Vari colori (e spero tra poco anche varie fragranze…) in sacchettini porta-imbuto dalle fantasie sfiziosissime! Occhio agli ondeggiamenti da treno e nave, no saltelli o ruote come quella che voleva fare la viggei ma non poteva farla perché indisposta. Se siete fanatiche dei Tampax, ciò che fa per voi è la cartucciera all’uncinetto, per la donna che non deve chiedere mai.

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Coppa per Ciclo
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5) Metodi anti-rughe vari ed eventuali

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maschera elastica collezione T. B. Hewitt
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Chi non teme lo scorrere del tempo? Chi non ha speso, almeno una volta nella vita, soldi in creme miracolose alla mucillagine del Po, muschi e licheni della steppa siberiana e polvere di fieno con olio di argan e come unico risultato la puzza di marcio nel naso per tre settimane? Ma c’è la soluzione! Le maschere facciali. Alcune elastiche in stile Thomas Brown Hewitt alias Leatherface, altre più eccentriche. Entrambe non vanno indossate in presenza dei propri fidanzati, una per rischio infarto l’altra…beh…

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maschera anti-rughe mod. Fellatio

 

6) Vino e dintorni

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bicchiere da litro
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Ti ha mollato il fidanzato in pieno periodo pre mestruale e il barattolo formato famiglia del Sigma nulla può per sollevarti il morale? Ciocco e Lato si sono rivelati più deboli di quanto ti aspettavi…? Don’t worry. C’è il Gutturnio. E questi due gioielli che renderanno le nostre bevute da dispiacere ancora più piacevoli! Il bicchiere da litro, dove ci versi dentro tutta la boccia e non hai il problema che ogni tre per due devi riempire il bicchiere ricavato dal vasetto della Nutella e l’afferra-calice nel caso in cui l’alcool tiri fuori il tuo lato aggressivo. Se applicato al bicchiere da litro, nessuno ti fermerà più.

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Afferra calice, se ti piglia male e diventi very aggressive
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7) La Burrocolla

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la Burrocolla
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Se, invece che sull’alcolismo, vuoi affogare la tristezza nel burro…ecco la Burrocolla. Che è anche tattica, perché si confonde col Vinavil e non devi dare spiegazione sul perché vivi attaccata a un panetto di burro. Poi magari pensano che sniffi la colla come gli zingari ma è comunque più dignitoso del burro. Stappi, spalmi e via…

 

 

8) Cameltoe per tutti i gusti

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Cammellizzatore
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C’è a chi non piace e chi ne va matto, chi lo cerca e chi lo rinnega…ma oggi, amiche, ce n’è per tutti i gusti! Se non ti piace e ci combatti da una vita c’è una pezzuola in silicone (credo) che metti a mo’ di Lines senza ali e bòn, puoi tirarti le braghe sotto le ascelle che risulterai sempre e comunque asessuata come un putto. Per chi lo volesse (e non spenderò una parola sul fatto che esiste gente che lo brama) c’è la soluzione inversa. Il cammellizzatore, da scegliere in tre diverse visibilità: soft, medium e strong. A ciascuna, il suo!

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anti-zoccolo
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9) Kit da viaggio per la Donna pendolare

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Cappellogienica
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mascherina per rossetto
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Noi donne pendolari fatichiamo più degli uomini, c’abbiamo sempre mille problemi…l’ombrello se piove, le scarpe giuste, la sciarpina per la cervicale, i fazzoletti di carta confezione da 100 perché non si sa mai, lo specchietto per il rossetto…e nessuno che abbia mai speso un pensiero per facilitarci la vita. Fino ad oggi. I fazzoletti possiamo mandarli a cagare e sostituirli col Cappellogienica, ce lo infiliamo sulla testa e siamo a posto, sia per il moccio al naso che per tappezzarci la tavoletta dei bagni pubblici. Per la pioggia, la Cabina di cellophane, che non ci bagniamo neanche se ci passa vicino Lapo Elkann col motoscafo. Infine, per non vivere più nell’oblio del non poterci mettere il rossetto sul treno o sui mezzi perché sbandano e poi sembriamo Joker pazzo-Heath Ledger…LA MASCHERINA PER ROSSETTO! Che te lo puoi spantegare per bene sulla faccia e neanche l’ombra di una sbavatura. Con questo kit, chi ci ferma? La polizia, forse.

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cabina ombrello
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La legge di Murphy, per lei

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La “legge di Murphy”, come tutti noi sappiamo, è un insieme di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico caricaturale riassumibili nel primo assioma (che poi è la legge stessa) “Se qualcosa potrebbe andare male, andrà male”.

Per i comuni mortali, la fetta biscottata cadrà sempre dalla parte della marmellata, la fila accanto -sia essa alle poste, al supermercato o al bagno della Rinascente- scorrerà sempre più veloce e quando si è di fretta ci sarà sempre il camion che, ai cinque chilometri orari, girerà alla via precedente alla tua. Per noi donne, c’è qualcosa in più.

  • L’ultimo paio di collant si smaglierà proprio il giorno in cui dovrai fare qualcosa per cui i leggings con Cassiopea su una chiappa e Andromeda sull’altra non vanno proprio bene, così come i pantaloni animalier stampa zebra o i jeans che sembrano accidentalmente finiti in un tagliacarte;
  • L’unica fogliolina di prezzemolo della tartina dell’aperitivo con il collega puntato dal giorno del colloquio andrà ad incastrarsi tra l’incisivo laterale e il canino e starà lì, più irremovibile della porta della tomba di Gesù;
  • Il rossetto si spantegherà per benino sui denti sempre e solo in occasioni tipo riunioni, rimpatriate del liceo con foto e primo giorno di lavoro, in modo da venir ricordata come “quella col rossetto color pesca sugli incisivi”.
  • Hai un evento importante e c’è troppo freddo per andare a gambe nude ma troppo caldo per una calza coprente, l’estetista è in ferie, i dieci supermercati in cui l’hai cercata hanno finito la crema depilatoria e la cera che hai in casa ha la stessa consistenza dell’ambra fossilizzata? Non optare per il rasoio, ti taglierai in zona ginocchio e sbrodolerai le calze color carne, per poi accorgertene al termine del matrimonio della tua migliore amica a cui hai fatto da testimone solo perché, per caso, ti sei specchiata nel riflesso del porta carta igienica;
  • Il secondo giorno della settimana al mare per cui ti sei svenata ma a cui non hai rinunciato dopo sette anni di ferie passati nella piscina comunale di Milano, ti verrà il ciclo. Non importa se hai prenotato secondo precisi e sofisticati algoritmi, il ciclo arriverà, o in anticipo o in ritardo, più doloroso di sempre;
  • Quell’unica volta in cui tu, pendolare, ti sei avventurata sulla strada del lavoro senza ombrello, sciarpina anti-cervicale e fazzolettini di carta stai certa che pioverà, sul treno ci sarà l’aria condizionata a diecimila e in ogni bagno in cui entrerai sarà finita la carta igienica;
  • Lo smalto rosso si svirgolerà sul pollice o sul dito medio. Te ne accorgerai cinque minuti prima di uscire, lo rimetterai e tre ore dopo sarà peggio di prima;
  • Non hai caricato il cellulare perché “tanto la batteria mi dura…al massimo mi porto il caricabatterie in ufficio”? Il caricabatterie rimarrà a casa, il telefono ti si scaricherà più o meno a metà giornata e il treno si romperà nelle lande desolate della Pianura Padana, facendoti arrivare a casa il giorno dopo tra gli insulti dei tuoi genitori/marito/convivente e le feste dei cani molecolari dell’Unità di Soccorso Tecnico, noti anche come “cani da sangue”.

Week-end, mon amour! -Parte #2

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Sessantottini classe 1990 
Il luogo di ritrovo preferito è il centro sociale. Spendi poco, bevi tanto, puoi ancora fumarci dentro, non sei costretto a lavarti, hanno tutti la tua stessa idea politica e non rischi il linciaggio. Fanno il liceo artistico, il classico o lo scientifico, hanno un fratello maggiore da cui hanno preso spunto che, a sua volta, ha preso spunto da Pasolini, odiano i borghesi, hanno un cane sporco, leggono Baudleaire e bevono vino rosso dal cartone o dalla scodella. Si fanno le canne per poter poi annunciare al mondo di essere in fame chimica, qualche volta sono anarchici. Una donna su tre ha i rasta raccolti a ciuffo d’ananas, due donne su tre anche perché ce li ha l’amica, tre donne su tre puntano quello con l’anello al naso e i lobi dilatati. Tre donne su tre se lo fanno. Età compresa tra i quattordici e i venticinque anni.

Oratoriani
Quanti di voi, come la sottoscritta, sono cresciuti pensando che l’oratorio è da sfogati e ci si va per pregare? SBAGLIATO. Chi ci va, ha capito tutto della vita poiché luogo per eccellenza esente da rotture di palle genitoriali e pullulante di adolescenti in travaglio ormonale, andarci è più o meno come pescare con la dinamite. Mammà e papà sono tranquilli e sereni in quel di casa loro, si sa per certo che nessuno cagherà mai le balle se si torna un’ora dopo…e tra un Calippo e una sfida al calcio-balilla all’ultimo sangue ecco che l’uccello pasquale arriva volando e volando se ne fugge col rametto di ulivo nel becco. Se le discoteche sono un ricettacolo di balordi dal vomito facile e alito mefitico, l’oratorio è il Walhalla dell’Ormone e le gite parrocchiali il biglietto di sola andata per Scopolandia. Gli over-venticinque maschi sono i sogni impossibili delle ragazzine nonché delle over-venticinque che, diversamente dalle prime, ambiscono a sposarsi e partorire una squadra di calcio con l’over-venticinque universitario nonché co-educatore del gruppo giovanile del sabato pomeriggio. Che però caga la zoccoletta conosciuta in discoteca.

Giocofili del sabato sera
Under 30, un po’ boy-scout e stufissimi della “solita birra al solito pub”. Quindi boicottano e la birra la vanno a bere nel pub dove ci sono i giochi di società e si mangiano patatine fritte a tutto andare. I nostalgici giocano a Risiko, Monopoli, Cluedo e Taboo, i modernisti si dilettano con Chi vuol’esser milionario e Affari tuoi. Se non sono già fidanzati, la preda da conquistare è nel gruppo di gioco e la tecnica d’azione spazia dalla complicità del gioco di squadra all’offerta di una bruschetta speck, provola e funghetti sott’olio come simbolo di pace dopo una sconfitta a Uno. Si divertono un mondo, mangiano come bufali ed escono che puzzano di sogliole impanate, mai e poi mai rinuncerebbero alle loro serate. Qualche volta giocano a bowling e a biliardo con la clausola “chi perde paga la focaccia del dopo serata“. Gli uomini conoscono birre sconosciute ai più, parlano un po’ di elfico e almeno una volta nella vita hanno avuto a che fare con le carte Magic. Le donne sono vergini e astemie. Hanno tutti una gran fame (di cibo).

Week-end, mon amour! -Parte #1

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Popolo del Web! Finalmente è arrivato il week-end. E col week-end le pazze serate fuori con gli amici…ma non tutti lo fanno allo stesso modo!

Discotecari di serie A
Il fine settimana non è il fine settima se non fanno le sei del mattino battendo le discoteche più fighe della zona. Che non sono mai in zona ma almeno a tre caselli autostradali di distanza. Aprono le danze con l’aperitivo del venerdì, le chiudono alle 00:00 di domenica. La vita notturna è il loro habitat, si ammazzano di palestra, sono popolari e saltano le file, si vestono quasi tutti da Mangano. Gli esemplari maschi combattono a suon di “chi ha il pettorale più gonfio”, delle femmine vince quella a cui si vedono più costole.

Discotecari di serie B
Più poveri dei cugini, si accontentano dei bugigattoli di provincia, sede di festicciole organizzate dal PR universitario più anziano che te le spaccia per chissà che cosa. Le file le fanno, la palestra è la camminata al parco cittadino a mezzogiorno e il leacril regna sovrano. Se gli uomini si devastano a suon di beveroni 100% vomito assicurato, le donne indossano collant color daino. In un primo tempo possono sembrare feste elitarie per la crew cittadina, in realtà sono il giusto compromesso per chi, a Milano, dal buttafuori si sentirebbe solo rispondere “aspetta e spera”.

Disco-pubbari 
Il luogo è più elegante del pub ma meno confusionario della discoteca. Chi li frequenta ti dirà che ci va perché “si riesce a chiacchierare”…quel che in realtà intende è che spera nell’incontro che gli cambierà la vita. Dai trenta in su, sorseggiano soft-drink in stilosi bicchieri. Le donne, in gruppi di tre o più, abbarbicate su micro sediole o incastrate in divanetti risucchia-persone/ spiattella-vagina (se hai su la gonna) ma 100% modern design, gli uomini in piedi MA speranzosi in un possibile arrembaggio al tavolo delle tre o più abbarbicate/ incastrate. Le cosce son scosciate e i petti depilati (e lampadati!). E sono sempre tutti fighi, perché c’è buio e non si capisce mai un cazzo.

 …to be continued…

Epopee universitarie- storie realmente accadute

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Facoltà sbagliatissima ma, causa senso del dovere misto orgoglio, mai cambiata. Nell’attesa di un trasferimento filesss molto lungo, rimembro i bei tempi andati. E mi rendo conto che la gente ha dei problemi (me per prima).

Letteratura italiana I
Assistente: Signorina, mi spieghi questa figura retorica…
Me, dopo svariati minuti di silenzio: …Uhm, a dire il vero al momento non mi viene proprio in mente…
Assistente: Siamo al quarto piano, se vuole suicidarsi lì c’è la finestra…  

Con tutto il cuore, crepa.

1) Letteratura tedesca- colloquio
Me: Buongiorno Professore, sono venuta a concordare il programma…
Prof: Ah sì, va bene…deve solo andare in un sottoscala in culo al mondo (sto parafrasando) e comprare i miei libri (novanta sacchi), se sono usati me ne accorgo e la boccio, dopodiché tornerà qui e io le dirò cosa studiare e quali argomenti, diciamo, potrebbero essere materia d’esame, diciamo, che magari si segnerà accanto all’indice, diciamo, così magari me ne ricorderò il giorno dell’esame, diciamo.

Presi. Trenta e lode…e, diciamo, non me ne vergognai allora, figuriamoci adesso, diciamo. Lui l’hanno licenziato, diciamo.

2) Filologia Italiana
Assistente: …E di chi è questo saggio?
Me: Del famosissimo filologo ******!!!
Assistente: …Che sarei io.

Woooshhhh…*palla di fieno che rotola*

3) Storia Moderna
Sera prima dell’esame, h 02:00; percentuale del libro fatta: 75% di cui due punti importantissimi cercati su Wikipedia; giorno dell’esame in stato catatonico

Prof: Bene, mi parli del …*puntoimportantissimo#1*
Me felice
Prof: …ora invece mi parli del…*puntoimportantissimo#2*
Me molto, moltissimo felice…
Prof: …Un po’ approssimativo ma diciamo che va bene.

Dio, c’è.

4) Linguistica Italiana- preparazione dell’esame, libro X, capitolo sulle trasformazioni fonetiche tra il latino e l’italiano 
<<…ma di fonti certe non ne abbiamo in quanto non esistono reperti concreti del latino orale…>>

Quindi, sulla base di cosa starei studiando esattamente?

5) Linguistica Italiana-esame
Prof: Lei è nordica?
Me: …Emiliana…
Prof: Bene, mi scriva questa parola in alfabeto fonetico come se fosse una napoletana!


6) Filologia Romanza- colloquio 
Me: Ho provato a cercare il libro ma è fuori produzione! Non si trova da nessuna parte e in biblioteca è solo per i prestiti interni…e non si può fare più del 15% di fotocopie, essendo di Piacenza non saprei come fare…
Prof: Ah sì? Va bene…
Me: Quindi posso cambiare libro…
Prof: Ovviamente no!

Quando si dice aver compassione…

7) Letteratura Latina- colloquio
Me: …e quindi essendo non-frequentante sono venuta a colloquio per concordare il programma come c’era scritto sul programma on-line…
Prof: Mmh sì, legga il programma e troverà tutte le indicazioni.
Me: …sì ma il programma mi diceva di venire da Lei così lo concordavamo insieme…
Prof: Insomma, faccia quello che c’è scritto sul programma!

Miprendiperilculo?!

8) Letteratura Contemporanea I
Me: …e dunque *blablabla*Il Nome della Rosa è uno dei…
Prof: Sì no si fermi un attimo. Ma Lei…è di Piacenza?! No perché a Piacenza c’è l’Ipercoop!!!
Me: …eh, sì! Dicevamo, Il Nome della Rosa
Prof: Non crede anche Lei che tengono l’aria condizionata troppo alta? Nello scegliere un libro mi è venuto il torcicollo…  

Fu molto doloroso e gli durò cinque giorni. Poi, dopo un po’, finimmo il mio esame.

9) Estetica
Dopo ottocentomilagiorni passati a non capirci un cazzo…

Me: …*interminabile blablabla perché non so come sapevo tutto*…era la sua teoria sul dipinto delle scarpe di Van Gogh *the end*
Assistente: MMH, sì…per me è un ventitré…
Me: …
Assistente: AHAHAHA MA SCHERZO SU! Trentaaa. Ma secondo lei le do ventitré?!

Considerato che il coltello dalla parte del manico non ce l’ho di certo io…che dice?!

Certe volte mi chiedo perché sono nata umana. Se fossi nata sasso, questa gente non l’avrei mai incontrata. Nessuna turba, nessuna angoscia…sarei stata felice e beata in riva a qualche fiume, se mi andava di culo su una bella spiaggia sassosa che se ci cammini ti sfracelli i mignoli.

Avrei conosciuto altri sassi e sarei stata con loro fino al giorno in cui un burlone, in preda al non saper cosa fare, mi avrebbe raccolto per gettarmi nell’acqua senza un perché. Ma non me ne sarebbe importato proprio per il mio essere sasso.

Per quest’ultimo e profondissimo concetto ringrazio il mio professore di Estetica che ha passato un’intera lezione (per un totale di due ore) a spiegarci che i sassi, le sedie e gli squali non percepiscono il mondo da umani ma, rispettivamente, da sassi, sedie e squali.

Non è una moda per tutte- l’outfit da centro sociale

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Per il ciclo “Non è una moda per tutte”, oggi parliamo di quei vestiti che, ultimamente, sembrano andare per la maggiore e che nanche i rom troverebbero appetibili -senza offesa.

Come per gli shorts e i leggings galattici (il cappello con le orecchie non ce l’ho fatta) mi sono fatta coraggio e ho provato l’outfit da centro sociale.

Maglione largo color “sopravvivo da cinque generazioni” e corto tipo confezione di pasta formato famiglia mangi 10 paghi 2, leggings volutamente infeltriti coi pelucchi “a pallino” in stile centodue lavaggi in lavatrice col detersivo sottocosto sottomarca e sottoschifo, maglietta del pigiama, scarpe da Oliver Twist. Guardandomi nell’insieme, mi sentivo una partigiana post guerriglia sull’Appennino Reggiano durante la Resistenza MA con più borchie.

Mi scappa l’occhio e vedo lo stesso maglione in versione “bucato”.

Ora, come me la spiegate una moda che ti fa pagare un maglione bucato? Ma soprattutto, come rispondiamo alla domanda di ogni madre che abbia più di ventisette anni “Hai speso dei soldi per un maglione rotto?” senza scatenarne l’ira funesta?

La mia, ad esempio, è una di quelle mamme che se il jeans è strappato lo porta (a tradimento) dalla sarta che, con sagacia e maestria, lo rovina in due mosse ossia mettendoci sotto ‘na pezza e cucendoci sopra centinaia di strati di filo. Che oltre ad esser brutti, sono più rigidi dei baccalà. Poi fa la gnorri e dice che “credeva fosse rotto…”. CERTO. Invece le maglie bucate le prende e, con immensa gioia e pizzico di sadismo negli occhi, ci fa gli stracci per la polvere.

Voi – e ora mi rivolgo ai venditori, come sempre- fate bene. Fate bene a spacciare la cacca per cioccolato con l’ausilio di tre borchie marce e un disegno brutto, tipo i gufi reali, i cervi, le volpi, le rondini, i motivetti lapponi e le stelle con le punte sbierse. Tanto c’è chi la chiama “Moda”.

Che, poi, di solito è anche chi passa le giornate a farsi le foto con l’indice “baffuto” sotto al naso. E visto che sono tanti -mi ripeto ma pace- fate bene. Primo perché ci guadagnate un sacco lavorando col culo e secondo…noi, con un bel cesto di pop-corn, ci godiamo lo spettacolo. E che spettacolo!

I vantaggi dell’uscire con una Venere (di Willendorf)

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Venere di Willendorf- immagine trovata su Google

Il mio fidanzato dice sempre che una donna senza curve, non è una donna. È stato più o meno in quell’occasione che ho capito di amarlo dal più profondo del mio cuore. Sì perché, oggigiorno, o sei secca come il ramo di un salice o fai schifo. E il fatto che gli uomini sembrino guardare solo le donne concave non aiuta.

Perché, amici, vi piacciono così tanto quelle che se le abbracci ti si muove la compassione nel cuore? Che sopravvivono a sedani e finocchi e son sempre pallide come cenci, talvolta quasi livide e grigiastre?

Stare con una più in salute ha un sacco di vantaggi e io, oggi, ve ne mostrerò alcuni.

1) Se vi ci coricate addosso quando vi svaccate sul divano la sensazione sarà di estrema morbidezza e nessun osso vi perforerà mai le carni;

2) Non sarete costretti a pranzare/cenare fuori di nascosto perché assaliti da fame improvvisa: la vostra lei non vi lascerà mai patire la fame, statene certi;

3) Non dovrete sentirvi mai in colpa se mangiate al Mc Donald’s e, lo stesso giorno, saltate l’allenamento in palestra;

4) Il vostro conto in banca sorriderà, poiché le vostre cene romantiche saranno decisamente meno care: trattorie paesane al posto di ristoranti fusion o di cucina molecolare dove tre broccoli e un’acciuga li paghi duecentoventi euro (se vi va bene…);

5) Gioia e sorrisi regneranno sovrani: il cioccolato rilascia endorfine e le endorfine la felicità;

6) Non sentirete mai scenate isteriche per un piatto di pastasciutta non integrale da 95 grammi invece che di 80;

7) Potrete condividere la gioia della pizza del sabato sera senza l’angoscia del “ma il mio giorno libero della dieta non è il sabato ma il giovedì!” (chi cazzo va a mangiare la pizza di giovedì?!);

8) Quando in casa con voi, starà più in vostra compagnia che in bagno, abbarbicata come una capra di montagna sulla bilancia in attesa che l’ago scenda di una tacca;

9) I malanni di stagione diminuiranno e, dunque, potrete fare tantissime cose insieme senza il timore che la broncopolmonite acuta sia in agguato dietro l’angolo;

10) Avrete tette e cosce vere da toccare e in cui rotolarvici dentro;

11) Farete l’amore senza il timore di romperle un osso, quindi anche con più impeto e passione (dite poco?!);

12) Potrete bere birra come se non ci fosse un domani, perché lei, la vostra pancetta da bevitore, la troverà tremendamente sexy;

13) Avrà sempre fame di voi;

14) Quando la guardate vi evocherà, invece che Auschwitz, Dachau e Mauthausen, posti esotici e spiagge caraibiche;

15) Farà felice vostra madre in quanto, apprezzando i pranzi che prepara per ogni vostra visita, le chiederà le ricette per poterle riproporre a voi, tesori di mamma;

16) Non scambierete mai i suoi reggiseni per pattine da cucina e i suoi tanga per l’elastico della fionda di quando eravate bambini;

17) Sarà fonte naturale di calore nelle fredde giornate d’inverno;

18) Se vi dorme abbracciata, l’ondeggiamento delle sue tette ad ogni respiro, oltre a sciogliervi i dorsali intorpiditi da un’estenuante giornata di lavoro in ufficio, concilierà il vostro sonno.

La Donna (con la D maiuscola)

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Venere di Milo- immagine trovata su Google

Ci sono donne e donne, ci sono le cagne, le gatte morte, le primedonnedistocazzo e le sgnerfie, le stronze, le yo-sista che se me le fai girà ti dò du schiaffi che po’ vedi e le cosiddette wooden-pussies, meglio note come fighe di legno.

Ma, qualche volta (per fortuna!), ci sono anche le Donne, quelle con la D maiuscola miniata da monaci bicentenari che sopravvivono in monasteri arroccati su scoscesi dirupi nelle terre più selvagge della Transilvania…e, quelle Donne, certe cose non le fanno! Tutte le altre, sì.

Una Donna con la D maiuscola…

…non dà l’impressione di esistere col solo ed unico scopo di farsi guardare e ammirare come se fosse un marmo romano dell’Età Imperiale;

…non ha come priorità assoluta nella vita la distribuzione di erezioni come Madre Teresa di Calcutta faceva con la carità ai poverelli (Madre Ti, senza rancore!);

…non frega il fidanzato alla migliore amica poiché bene informata sull’ingente quantitativo di specie ittiche a disposizione nel Mare Magnum della vita;

…non ama vincere facile (ponji ponji po po po!) uscendo con amiche somiglianti alla Strega di Biancaneve così è lei la più gnocca o con uomini modello Gobbo di Notre Dame così da potersi vantare che lei, di spasimanti, ne ha moltissimi;

…gioisce per le gioie altrui: non se la prende se l’amica è fidanzata e lei no, se l’amica ha cuccato e lei no, se l’amica ha le tette e lei no e via dicendo;

…ha una sua personalità, non la cambia a seconda del proprietario del pene con cui sta uscendo;

…se mollata, se ne fa una ragione in quanto fervida sostenitrice dell’apertura di porte in conseguenza alla chiusura di un portone e conscia del rapporto di consequenzialità tra la morte di un Papa e l’ascesa di un altro (Papa Effe, non te la sto tirando…ma tu, per sicurezza, lanciati tre pizzichi di sale dietro le spalle, si sa mai!);

…non tradisce il fidanzato “agggratis” ma lo lascia, anche se è difficile, fa male e “…Marco è dentro lei e dolce il suo respiro nei pensieri suoi” (cit. La Menopausa);

…non te la fa “nasare” per ventiquattro mesi per poi giungere alla conclusione che “è meglio rimanere solo amici…!”;

…non te la fa “nasare” per ventiquattro mesi solo per il gusto di avere il monopolio delle erezioni del malcapitato, di cui non frega e non fregherà mai niente da oggi all’eternità;

…fa le cose con naturalezza e spontaneità tipo mangiare, bere, sedersi, pelare le patate e fare la spesa. Non recita copioni a mo’ di Eleonora Duse dei tempi d’oro per attirare su di se l’attenzione in un raggio di quarantacinque km di cui lei, ovviamente, è il centro;

… non vive in perenne “posa plastica”, ogni tanto si rilassa anche lei;

…se colta in fallo, non fa free climbing sui vetri…un bel mea culpa e amici come prima;

…se mollata, non se la prende con la nuova fidanzata: le trova centinaia di difetti che non ha con le amiche, davanti a un telefilm e una betoniera di gelato alla nutella, in una nube di fazzoletti Tempo;

…se ha un problema, lo dice…non lancia dardi sui social network per poi abbassare la testa se capita sui piedi del diretto interessato;

…non minaccia gli altri di pestaggio perché non vive nel Bronx del 1980;

… non esce con un uomo solo perché ha un bel conto in banca, una giga-macchina o l’aria dello scemo da poter spennare;

…non si accoppia mai col migliore amico/ padre/ testimone/ fratello del compagno.

Ma la lista sarebbe molto più lunga. Questa è solo la punta dell’iceberg…un cicinino del Tutto…ma come dice sempre mia nonna: piuttosto che niente, è meglio piuttosto!

“Shine on” a tutti quanti!

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Ricorderò  domenica 19 gennaio 2014 per due motivi: il mal di vita post-ubriacatura da feste di compleanno e il premio (è un premio?!) “Shine on” gentilissimamente datomi dalla blogger Idiosincrasie quotidiane

La faccenda è un po’ come le catene di Sant’Antonio: ricevi, scrivi articolo, ci infili dentro quindici blog che ti garbano assai e rispondi alle domande su di te. 

Partirò dalle nomination che, così come per quello del “Versatile blogger award”, saranno meno del previsto (e che WordPress mi perdoni) perché sono sempre stata quella che ne lascia sempre indietro un pezzettino. Da piccola erano i pomodori, poi la bistecca di tacchino, i compiti delle vacanze del liceo e la tanto famigerata dieta. Inoltre, anticipo che non stilo questa lista per andare a caccia di articoli di rimando che mi pubblicizzino ma solo ed unicamente per esprimere il mio gradimento per il lavoro altrui…

1) Zone Errogene di Alex e Meli, non esiste blog migliore per farsi due risate con i fiocchi

2) An Italian Girl, l’ho aggiunta da poco ma già la amo!

3) Enrico Bevilacqua- In parte me, un progetto semplice che, a mio modesto parere, sta proprio riuscendo!

4) La Zucchina Furba e Dio la benedica per tutte quelle strepitose ricette!!!

5) Ventuno/21, “Ventuno vittoria, grande baldoria!” dicevano una volta nell’omonimo film…anche scoprire il Soggetto 21 è stata una vittoria!

6) Pinocchio non c’è più, che, se gliel’hanno già data ‘sta nominessscion un motivo ci sarà!

7) la Polirica, una volta che leggi…non smetti più!

8) Questione di Stile, perché sul blog di Doriana trovo sempre risposta a tutte le domande che mi faccio sull’argomento “Moda” (e col suo post “Se in forma vuoi tornare…in palestra devi andare” mi ha convinta a deporre il Pandoro e fare l’abbonamento annuale…)

 

Proseguiamo. Cose su di me. 

1) Perché ho iniziato questo blog

Perché, fondamentalmente, non riesco a tacere. Il mio fidanzato, a volte, vorrebbe esser nato sordo. Mia mamma anche. Poi perché, quel giorno, ero egocentrica al punto giusto da poter anche solo pensare che quel che avevo da dire potesse fregare qualcosa a qualcuno!

2) La cosa più importante nella mia vita…

A parte le solite cose come amore, amici, famiglia, salute e Pace nel Mondo…direi svegliarmi ogni giorno e combattere per convincere i miei genitori anti-cane-in-casa a prendere un cane. Questa lotta dura da esattamente vent’anni, quattro giorni, sei ore, ventidue minuti e sette secondi. Nessuno ha ancora ceduto. Ma col cazzo che mollo.

3) il cibo di cui non posso fare a meno

La pasta. Specie se fatta in casa e, possibilmente, da mia nonna. (Le maniglie dell’amore, ringraziano). 

4) Il mio posto del cuore

Il lato est del divano del mio fidanzato, che un tempo era il suo posto. Ma, si sa, le cose cambiano…

5) Come mi vedo nei prossimi 10 anni…

Tonica, magra e con una carriera da sogno. Il fatto che sia fuori corso in un percorso di studi umanistici, viva per mangiare e il mio concetto di “sport” sia lo zapping è un dettaglio trascurabilissimo.

6) Tre cose senza le quali non esco mai di casa

Il cellulare anche se mi è scaduto il piano tariffario e non posso usarlo se non come arma da difesa personale, un po’ di trucco spalmato sulla faccio giusto per non spaventare i bambini e una sciarpa. Anche ad agosto con 45° all’ombra 100% umidità.

7) Una citazione che mi caratterizza

Hanno ragione tutti. Chi vuole tradire per indole tradisca. Chi vuole tradire perchè si sente trascurato tradisca. Chi vuole tradire per noia tradisca. Chi vuole tradire per allegria tradisca. Chi vuole tradire per leggerezza tradisca. Chi vuole tradire per abitudine tradisca. Chi vuole tradire per troiaggine tradisca… Padroni … Ma ripeto e ripeto e ripeto ancora: chi ama non tradisce” (Mina).

Abbordaggio 2.0.1- lo sfacelo

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Altan- immagine trovata su Google

8) Dimmi cosa bevi e ti dirò chi sei- lo psicologo in carriera

Al bancone del bar, un sabato sera

M: Ti osservavo da un pezzo e…ora posso dire di saper tutto di te!
F: Ah sì? Su quali basi?
M: Sul drink che stai bevendo, chiaramente! La Psicologia la dice lunga su questo genere di cose!
M Sì ma guarda che…
M: Dunque…dal colore sembrerebbe Margarita…scelta interessante! Sei una tipa caliente…lo sai che che questo cocktail è adatto alle donne femminili e sensuali?!
F:
M: Chi lo beve apprezza la vita…si sa divertire anche se tende ad essere un po’ egocentrico! Allora?? Che mi dici? Sono bravo o no?
F: …è Lemon Soda e questo era un test che girava su Facebook.
M: …Dettagli.

I dettagli, invece, contano.

9) lo Stalker apprensivo

M: Ciao Francagiada!
F: Ciao…ci conosciamo?
M: No…però ti vedo sempre in palestra!
F: Ah sì? Anche tu sei iscritto??
M: No no, assolutamente! Comunque secondo me hai fatto bene a cambiare orario, così non vedi più quella tua amica con cui hai litigato sei mesi fa…ho letto cosa ti scriveva, proprio una stronza! E poi riesci ad arrivare a casa in tempo per il tuo telefilm preferito, mentre prima finiva sempre che mangiavi alle nove…e comunque al tuo gatto Pussy fa piacere averti a casa…Posso offrirti un succo alla papaia? Prendi sempre quello, no?
F: …

La giusta spinta per accettare quel lavoro a Shanghai…

10) Il poliziotto ribelle

Dopo qualche quarto d’ora di conversazione, in piedi, in mezzo al pub

F: …ah quindi fai il poliziotto!! Che lavoro interessante…
M: Sì non posso lamentarmi…
F: Quindi avrai un senso della morale altissimo!
M: Ah no, figurati! Io, ad esempio, le droghe le ho provate tutte! Ti va una canna a casa mia? Roba buona! 😀
F: Ah…no grazie, magari un’altra volta!

Cioè, mai…

11) Il rotularius- monaco messaggero (solitamente piacente)

M: Ciao!!!
F: Ciao! 😀
M: Come va? Sei fidanzata?
F: Nooo 😀 😀
M: Quindi sei libera…?
F: Sììì 😀 😀 😀
M: Bene…c’è un mio amico che voleva conoscerti!!!
F: Ah… 😀
M: Sì, è quello là…nell’angolo, in fondo alla sala!!!
F: …quello con i jeans strappati che somiglia a Johnny Depp? 😀 😀
M: No no! Lui è fidanzato con una modella brasiliana! L’altro, quello seduto…
F: 😥

…somigliava a Danny de Vito. 

12) L’avvocato agguerrito

M: Ciao, vuoi uscire con me?
F: …non lo so, così…su due piedi…
M: Sai, io sono un avvocato…

Che volesse intentare una causa? 

13) Cappero (anche lui, purtroppo, piacente)

M: …e mi piace la musica, amo gli uccellini che cinguettano, non dico mai di no…
F: …
M: …vado sempre a trovare la nonna in ospizio, faccio volontariato sociale…
F: …
M: …credo nel matrimonio, vorrei dei figli…se scegli una compagna, sono come gli albatros: è per sempre…ma non dici niente? 😀
F: …Eh?

Era troppo impegnata a guardargli la caccola che, come una marmotta, gli sbucava timida dal naso.

14) Il fetido vibrante

Dopo otto ore di conversazione filosofeggiante e un principio di innamoramento in atto, da qualche parte in un caffè letterario, sulle note di un complesso smooth jazz…

M: Era tutta la sera che ti guardavo, non ho mai visto una donna come te…e ora che ti ho conosciuta so per certo che potresti essere la mia potenziale +1…
F: anche io sono stata molto bene con te, Guidubaldo 😀 😀 😀 😀
M: …anche se io, Annasandra…
F: 😀 😀 😀
M: …Non sono fatto per le relazioni…
F: 😀 😀
M: …Ho percepito una vibrazione e sento che con te posso essere sincero, perché ti sento così vicina…così uguale a me…
F: 😀
M: Perché, tesoro,  noi siamo animali sociali…non siamo nati per i legami…quindi, a pelle, so già che non potrebbe funzionare tra di noi una storia a lungo termine…però ho l’assoluta certezza che il sesso sarebbe grandioso…
F: …cosa stai cercando di dirmi?
M: …che potremmo andare a casa tua a fare sesso! Da me c’è mia moglie…Poi, vuoi mettere la storia di una notte con una di tre mesi?!

Vuoi mettere?!