Manuale di sopravvivenza per non farsi strozzare dalle di lei gambe durante un cunnilingus

 <<…L’adagiò sul letto, appoggiandosi a lei con tutto il suo corpo; con le labbra le sfiorò il collo e poi giù, fino ai seni, strappandole un vibrante sospiro. Lei lo spinse giù, perché è lì che lo voleva, lui obbedì…senza sapere che, quello che stava cercando, era circa tre centimetri sotto il luogo in cui credeva che fosse.>>

Capite che stride? Cioè anche così, ad orecchio, stona. Figuriamoci viverla, una situazione del genere. Che poi è proprio una cosa imbarazzante. Non è che si può fare come quando vi addormentate sulle nostre folte chiome che vi diamo una gomitata nelle costole e vi svegliamo. Anche perché, se vi indirizziamo verso la retta via, ci rimanete male e bon, chi s’è visto s’è visto. Perché si sa che con le critiche costruttive c’andate mica troppo d’accordo. Anzi. Ve la prendete a male e cacciate giù il broncio. Sbuffate, vi girate su un fianco, accendete la tv e non ci parlate per tre giorni. E se non ve lo diciamo è pure peggio! Perché col il silenzio siamo complici dello sfacelo. Quindi oggi parleremo di cosa non fare per uscire dalle tenebre e andare, finalmente, verso la luce.

Geografia, amica mia

Sapere come è fatto il corpo umano, aiuta. E se andate alla cieca nella speranza di trovare il Tesoro Perduto per un’epocale botta di culo, lo capiamo. Sì, noi lo capiamo. Perché non siamo sceme e, secondariamente, conosciamo il nostro corpo. Wikipedia o Esplorando il corpo umano, leggete e imparatene tutti, questa è la nostra vagina.

 2 Fast 2 Furious

Twister è tollerabile solo in prima serata, su Italia 1, Rowenta-per chi non s’accontenta in un contesto casalingo. Giù al sud, non sono piacevoli. E neanche la lingua come se fosse un’anguilla impazzita, in rigor mortis o in modalità “ariete-sfonda-porte” attivata. Noi siamo esseri delicati, lo capite dalle piccole cose…tipo gli afflati di vento che ci bloccano il collo, una punta di cioccolato che ci fa venire gli sfoghi…figuriamoci laggiù, dove non batte il sole. E poi, così come per voi, anche noi abbiamo le nostre dinamiche di funzionamento.

Incredibile morbidevolezza dell’essere

Se bastano due ciuffi di barba per trasformarci la pelle della faccia (che sopravvive a freddo, intemperie e trucchi non sempre di qualità) in un campo di fragole, cosa vi fa pensare che non sia lo stesso a sud dell’equatore? Se ce l’avete ispida tipo cinghiale -perché mica tutti ce l’hanno uguale- o la tenete lunga, alla Babbo Natale, oppure tagliatela. Il pelo piace sui modelli che si rotolano sulla spiaggia travolti dalle onde o salgono sui gommoni in micro slip bianchi, sulla gigantografia di David con la mutanda di Calvin e su Gerard Butler in tutti i film…ma prima e durante l’intimo atto, punge.  Ogni rosa ha le sue spine, cantavano i Poison…per questo esistono le cesoie.

Parole, parole, parole…

Come dissi in un altro dei miei articoli, non è che c’è proprio sempre da parlare. Ci sono momenti, nel corso di una vita, in cui c’è da tacere. O meglio, parlare con moderazione, soprattutto se, con la bocca, ci state facendo altro…tipo mangiare o, per l’appunto, intrattenere l’ospite (cioè noi). Noi -o meglio, qualcuna di noi- non siamo come voi a cui, fondamentalmente, basta poco. Noi dobbiamo concentrarci e abbiamo bisogno della pace dei sensi…se ci distraete perdiamo lo zen, con lo zen la poesia e, con la poesia, la pazienza.

Do not press this button

Nel luogo in cui siete, non ci sono bottoni. Quindi è inutile pigiare il nostro clitoride a mo’ di campanello del portone.

*Dlin dlonnnn*

– Posso???

– Prego, avanti, entri pure…faccia come se fosse a casa sua!

– Ma grazie ma che gentile! Entro?

– Entri entri!

No. non funziona così. Non è un bottone, il tasto della banca che se lo schiacci arrivano i Carabinieri e tantomeno il pulsante di Sarabanda che sfondi quando sei arrivato all’ultima canzone e, cazzo, la sai ma hai solo tre secondi di tempo. Quindi, please, delicatezza e do not press this button!

Image

immagine trovata su Google

Ma cosa possiamo farci, noi? Alla fine non è colpa nostra se nessuno vi ha mai detto niente a riguardo. Non è colpa nostra se avete preferito giocare spensierati ai videogiochi e la patata era l’ultimo dei vostri pensieri. “Ma fa beneeee…c’è tempo per pensare alle donne!” dicevano di voi quando eravate adolescenti. No. Non c’è tempo. Perché poi a pagarne le spese siamo noi poverine. Siamo noi che stiamo lì a morderci la lingua quando vorremmo dirvi che quello lì su cui state sbavando è il gomito. Siamo noi che pazientiamo e, nell’attesa che il tormento finisca, teniamo la mente impegnata invece che chiudervi le gambe a tenaglia intorno al collo e strozzarvi.

Comunque, salvo casi di talenti mancati, ve ne accorgete subito se qualcosa non va. O guarda esanime il soffitto con la verve di un’appestata sul letto di morte o finisce con la velocità di flash, sbattendovi fuori casa con un frettoloso “èstatobellissimociao…“. Per tutto il resto, come per ogni “tutto il resto” che si rispetti, c’è Mastercard. E con quella son bravi tutti.

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