Non è una moda per tutte- gli shorts (quelli invernali)

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immagine trovata su Google

Quest’estate hanno letteralmente spopolato. Due anni fa anche. E, anno dopo anno, la solfa non cambia. Vado da Zara col cuore gonfio di speranza e cieca davanti all’evidenza, me li provo tutti…e rimango fissa davanti allo specchio per circa un’eternità, con un’aria da mi è appena morto il gatto mista a profonda desolazione. Poi sgattaiolo fuori dal camerino come un cane bastonato, li lancio in mano alla commessa di turno e mi congedo con un frettoloso <<Mhh non mi ci vedo proprio…>> evitando il più possibile il contatto visivo, perché lei già lo sapeva. Dopo esco e vado a parare sul solito vestito consolatore tendiforme -di quelli che mettono in un angolo, tra il reparto pre-maman e mamme di mezza età giovanili ma classiche- da infilare sopra ad una guaina stringiciccia di tre taglie in meno, concludendo la giornata con uno yogurt gelato con Nutella e nocciole affinché il cioccolato con le sue endorfine dia un bel calcio in culo alla depressione galoppante.

Poi l’estate passa, finisce e se ne va. Il sole tramonta, l’afa diventa nebbia e la brezza gelo artico. E sorrido perché posso tirare un sospiro di sollievo perché, finalmente, basta culi al vento. Basta culi, basta gambe perfette (o eccessivamente imperfette…) strizzate in perfette braghette mignon, basta agonie da pantaloni lunghi in giornate con picchi di calore che manco nel Sahara, basta patemi e basta preoccupazioni sulla cellulite che, con gli shorts, magicamente quadruplica. 

Torno da Zara e…tadaaaaan!!!! Abbinati al maglione in pura lana vergine da viaggio in Patagonia cosa c’hanno messo? Loro. Gli hot-pants modello invernale, che differiscono dagli estivi fondamentalmente per un colore più scuro. Accanto, quelli in lana con i ricami tirolesi che sembrano body da neonato con tanto di pannolone, gli “elegantissimi” annegati nelle paillettes oro per la sera e, infine, i super ascellari by 1980 che l’effetto cameltoe c’è per forza, anche se pesi venti chili, magari da mettere con le scarpe che vanno di moda adesso che a me ricordano i naziskin e le camiciole da educanda.

Non bastava farci terrorismo psicologico in estate? Dovete farci sentire antisesso anche in inverno? Se il tripudio di culi tra luglio e agosto è tollerabile perché c’è caldo e il caldo non va patito, in inverno no. Lanciare la moda degli shorts invernali è da bastarderrimi, perché fa freddo e non hanno altra utilità se non quella di demotivare l’animo di chi come me in palestra non ci va e, se ci va, non ci va regolarmente.

Comunque, il problema degli shorts (e di chi li fa) è che non ci sono vie di mezzo. O sono mutande oppure braghe alla Alvaro Vitali ne “Pierino e il medico della SAUB”. O ti lasciano fuori mezza chiappa o ti arrivano al ginocchio. O rimandano al sesso selvaggio o alla gita dei pensionati a Venezia. Non c’è il famigerato compromesso, per noi che non mangiamo ottanta grammi di carboidrati ma molti di più. Per tutte le altre, quelle col deretano granitico e la pelle di pesca e quelle che tutto possono, anche se non possono, c’è Mastercard. E un mondo di shorts, spesso così brutti che più brutti non si può…ma che vanno talmente di moda che metterli diventa un piacere. Anche se fanno sanguinare gli occhi a chi li guarda.  

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