Non è una moda per tutte- i cappelli

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immagine trovata su Google

La prima volta che li ho visti erano su un sito di costumi di carnevale. Poi ho cominciato a vederli appesi nei negozi e, soprattutto, sulle teste della gente in contesti diversi da feste in maschera e simili. Sto parlando, amici e amiche, dei cappelli di pelo-peluches. Quelli con le orecchie da animale, che a me ricordano tantissimo le nutrie spiaccicate sulla Via Emilia, e che nelle varianti più estreme hanno anche le zampe da usare a mo’ di guanti. Avete presente? Dopo una ricerca sui siti di vendita on-line più famosi, mi si è aperto un mondo.

A naso, i più gettonati sembrano essere quelli che rimandano a pellicce di lupo, leopardo e orso; poi ci sono quelli indecifrabili, che per colore e forma delle orecchie non capisci se vogliano essere le spoglie di una lepre o di un mulo; infine gli importabili per eccellenza, cioè i multicolor, della serie “Dio si fece un acido, poi creò la volpe. Fucsia, verde e blu.”.

Perché deve andare di moda una cosa che, oltre a evocare la morte, sembra anche essere il Walhalla degli acari? I casi, a mio avviso, sono tre.

Può essere, per cominciare, la cosiddetta prova del nove a dimostrazione della veridicità del detto “la moda è una ruota che gira”. Gira che ti rigira, siamo tornati alla Preistoria con le pelli di bestia selvaggia sulla testa. E io mi preoccuperei non poco, perché a questo punto tutto è possibile e in un attimo potrebbero tornare di moda tanto le gonnelle da centurione romano quanto i parrucconi da Re Sole.

Oppure, seconda ipotesi (che per me è la più plausibile), ci stanno prendendo non poco per il culo, lanciando le mode più assurde per vedere fino a che punto la gente si spinge per essere al passo coi tempi e ridere sotto i baffi perché ci caschiamo come polli…e qui si spiegherebbero tante cose, tipo le zeppe applicate a qualsiasi tipo di calzatura che abbia una suola o le borchie messe ovunque, anche sulla carta igienica.

Terza e ultima possibilità, le pelli di animali feroci possono essere viste come un sorta di messaggio non-linguistico sulla Donna contemporanea che è passata da Dama del Focolare a Spietata Predatrice. E se così fosse, mi permetto di fare un appunto agli interpreti dell’abbigliamento che potrebbero avere elaborato questa chicca: che la Donna contemporanea sia predatrice, non c’è dubbio. Però invece dei lupi, orsi, linci e giaguari, forse dovevate metterle sulla testa qualcosa d’altro, non so…qualcosa di più realistico, che caccia per davvero e anche con non poco accanimento. Tipo un uccello. Quello sì che sarebbe stato azzeccato!

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