More da sposare, bionde da…

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immagine trovata su Google

Stando a quello che dicono i proverbi, le more sono privilegiate. Loro rapiscono, sono più intelligenti, le sposi e ci fai centotrenta figli. Noi (mi auto-includo nel mondo biondesco dopo un’infanzia dalla pigmentazione scandinava e uno shatush sulla testa fresco d’adozione) invece siamo oche giulive e non sappiamo fare due più due. Chiaro come l’acqua. Ci gioco il collo che sia stato un uomo a coniare questo detto. Magari uno che con una bionda c’è uscito una sera e poi lei non gliel’ha data. Adesso sei una zoccola, allora eri una scema. Come si suol dire, tempi che vanno…abitudini che restano.

Comunque state attenti, uomini, perché rischiate grosso. Voi non potete ridurre tutto il calvario di una donna e i suoi capelli ad un proverbio. <<Ti sei fatta rossaaa? Rusa de cavei, golosa de üsei!>>. No. No perché quello che voi definite “rosso” è in realtà un mogano ramato con una punta di castano dorato e una spruzzata di moka. Quello è il risultato di otto ore di seduta dal parrucchiere, di cui sei di posa-colore e due di piega. Quello è ciò che ci ha tramortito il conto corrente e che ci farà comprare i cereali tarocchi che si sciolgono subito, anche nel latte freddo.

E lo stesso vale per le bionde. Quando vedete una bionda, a meno che non siate a Vipiteno o abbiate a che fare con un’albina, non è mai solo bionda. È una base naturale calda con riflessi topazio e cristallo senza ammoniaca, dalla stesura omogenea con la tecnica di Coppola per un effetto “baciata dal sole di Finale Ligure”, il tutto completato da una maschera neutra all’henné per illuminare l’illuminabile.

Ma c’è un qualcosa che per voi è ancora di più sottile e difficile comprensione. Lo shatush e annessi, cioè tutte quelle tecniche di colorazione che sembrano dividerci la testa a metà. Lì date il meglio di voi stessi. Incapaci di trovare la barzelletta adeguata per questa ibridazione di biondo/moro, puntate sul simpatico-spontaneo e ci chiedete da quanto tempo non andiamo dal parrucchiere. Che ci provoca più o meno lo stesso fastidio di quando alludete ad una potenziale gravidanza ammiccando alla nostra pancetta rilassata.

Vi prego, ve lo chiedo in ginocchio. Tacete. Noi non ci intromettiamo –quasi mai, per lo meno- nelle vostre faccende. Noi non facciamo parallelismi tra dimensioni del pene e colore di capelli. O se li facciamo non ve li diciamo. Quindi perché, invece di offenderci simpaticamente non ci fate i complimenti? Chissà mai che non ve la daremmo un po’ di più.

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