Creme & Co.

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immagine trovata su Google

Il mio fidanzato, quando ha smesso di fumare, ha messo via abbastanza soldi per farsi un viaggino alle Maldive. Se avessi messo nel salvadanaio tutto quello che invece io ho investito in creme anti-cellulite e prodotti drenanti di ogni forma e dimensione, alle Maldive ci vivrei. E, per grazia di Dio, non sono ancora alla fase rughe, anche se moltissima gente che ho incontrato nelle varie sedute di cerette, lampade e compagnia bella ha sempre sostenuto che dovevo cominciare ad impastarmi la faccia con una quindicina di creme già molto tempo fa, perché “prevenire è meglio…”.

Prevenire sarà anche meglio, non lo metto in dubbio. Ma parliamo dei costi? Non so in base a quale formula matematica applichino i prezzi, fatto sta che la costante universale fissa sembra essere che più il barattolo è piccolo, più costa. Il più delle volte te ne accorgi quando sei a casa e ormai non puoi più farci niente. Apri la confezione, speranzosa perché con un prodotto che costa così tanto i risultati non possono non arrivare, e ti accorgi che, fondamentalmente, hai speso settantacinque euro per un vasetto di vetro delle dimensioni di una macina Mulino Bianco, con dentro mezzo dito di crema. E ti senti la peggiore delle imbecilli, soprattutto quando sul bugiardino c’è scritto a caratteri cubitali che ne basta una punta. Grazie, non ci eravamo mica arrivate.

Poi, comunque, secondo i giornali di moda e compagnia bella…dovremmo passare più o meno il 90% del nostro tempo a spalmarci di creme, cremine e cremette in ogni dove sul nostro corpo. Perché non ne basta mica una, care mie. Per la faccia ce ne sono almeno otto. Poi c’è quella per la tonicità del seno latente, quella per il gluteo cascante, la crema per assottigliare il girovita che -badate!- è diversissima dalla crema pancia piatta…da non confondere assolutamente e per nessun motivo con quella fianchi e cosce!

Alcune, quando le compri, hanno dentro il foglietto illustrativo che, in sintesi, ti dice che quella crema che hai appena acquistato e ti sei svenata per farlo, da sola fondamentalmente non vale un tubo e per farti diventare la Belen di Pianello Val Tidone ha bisogno dell’aiuto di quell’altra della stessa marca, per via di un qualche tipo di azione combinata di elementi super tattici che risolveranno sicuramente il tuo problema. Altre mettono le mani avanti e ti dicono che i risultati cambiano a seconda della persona. Come per dire: credici ma non crederci neanche troppo, comunque se t’ingozzi di Nutella puoi sempre dire che è stata colpa della crema che su di te non ha funzionato. Altre ancora ti promettono miracoli nel giro di una notte, della serie vai a letto Sharpei e ti svegli statua di cera fresca di produzione.

Ma le migliori sono e saranno sempre quelle per la nostra più acerrima nemica, la cellulite. Ce ne sono di ogni sorta, genere e qualità, diurne e notturne, da mare e da montagna, per l’inverno e per l’estate, per le eclissi lunari e solari, per la flora e la fauna, la taiga e la tundra. Tuttavia, quelli che preferisco sono i fanghi. Li ho fatti un paio di volte in vita mia e l’unico risultato è stato che il mio bagno sembrava reduce da una frana di melma. Senza contare, poi, il dramma del “E adesso cosa faccio?”. Cosa fate, voi, quando vi fate i fanghi? Condividete il vostro segreto, così magari non finisco per l’ennesima volta in bilico sulla tazza del water a fissare un punto nel vuoto, al freddo, contando i minuti che mi separano dalla decellophanizzazione.

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