Sento odore di REGALANDO…

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immagine trovata su Google

Tra poco compie gli anni la mia dolce metà. La cosa mi rende felicerrima, non lo nego. Io impazzo per i compleanni…soprattutto per la parte in cui passo otto mesi a scervellarmi sul potenziale regalo per la persona che, oltre ad avere più o meno tutto, gli va bene tutto, incondizionatamente, come l’amore di Maria per Gesù. 

Come si fa a farsi andare bene tutto? Io ci faccio caso a quello che mi regalano. Lo noto se, al posto dello smalto, mi regalano un set per decoupage o un valigino pieno di cacciaviti. E dopo averlo notato m’incazzo pure, perché i cacciaviti non li uso e del decupaggio non me ne è mai fregato una ciufola. Il regalo va pensato bene, in rapporto alla persona! Se si fa così, alla carlona, non ci sta. 

Poi il mio fidanzato mi piace perché dopo estenuanti tira-e-molla, ricatti e minacce varie ed eventuali…pronuncia la fatidica frase che ormai dura da due anni secchi: <<Se vuoi farmi felice, regalami un trapano!>>.

Considerato che i regali comprati in presenza del ricevente li trovo blasfemi e quelli già noti senza senso…mi immagino da sola, in una corsia dell’Obi, a scegliere quel trapano che, tra i centodue esposti, possa fare la differenza e scatenare il famigerato Fattore-Wow che ogni regalo con i controcazzi dovrebbe avere. Panico. E dopo il panico, l’infinita desolazione. Per mio padre invece è molto più semplice. Lui, ai trapani, preferisce le calze. Inutile dire che se per ogni occasione l’avessi ascoltato, a quest’ora gestirei il più largo traffico di calzini da uomo dell’Emilia Romagna. 

Quindi, una volta constatato che i loro consigli sono utili come il prezzemolo nel risotto, ci trasformiamo in profiler tipo Criminal Minds. Diventiamo subdole investigatrici attente ad ogni dettaglio e ad ogni frase che potrebbe rivelarsi utile, inventiamo tranelli che neanche Basil l’Investigatopo…finché non riusciamo a capire -finalmente- su quale regalo orientarci. Poi squilla il cellulare, rispondiamo e: <<Amore, sai cosa mi sono appena comprato???>>.

Cosa succede dopo? Preghiamo la Vergine, affinché ci tenga lontane dalla cucina e, quindi, dai coltelli per il pesce. Poi ci armiamo di santa pazienza e andiamo alla ricerca del regalo perduto, finendo col comprare, per disperazione, il tipico regalo maschile che il maschio in questione, per principio o per natura, non userà mai: una cravatta a righe, la scatola della profumeria con quarantadue prodotti per la cura del corpo, tutti della medesima fragranza, mutande con disegno paccocentrico…il maglioncino scollo a “V” che sta bene con tutto. La polo nera da fascista della Lotto. 

Oppure c’è un’altra soluzione. Più bastarda ma che dà un milionissimo di soddisfazioni. Comprargli qualcosa per la casa che, oltre a dare un po’ di gusto alla caverna del maschio, vada pian pianino a marcare quel territorio che, un domani, sarà di nostro dominio. Della serie oggi una tovaglia, domani le pareti del bagno…rosa confetto, magari con con rifiniture panna e asciugamani a pois, rigorosamente di cotone egiziano. Purissimo. 

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