“Coito di una notte di mezza estate”

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Francesco Tullio-Altan

Amici, l’ora è giunta. Della merenda? No. Di sfatare miti e leggende. Quante volte ci è capitato di guardare un film o una fiction incappando nella tanto agognata notte d’amore tra i protagonisti? Sempre. Gli sguardi sbarluccicano, gli ormoni planano e per tre quarti d’ora li vedi copulare. Bravi. Realistici soprattutto. Sì perché la realtà, almeno per i comuni cristiani, è proprio uguale. PRECISA IDENTICA. Avete mai provato a giocare a “trova le differenze” tra una lambada by 20th Century Fox e una made at home?

Punto primo, la situazione. Nei film sono le più disparate, che abbinate all’abbigliamento li fanno partire avvantaggiati. Pigi un tasto del telecomando e ti trovi una nespola più tonica del marmo che, nel beato dolce far niente in quel di casa sua, è vestita da stragnocca. Oppure un bovide che a prescindere dal mese dell’anno ti apre la porta a petto nudo, con pettorale a vista e madido di olio di cocco. Ora, vorrei suonare il campanello di una persona a caso alle nove di sera e vedere chi mi apre. Così, per curiosità. Non so voi, ma se suonate il mio mi trovate col pigiama e un nido in testa. Ma non il pigiama figo, di seta con gli orli merlettati…no. Quello che dopo un lavaggio ti si accorcia e, contemporaneamente, ti si slarga, che sembri una via di mezzo tra una scatola di fusilli e un pescatore di vongole.

Punto secondo, l’approccio. Loro, i divi, son capaci di parlare del tartufo bianco dei colli del Monferrato e dopo un attimo si zompano addosso con tutta la passion di questo Mondo. Per noi diavoli la solfa cambia. I più implusivi danno il via alle danze pigiando una tetta come il pulsante di un qualsivoglia gioco a premi. Squeeze. Poi ci sono quelli che introducono l’argomento mentre sfogliano il calendario, ponendo l’ipotetica data del da farsi tra quella di scadenza dell’assicurazione sulla vita e il giorno del pagamento dell’IMU. I romantici non mancano, comunque. Spaziano dalle candele tossiche by China ai petali rossi strappati dai tre gerani che hanno sul balcone, passando per i bagni al profumo di Felce Azzurra o, se va bene, di Badedas al ginepro.

Terzo epocale neo è lo sviluppo. Non importa che Mr. Bond abbia passato la giornata a saltare da treni in corsa piuttosto che farsi impallinare dal nemico di turno. Pace e bene se la Charlize, la Penelope o la Cameron abbiano trascorso millemila ore all’insegna dell’azione tra Bangkok e Dubai. I vipsss, quando cominciano, ciao. E mica step-by-step. No. Vanno ad oltranza come le Duracell Powermat, con tanto di evoluzioni in stile Cirque du Soleil. Vi dico solo che a me basta una giornata a Milano per sentirmi demolita nell’animo e nel corpo. Scendo dalla metro e ho lo sguardo assente. Vacillo sui binari come un’anima in pena, per poi collassare a bocca aperta sul primo sedile vuoto. E se non c’è, ad angolo ottuso con la testa contro la parete del treno. Poi vorrei capire perché la loro figheria è direttamente proporzionale al lerciume che hanno addosso. Perché l’attrice-X tutta incrostata di rudo è sexy e appetibile e al mio fidanzato basta una mia capatina in stazione per mettermi a bagno nella candeggina, neanche delicata, tra l’altro? A meno che loro non abbiano il sudore aromatizzato. La Kunis ce l’ha al bergamotto, la Megan Fox alla cannella e Jessica Alba ai fiori di loto.

Quarto handicap, è la fine dei giochi. The end of games. Romantica ed emozionante VS Vado a lavare i piatti, che se si secca il sugo poi chi li scrosta più. Memorabile con musica soft VS Germano Mosconi buon’anima che, nei noti remix di Youtube, bestemmia perché le porte sbattono. Parole d’amore e frasi ad effetto VS Abbiocco col rigolo di bava che fa la poccia sul cuscino. Corpi nudi avvinghiati nella penombra come anaconde in amore VS Afflato del condizionatore che ti blocca la cervicale e ti intirizzisce anche i capelli.

Per forza che poi c’illudiamo e prendiamo le sacagnate sui denti quando la realtà non ricorda neanche lontanamente il grande schermo. La verità è che siamo stati cresciuti nella menzogna. Dai cartoni Disney fino alle fiction della Rai.

Amici produttori, sceneggiatori, costumisti e chi più ne ha più ne metta. Mi fate il sacrosanto piacere di smetterla? Non dico per sempre, per carità. È ammirevole che vogliate farci sognare eccetera eccetera. Però, una tantum, potete fare qualcosa di più…normale? Qualcosa in cui poterci riconoscere. Ci piacerebbe un sacco vedere Brad che rifiuta il coito con un rutto perché la polenta col cinghiale gli è rimasta sullo stomaco o Halle Berry che ha mal di collo perché piove e quindi <<…per stasera passo, Amore!>>. Grazie.

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