Cosa non fare assolutamente, per nessun motivo al mondo, nel primo semestre d’Amore (per Lui)

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Innamorati di Peynet
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Siete felici perché innamorati e, soprattutto, corrisposti? Finalmente vi svegliate col sorriso al posto della solita espressione da mulo represso? Un barlume di speranza ha fatto breccia nei vostri cuori da lupi solitari? State leggendo queste righe con il tono di Giorgio Mastrota in una delle sue televendite?! Se la risposta, almeno alle prime tre domande, è …è il caso di saltare la parte delle congratulazioni e passare direttamente al “cosa non fare…” per distruggere mesi di tachicardie, tempo speso aspettando risposte ai vostri messaggi e quintalate di pazienza di cui i vostri amici (e amiche) si sono armati per sopportarvi e sposare la vostra causa.

 

  1. Farle lavare la biancheria intima, in particolar modo quella bianca;

  2. Chiederle di dividere il conto del cinema, del pedaggio dell’autostrada per la gita a Poggibonsi e dell’offerta all’ingresso della chiesa di San Cicciopallo;

  3. Avere l’elogio della mamma o l’invettiva contro la ex come unico argomento di conversazione;

  4. Annusare in sua presenza i calzini di spugna bucati sull’alluce dopo sette ore di corsa sotto il sole d’Agosto;

  5. Elogiare l’olezzo dei sovra citati calzini invitandola ad esprimere un suo personale parere;

  6. Spulciarsi l’ombelico alla ricerca del Pelucco Perduto;

  7. Ciucciarsi l’indice, dopo cena, per poi raccogliere le briciole del panino cadute sul tavolo, soprattutto se su quel tavolo ci ha desinato mezza Milano;

  8. Confondere i propri mignoli per speleologi professionisti ad ogni prurito della tromba d’Eustachio;

  9. Dare segni di alcolismo ad ogni occasione utile, colazione e merenda in spiaggia comprese;

  10. Piegare meticolosamente mutande e calzini al momento della svestizione, finendo puntualmente col ritardare l’amplesso;

  11. Elogiare la potenza di rutti e flatulenze, soprattutto se in pubblico e/o in presenza di amici e/o familiari che la neo-lei ha incontrato per la prima volta in quell’occasione;

  12. Farle notare che oggi le sue occhiaie sono particolarmente visibili, così come quel brufolo sulla punta del naso… ;

  13. Fare il bisogno-quello grande in sua presenza come segno di trovarsi completamente a proprio agio con lei;

  14. Analizzare insieme a lei con la meticolosità di un agente di CSI il filo interdentale dopo una cena a base di carne alla griglia e patate all’aglio;

  15. Pretendere il bacio passionale alle sei del mattino;

  16. Gioire del rumore del tronchesino ad ogni potatura di unghie, mostrando con orgoglio la maestosità di quella dell’alluce;

  17. Fare sondaggi modello ISTAT sulle proprie abilità di baciatore e/o amatore;

  18. Dare un voto alle sue abilità di baciatrice e/o amatrice;

  19. Confessare che quel gattino che tanto adora è in realtà un cimelio dell’ex fidanzata storica;

  20. Avere la sovra citata ex fidanzata storica nella top-five dei migliori amici.

Questo è quanto, anche se la lista è lunga e lo spazio è poco. Per questo chiedo a voi, amici lettori, di commentare se avete qualcosa da aggiungere: ogni parola, opera e omissione è più che bene accetta!

The Ballad of the Oblivious Bridegroom- la Ballata dello Sposo Ignaro

C’era una volta in un paese lontano

un giovane uomo il cui nome era Bruno.

Bruno era bello, giovane e ardito,

da calcio e tv un poco stordito;

Per questo però non era meno presente

o meno invaghito della tenera amante!

Il suo Amore dai folti capelli ramati, aveva morbidi fianchi e seni abbronzati,

gambe divine, mani da fata, di lei fu da subito il più innamorato!

Però lei non viveva senza il suo Lui,

perciò tutto il tempo ella prese a costui!

Niente più amici, feste o serate

per Bruno oramai solo notti appartate.

Ma a lui non piaceva tutta quella clausura,

la solitudine, anzi, gli faceva un poco paura!

Così glielo disse (e sembrò lei capire…)

senza saper del funesto Avvenire.

Lei, coi lavori, era già avanti da un pezzo,

del tutto incurante dell’ignaro ragazzo…

Di fiori e candele ne aveva presi a milioni,

per pizzi e merletti commesso aggressioni!

Gli inviti spediti e comprato l’abbiglio,

La chiesa e il castello arraffati per Luglio.

Scelto l’anello e ormai messo il guinzaglio…

or quel che mancava era solo il <<LO VOGLIO!>>.

Ma lo sposo che dice? Ne sappiamo il parere?

Lo fa per dovere oppur per piacere?

Purtroppo per noi non vi son dati alcuni

su quello che pensano i poveri “Bruni”…

Ignaro di tutto è infatti spesso lo Sposo,

felice, contento e per nulla smansioso!

La Sposa sa sempre invece quello che vuole:

marito, dimora e una vastissssssima prole!

Dedicato a tutti gli sposi che ancora non sanno

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“Coito di una notte di mezza estate”

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Francesco Tullio-Altan

Amici, l’ora è giunta. Della merenda? No. Di sfatare miti e leggende. Quante volte ci è capitato di guardare un film o una fiction incappando nella tanto agognata notte d’amore tra i protagonisti? Sempre. Gli sguardi sbarluccicano, gli ormoni planano e per tre quarti d’ora li vedi copulare. Bravi. Realistici soprattutto. Sì perché la realtà, almeno per i comuni cristiani, è proprio uguale. PRECISA IDENTICA. Avete mai provato a giocare a “trova le differenze” tra una lambada by 20th Century Fox e una made at home?

Punto primo, la situazione. Nei film sono le più disparate, che abbinate all’abbigliamento li fanno partire avvantaggiati. Pigi un tasto del telecomando e ti trovi una nespola più tonica del marmo che, nel beato dolce far niente in quel di casa sua, è vestita da stragnocca. Oppure un bovide che a prescindere dal mese dell’anno ti apre la porta a petto nudo, con pettorale a vista e madido di olio di cocco. Ora, vorrei suonare il campanello di una persona a caso alle nove di sera e vedere chi mi apre. Così, per curiosità. Non so voi, ma se suonate il mio mi trovate col pigiama e un nido in testa. Ma non il pigiama figo, di seta con gli orli merlettati…no. Quello che dopo un lavaggio ti si accorcia e, contemporaneamente, ti si slarga, che sembri una via di mezzo tra una scatola di fusilli e un pescatore di vongole.

Punto secondo, l’approccio. Loro, i divi, son capaci di parlare del tartufo bianco dei colli del Monferrato e dopo un attimo si zompano addosso con tutta la passion di questo Mondo. Per noi diavoli la solfa cambia. I più implusivi danno il via alle danze pigiando una tetta come il pulsante di un qualsivoglia gioco a premi. Squeeze. Poi ci sono quelli che introducono l’argomento mentre sfogliano il calendario, ponendo l’ipotetica data del da farsi tra quella di scadenza dell’assicurazione sulla vita e il giorno del pagamento dell’IMU. I romantici non mancano, comunque. Spaziano dalle candele tossiche by China ai petali rossi strappati dai tre gerani che hanno sul balcone, passando per i bagni al profumo di Felce Azzurra o, se va bene, di Badedas al ginepro.

Terzo epocale neo è lo sviluppo. Non importa che Mr. Bond abbia passato la giornata a saltare da treni in corsa piuttosto che farsi impallinare dal nemico di turno. Pace e bene se la Charlize, la Penelope o la Cameron abbiano trascorso millemila ore all’insegna dell’azione tra Bangkok e Dubai. I vipsss, quando cominciano, ciao. E mica step-by-step. No. Vanno ad oltranza come le Duracell Powermat, con tanto di evoluzioni in stile Cirque du Soleil. Vi dico solo che a me basta una giornata a Milano per sentirmi demolita nell’animo e nel corpo. Scendo dalla metro e ho lo sguardo assente. Vacillo sui binari come un’anima in pena, per poi collassare a bocca aperta sul primo sedile vuoto. E se non c’è, ad angolo ottuso con la testa contro la parete del treno. Poi vorrei capire perché la loro figheria è direttamente proporzionale al lerciume che hanno addosso. Perché l’attrice-X tutta incrostata di rudo è sexy e appetibile e al mio fidanzato basta una mia capatina in stazione per mettermi a bagno nella candeggina, neanche delicata, tra l’altro? A meno che loro non abbiano il sudore aromatizzato. La Kunis ce l’ha al bergamotto, la Megan Fox alla cannella e Jessica Alba ai fiori di loto.

Quarto handicap, è la fine dei giochi. The end of games. Romantica ed emozionante VS Vado a lavare i piatti, che se si secca il sugo poi chi li scrosta più. Memorabile con musica soft VS Germano Mosconi buon’anima che, nei noti remix di Youtube, bestemmia perché le porte sbattono. Parole d’amore e frasi ad effetto VS Abbiocco col rigolo di bava che fa la poccia sul cuscino. Corpi nudi avvinghiati nella penombra come anaconde in amore VS Afflato del condizionatore che ti blocca la cervicale e ti intirizzisce anche i capelli.

Per forza che poi c’illudiamo e prendiamo le sacagnate sui denti quando la realtà non ricorda neanche lontanamente il grande schermo. La verità è che siamo stati cresciuti nella menzogna. Dai cartoni Disney fino alle fiction della Rai.

Amici produttori, sceneggiatori, costumisti e chi più ne ha più ne metta. Mi fate il sacrosanto piacere di smetterla? Non dico per sempre, per carità. È ammirevole che vogliate farci sognare eccetera eccetera. Però, una tantum, potete fare qualcosa di più…normale? Qualcosa in cui poterci riconoscere. Ci piacerebbe un sacco vedere Brad che rifiuta il coito con un rutto perché la polenta col cinghiale gli è rimasta sullo stomaco o Halle Berry che ha mal di collo perché piove e quindi <<…per stasera passo, Amore!>>. Grazie.

…E vissero tutti fidanzati e contenti!

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Più della borchia e dell’animalier, dello shatush e dell’Oakley Frogskin…la tendenza più tendenza in assoluto, in particolar modo della primavera, è -ma in fondo è sempre stata- quella del…fidanzamento.

Confessate. Chi non ha mai desiderato la storia d’amore perfetta? Chi di voi, Paperini e Paperine, ha gioito dei momenti di solitudine professando il più efferato culto del libertinismo? Ciascuno di noi, almeno un trilione di volte nella vita, ha desiderato a voce alta o col pensiero di avere al proprio fianco la dolce metà.

Ci si nota, ci si punta e ci si fidanza, unico scopo…una vita di coppia modello albatros. Ma vediamo nel dettaglio le varie tipologie e a ciascuno…la sua!

 

  1. Fidanzamento lento

    È il più lungo, nonché il più estenuante. Chi è propenso a tale tipo di engagement per ogni potenziale decisione tira alle calende greche: valia il valiabile stilando infinite liste pro-contro, cercando sempre il pelo nell’uovo e finendo così col fare, ad ogni passo avanti, centodue passi indietro. Li si può accusare di tutto fuorché di impulsività, comunquesia…se non volete sposarvi a ottant’anni pregate di non innamorarvi mai di un individuo di tale gruppo;

 

  1. Fidanzamento lampo

    Contrariamente ai primi, gli amateurs di tale genere non pensano. Agiscono mossi dal primordiale impulso. Li conosci alla sagra del Tortello e il giorno dopo sei su una spiaggia di Honolulu con la fede al dito e una collana di noci di cocco al collo. È ancora da discutere se considerare i Fidanzamenti lampo tra i più romantici in assoluto per il loro vivere in funzione di Emozione, Istinto e Passione o etichettarli come “missioni kamikaze”;

  2. Fidanzamento d’obbligo

    Tanto triste quanto diffuso, è l’ancora di salvezza di molti, troppi sciagurati. Single è brutto? Il tuo Grande Amore non ti caga e/o ti ha appena lasciato? Vuoi dimostrare che non sei uno scorfano e anche tu fai parte del meraviglioso mondo delle Coppie Felici? Niente paura, su Facebook o Badoo, tra gli amici o tra i nemici, qualcuno disposto ad immolarsi sull’Ara Fidanzamentis lo si trova sempre. Più longeve dei cactus Saguaro del deserto, queste storie sono destinate a trasformarsi da minestra congelata a compagnia affettuosa, non troppo diversa da quella tra la vecchina del terzo piano e Titty, il vetusto cagnolino dall’anca sghemba. Dio li salvi, povere anime;

  3. Fidanzamento in leasing

    Sono propri di quelle persone che si lasciano aperte svariate possibilità. Frequentano tutti e nessuno: ne tengono uno per un po’, dopodiché lo portano in concessionaria e lo sostituiscono con un altro. Se sono particolarmente carogne al leasing prediligono il combo: se il fidanzato non è proprio da buttare lo si tiene lì, in un cantuccio, per godere dei suoi lati positivi e usarlo come tappabuchi, tipo gli occhiali da vista con le lenti rigate che retrocedono di grado passando da “occhiali belli” a “occhiali da casa“. Per tutto il resto ci sono gli amanti. E le Mastercard degli amanti.

 

Come possiamo notare l’approccio è diverso ma il fine è lo stesso: l’Amore. L’Amore vero che scalda il cuore e l’Amore di facciata, che fa sentire (e sembrare) meno soli, a prescindere dal mal accompagnatore. La cosa che conta, in un caso o nell’altro, nel bene e nel male, è che vivano tutti fidanzati e contenti…lontano da biscotti, coperte scozzesi e Bambi come unico antidepressivo.

 

Ciao, sono bello?

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Degli abbordaggi improbabili degli uomini non ne possiamo più. Certi tipi di approcci potranno andare bene con le sedicenni sgallettate che guardano Uomini&Donne, ma cari omini mettetevi in testa che non tutti gli esseri femminili rimangono all’età cerebrale di quando il Cioè era d’obbligo insieme alle figurine dei Backstreet Boys, per la gioia degli edicolanti davanti alle scuole. Il mio c’avrà fatto i milioni, ma poi si cambia. E meno male.

Punto primo: non è che una donna, perchè ha la vagina, deve passare le giornate a cercare di capire a chi darla, come e quante volte la settimana. Non funziona così. La nostra ciccia per alcune di noi è anche importante e non abbiamo nessuna intenzione di concederla ad elementi allucinanti che si incontrano nei pub o nei locali il Venerdì sera. Soprattutto se questi elementi portano gli occhiali da sole alle undici di sera. Si, succede anche questo. Per non parlare delle valangate di dopo barba che non riescono nel loro intento di camuffare odori nauseanti provenienti dalle loro ascelle, e spero solo da quelle. Cercare di concludere ed accantonare l’igiene intima, non è mai un’arma vincente, ricordatevelo.

Punto secondo, smettetela maschietti cari, con le vostre fantastiche perle “le donne chi le capisce è bravo!” o “tanto son tutte uguali!”. Non permettete a ciò che custudite ben poco gelosamente nelle vostre mutande di offuscarvi il cervello! La storia è facile. Esistono solo due tipologie di donna: chi ama darla e chi no. Sono le motivazioni che possono essere le più svariate. Sta a voi capire cosa o chi volete nella vita e cominciare a comprendere le cose basilari, ovvero: se una ragazza non è una suorina non vuol dire necessariamente che vuole sbirciarvi nei boxer. Molto probabilmente è solo una ragazza educata e socievole che vi permette di parlare con lei, chiudendo cento occhi sui vostri atteggiamenti maldestri ed invadenti. E se una vi parla anche se avete gli occhiali da sole di notte senza cercare di farvi capire che non fa figo ma solo un’infinita tristezza, prendete e portate a casa. Più di così non potete avere!

È anche vero che il problema di essere confuse per donzelle belle arzille con molti meno limiti morali è stato creato proprio da quest’ultime. Perchè son tante. Ne è pieno il mondo! E di conseguenza i maschietti si sentono in dovere di fare di tutta un’erba un fascio. Sei carina? La tua cellulite non arriva ancora ai gomiti ma per adesso è ben localizzata? Ti lavi? Sei la perfetta vittima di abbordaggi molesti e di cattivo gusto!

Infine, ragazzi miei, non chiedete mai se siete belli ad una ragazza nei primi due minuti di conversazione (neanche dopo un millennio), potrebbe finir male. Per voi. Anzi, non fatelo mai.

Un epocale fail, comunque, è e rimarrà per sempre il mandare un’amico a bollare la tipa che vi piace: <<Scusa, il mio amico là, ti ha vista e vorrebbe sapere se ti va di sederti al nostro tavolo!>>. Consiglio spassionato a tutte le ragazze che stanno leggendo: lanciate una granata -vi consiglio di tenerne sempre una in borsetta accanto al rossetto- al loro tavolo e continuate a sorseggiare il vostro cocktail.

Decalogo per un discreto primo appuntamento (per Lei)

Amiche…la dura reatà è che non sono sempre e solo i nostri Gladiatori a combinare disastri. Purtroppo spesso accade che anche noi dolci pulzelle perdiamo per strada il lume della ragione, arrivando a tagliarci le gambe dopo la prima uscita precludendoci a priori l’agoniato Amore. Dopo il Decalogo per lui, ecco i Dieci Comandamenti…per lei!

 

  1. Ricordarsi sempre e comunque che un invito a bere una birra non è e non sarà mai una proposta di matrimonio. Una volta confermata l’uscita, datemi retta, non pensate subito a case bianche con steccato, torte di albicocca sulla finestra e labrador che giocano gioisi con un nugolo di bambini in giardino;

  2. Donna baffuta…non piace. Donna pelosa, idem. Il pelo superfluo lasciatelo all’amico Fufy o alla zia sessantottina figlia dei fiori;

  3. Scegliere sempre l’outfit in base al luogo dell’incontro. Il tacco quindecim alla Festa del Prataiolo tenuta nel campo appena arato dell’oratorio di Ziano Piacentino forse non è la scelta più azzeccata;

  4. Pensare prima di parlare, valiando molto attentamente gli argomenti da trattare. È vietato parlare di: ex fidanzati e/o amori platonici irraggiungibili, avventure sessuali dai dodici anni ad oggi, impellente necessità di matrimonio e/o maternità; assolutamente vietato è parlare: di problemi intestinali e/o mestruali, malattie imbarazzanti e qualsiasi cosa riguardi il lato oscuro del corpo umano;

  5. Se si creano silenzi imbarazzanti, non cercare di colmarli con la logorrea coatta e monologhi infiniti. Provate ad introdurre argomenti che lo inducano a partecipare…se però dovete cavargli le parole di bocca, mandatelo a quel paese. I muli lasciamoli agli Alpini;

  6. Sfatare il mito che lo snob piace. Basta ispirarci ai telefilm della Fox e ai programmi di Real Time che ci dicono che al maschio piace stronza. Al maschio non piace stronza, tantomeno vittima della società. La donna un po’ spartana -il che non vuol dire rutto libero e stuzzicadenti in bocca- piace;

  7. Fare sempre una pausa pipì per controllare la situazione make-up. Il rossetto sui denti o spalmato sulla faccia è tutto fuorché sensuale, così come gli alberi da frutto e i rametti di rosmarino incastrati nei denti;

  8. Sfatare il mito che il lanciargliela a mo’ di freesbee al primo appuntamento incrementi il desiderio e l’interesse;

  9. Vedi punto 1. Mai congedarsi come se fosse il primo giorno di una bellissima storia d’amore sempreverde destinata a durare come i pini silvestri;

  10. Lo stalking post-primo appuntamento è il biglietto di sola andata per il meraviglioso Paese di Vaffanciao. Se lui non si fa sentire o non vi richiede di uscire, salutatelo e augurategli una buona vita. Ricordate sempre che il mare è pieno di pesci, basta solo lanciare l’amo e non scoraggiarsi.

Ecco qui concluse le Tavole della Potenziale Seconda Opportunità, il prontuario Lui-Lei per chi non punta alla perfezione hollywoodiana ma alla sopravvivenza dando, come si suol dire, un colpo al cerchio e uno alla botte, evitanto la tragedia e racimolare la tanto agoniata seconda chance.

In caso di insuccesso tenete sempre a mente che alcolici, biscotti e gelato non sono i nostri unici alleati, state lontani da tatuatori e parrucchieri ma, soprattutto, fate del punto 10 il vostro mantra, la preghiera del mattino, della sera e della merenda…

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No grazie, do solo un’ occhiata! – Parte 2

 

Eccoci arrivati alla seconda parte della lista dei vari tipi di personalità che che decidono di entrare (per fortuna) in un negozio.

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Anime Gemelle Le anime gemelle sono i clienti che qualsiasi titolare, dipendente, aiutante vorrebbe incontrare, perché sono quelle persone che alleviano il peso del lavoro, in quanto si rivelano in perfetta sintonia con chi hanno davanti. Scatta un po’ un colpo di fulmine, consigliare la taglia giusta, il capo migliore per la stagione, lo smalto che va di moda questa primavera o il forno ventilato a risparmio energetico più adatto, diventa un chiacchericcio. Dal lei si passa al tu, scatta la stretta di mano con presentazioni annesse, e parte un modo di fare, sia dell’uno che dell’altro, di vera complicità. Succede molto spesso che si diventi amici. L’anima gemella torna spesso, perché si fida e ha trovato un amico. I clienti (amici) migliori che possano esistere! Io ne ho un po’ e la cosa mi scalda il cuore.

 

Sfighelli I clienti sfighelli. Dio ve ne liberi! Personalità indubbiamente particolari e senza una vita sociale che scambiano un punto vendita con personale cordiale per il bar in piazzetta, dove dovrebbero andare con gli amici che però non hanno. Sta tutto lì, non hanno nessuno. E non acquistano mai!Camuffano la loro venuta con esigenze di acquisto, ma è falso, non vogliono nulla, probabilmente non hanno neanche dietro il portafogli, o non lo hanno mai posseduto. Danno vita a scenette ben studiate, si guardano in giro affermando <<oh ecco! Cercavo proprio questo!>> prendono in mano, guardano, ispezionano, ma tutto ciò con un solo fine: farsi chiedere se hanno bisogno di aiuto. Non fatelo mai! Perchè se lo farete loro coglieranno la palla al balzo, e voi avreste preferito ingoiarla quella palla. Iniziano un chiacchericcio senza eguali, ti parlano della mamma, dell’amica/o (immaginario) della passeggiata col cane la Domenica, e poi se ne vanno senza aver sganciato un centesimo e affermando << Comunque quel ferro da stiro mi servirebbe davvero! No, ma mi trattengo. Arrivederci. >>.

E ho detto tutto.

 

Stakers Trattasi di un’altra categoria che è capace di fa uscire il fumo dalle orecchie. Assomigliano agli sfighelli ma hanno un potenziale di disturbo ben più alto, al limite del patologico.

Se non si è in grado di gestirli possono diventare grande elemento di disagio e preoccupazione. Si muovono mischiandosi agli altri, di primo acchitto sembrano persone normali, al massimo giusto un pelino troppo socievoli. Si scoprirà ben presto che non si tratta di socievolezza ma bensì di patologia, per l’appunto. Siate gentili con loro una volta e non ve li scollate più di dosso. Frequenteranno il negozio cinque giorni su sei con la pretesa di avere una conversazione con voi, che solo un’anima gemella potrebbe avere. Si insinuano, sono fastidiosi, spesso chiedono il vostro numero di cellulare (non dateglielo mai!), potrebbero aspettarvi all’orario d’apertura davanti all’entrata, ma cosa ancor più grave e preoccupante, cominceranno a raccontarvi la loro vita. Fidanzati/e del passato, situazioni famigliari, preoccupazioni personali, progetti per il futuro, e tutto questo come se aveste un qualche tipo di rapporto di amicizia. Attenti, non tollerano bene il distacco e vivono male i tentativi di allontanamento. A volte cercano anche contatto fisico. Da gestire con cautela insomma.

 

Ed eccoci arrivati alla fine, ho tenuto da parte la ciliegina. Non si tratta di una vera e propria categoria di clientela, anzi è proprio l’opposto, ma diciamo che a volte è possibile che si spaccino per clienti, aspettando di svelare la loro identità che fa rabbrividire qualsiasi titolare di attività: i rappresentati barra venditori. Ma non i venditori quelli bravi, che fanno bene il loro lavoro e con cui magari collaborate da anni. No. Quelli infami, quelli pedanti, truffaldini, coloro ai quali vorreste tirare acqua santa in faccia per vedere cosa succede.

I venditori che intendo io sono quelli porta a porta, che non si fanno scrupoli ad entrare in ogni negozio appaia nel loro cammino. Voglio venderti per forza un contratto telefonico, o una fornitura di energia elettrica o un’estintore. Parlano parlano parlano perchè vogliono solo stordirti per farti mettere qualche firmetta qua e la. Ti tampinano, ti chiamano dieci volte al giorno, ti cercano su Facebook per aggiungervi ai loro amici. Sono capaci di piazzarsi davanti a voi per mezz’ore intere e non vogliono sentire un no come risposta. Paghi venti euro al mese di bolletta del telefono? Non importa loro ti propongono una tariffa da trentacinque, infiocchettandola così bene da farla sembrare una da dieci. Scappate. Quando li vedete scappate, è l’unico consigli che posso darvi.