L’abc per non farsi mollare (per Lui)

Immagine

Immagine trovata su Google

Amici dal gagliardo pomo d’Adamo. Credevate di scamparla, vero? Ebbene, lasciatemelo dire, BEEEEP. Cazzata. Come si suol dire, ce n’è anche per voi, tesori miei belli. Infatti, se fate l’analisi del periodo il detto non dice “Errare è femminile”. Dice “Errare è umano”. E per umano s’intende “proprio di chiunque”. Partendo da questo presupposto, vediamo i vostri, di abc.

 

 

 

A come “Attenzioni”

Ne abbiamo bisogno, fatevene una ragione. Giratela come volete ma la realtà è questa, fatta e finita. Ma poi io dico, a me non sembra che sia poi così tutta sta gran fatica degnare una persona di uno sguardo o un complimento spontaneo, senza che le cose ve le si cavi dalla bocca con la forca. Come lo so? Forse perché noi, pelidi amici, nelle attenzioni vi ci affoghiamo. Ad esempio, noi notiamo quando andate dal barbiere. Noi ci accorgiamo subito di un vostro cambio di look. Vediamo come siete prima e come siete dopo. Voi no. Certo, c’è da dire che forse per noi è più semplice fare caso ai dettagli. E non perché siamo dotate del sesto senso di Cole Sear, il bambino dell’omonimo film. Semplicemente è che voi avete una naturale predisposizione a non avere cognizione nel fare le cose. Noi, invece, i danni a quanto pare li facciamo solo quando ci date il foglio di via.

B come “Buongusto”

Sfatiamo un mito. L’uomo rude ci piace fino ad un certo punto. E quel certo punto di solito non include le canotte con la bagola di sugo crostificata degli anolini del Natale di tre anni fa, il pigiama come unico indumento contemplato nel week-end e il calzino bianco di spunga con presa d’aria su pollice e tallone. Vedervi in poltrona a mangiare il tonno direttamente dalla scatoletta, con la barba incolta madida di olio e i piedi da fata senza calze inforcati nelle ciabatte di flanella, ad esempio, ci fa passare la poesia. Non ci piace. E non ce ne frega niente se quella sera c’è la partita.Vi pare che basti un prato verde e una palla per giustificare l’aspetto da Gollum e il tanfo di montone?

C come “Certezze”

Cos’è che vi turba, piccoli principi, di una vita di coppia normale? Perché siete così restii alle ufficializzazioni? Forse è il caso di dirlo…noi non mordiamo. E voi non morite se, ogni tanto, ci dite un ti amo in momenti che non siano il coito o la sbronza di San Patrizio. Non è che dovete fare chissà che cosa. Mica pretendiamo molto. Ad esempio, gradiremmo non vedervi colti da spasmi da colite cronica ogni volta che vi parliamo del futuro. Ci farebbe un sacco piacere se non cadeste in preda al rigor mortis ad ogni ti amo che ci esce dalla bocca.Oppure, ancora, ci si allieterebbero gli animi se qualche volta, parlando di scelte di vita, diceste un Noi invece che perenni Io. Io e mia madre. Anche perché siamo le uniche in grado di salvarvi da voi stessi e dallo sfacelo. Rassegnatevi.

Come si può notare ogni rosa ha le sue spine, l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re, quella del vicino è sempre più verde e guardiamo la pagliuzza nell’occhio altrui senza notare la trave nel nostro.Anche se crediamo il contrario, i fidanzati e le fidanzate non ce li scegliamo noi. La realtà è che “capitano”. Ti investono quando meno te lo aspetti, come la tonsillite in primavera che non fai in tempo a sbottonarti la giacca e in un attimo la tua gola diventa un tripudio di placche. Però li amiamo e, cascasse il mondo, non li cambieremmo con nessun altro. Quindi non ci resta che piangere? No, finché abbiamo i nostri abc

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...