HEY HOPE, LET’S POPE!

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immagine trovata su Google

Un Papa argentino ci voleva. Secondo me, modestissimo parere da ignorante in materia, era quel che serviva per dare una botta di vita al Vaticano.

Lo vedi già da subito che è uno che la sa. Poi, vuoi mettere l’accento della Tedeschia con quello latino? Ma non c’è paragone. Appena ha parlato mi si è tolto un peso dal cuore. Per la prima volta, dopo tanto -troppo!- tempo, non mi venivano in mente i lager. Che poi, Ratzi era bravo anche lui eh, per carità. Però non so, c’aveva quel non so che…insomma non mi convinceva.

Non mi ha mai dato, per capirci, quella sensazione di pace e serenità che mi trasmetteva Papa GP II. Che caro, Papa GP. Ve lo ricordate? Un Papa che si arrampica sui bricchi mica lo si vede tutti i giorni. Poi “Ratzi” fa rima con “Nazi”. Che non è bello, se sei un Papa.

Invece Jorge, con la sua cadenza alla Banderas, ti fa venire in mente i Caraibi. Parla e pensi alla Piña Colada. È lì che ti dà la benedizione e t’immagini spiaggiato come un leone marino in quel de La Playa Perla.

Ma poi è proprio una questione di spirito, non c’è niente da fare, i latini hanno una marcia in più. Loro sono gioiosi. Morire se ne ho mai visto uno con le balle girate. Non sono come noi, che quattro giorni su tre abbiamo il grugno e facciamo Malmostoso di cognome. Perché il Nord del Mondo, oggettivamente, un po’ mulo lo è. Ammettiamolo. Facciamo un mea culpa e tagliamo la testa al toro. Ma per forza! Come biasimarci? Chi è felice ad uscire di casa alle sette di mattina con Silent Hill al posto di Cavenago d’Adda? Chi gioisce dopo otto settimane di pioggerella misto gelo con la cervicale che non ti molla un attimo? Papa GP e Nazi Ratzi ci capivano, loro venivano da luoghi angusti, quelli che quando nevica le ciaspole non ti bastano mica e ti tocca prendere la slitta con Balto. Jorge, te lo chiedo così, in amicizia, non è che tra un Angelus e l’altro ti vien la bizza e fai fare un giro di Tango alle suore in Piazza San Pietro?! Mica per altro, è che qui le cose vanno diversamente adesso. Sai, c’è l’Austerity. Bisogna andarci coi piedi di piombo, mica a passo di danza.

Comunque mi sono informata e l’unica cosa che mi preoccupa è che in Argentina le stagioni sono invertite. Ho paura che all’inizio mi patisca, il Papa, un po’ come quelle piante che al primo spiffero di gelo soffrono e per farle riprendere devi trasformare il salotto nella Giungla tropicale, che se appena appena apri la finestra per sbattere lo Swiffer…freddo fuori, caldo dentro…e in casa tua si origina Katrina.

Devo dire che sì, sono contenta. Mi piace, Papito Jorge. Anche se, a onor del vero, me lo immaginavo diverso. Molto diverso. Mi aspettavo un ometto tozzo dalla voce a trombetta, con parlata velocissima rigorosamente in spagnolo. E una briciola di empanadas sul bavero. Scusa, Papa. Però è vero. Mettiti nei miei panni, tu diresti una balla al Papa, il primo giorno di pontificato e dopo l’indulgenza?

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