Hit Mania Girls 2013: speciale Festa della Donna

L’8 Marzo è giunto. Siete pronte, amiche Fritz? Bene, brave. Dovete esserlo per forza, perché è la nostra festa. La festa che celebra noi, soavissime creature, in tutto il nostro splendore. Splendore che, me tapina, talvolta sfocia in orrore. Sì perché, come in ogni cosa che si rispetti, c’è sempre chi non si accontenta e puntualmente –bonjourn finesse– finisce con lo svaccare alla grande.

Così come per St.Valentine’s Day, anche la Festa della Donna offre una variegata quantità di esempi che confermano (o smentiscono) il detto “il Mondo è bello perché è vario”.

Al quarto posto troviamo la categoria de Le Tristissime. Personalmente, quando le vedo, soffro. Terribilmente. Mi viene il groppo in gola. Il magone di quando guardi Bambi sul divano, coi biscotti e la coperta…magari dopo aver preso il foglio di via dal “bello di turno”. Avete presente? Comunquesia. Le Tristissime sono quelle che vogliono a tutti i costi strafare…senza però riuscirci mai. Solitamente si muovono in gruppi gerarchici di tre/ quattro persone: la Capo-Tristissima, al vertice, è solita essere circondata da un entourage di figure che possono essere fedelissime oppure -e lì sono cazzi- vittime inconsapevoli soggiogate da prospettive di serata ai limiti dell’immaginabile. Sì perchè loro, come si suol dire, “te la raccontano su”. Ti ingabolano, come le televendite. Lo schema d’attacco è sempre lo stesso: chiamata, saluto di cortesia, racconto tanto veloce quanto incomprensibile del programma della serata, conclusione con la frase <<Daaaai…sarà divertente!!!>>. Tutto questo con l’entusiasmo di Tonio Cartonio del Fantabosco. Un po’ per educazione, un po’ per stordimento…fatto sta che non fai in tempo a dire bah che ti ritrovi in un locale semi-deserto a bere un’acqua tonica parlando di quanta isteria porti la sindrome pre-mestruale, circondata da un’orda di zitelle infagottate in succinti vestitini di paillettes e calza color daino centodue denari. La joie de vivre, insomma.

Terze classificate sono Le Mosce. Quelle che escono perché devono farlo. Perché l’occasione lo richiede e, se rifiutano, vengono catalogate a vita come muli selvatici. Cominciano a sbuffare come cetacei almeno una settimana prima, automaledicendosi tra uno sbuffo e l’altro per aver accettato spontaneamente l’infausto destino. Poi si lamentano. Con la mamma, con il papà, con il pover’uomo con cui dividono il letto coniugale, con il fruttivendolo, con l’amico, con il postino, col gatto. Sfogano la propria rabbia repressa con chiunque gli capiti a tiro fino a cinque minuti prima dell’agoniata uscita. E puntualmente sono quelle che, quando gli chiedi com’è andata quella serata che predicevano simil apocalisse, quasi un po’ stupite e con il candore di Candy Candy ti rispondono <<Benissimo!!!>>. E lì le prenderesti a padellate in fronte.

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immagine trovata su Google

Seconde per un soffio sono Le Sguinzagliate. La Sguinzagliata-tipo è quasi sempre la detentrice indiscussa del titolo “Fidanzata dell’anno”. Sì perché loro non escono mai da sole, se non c’è il moroso al seguito. Le inviti fuori e, puntali come la Morte, ti lanciano cantilenanti la frase <<Può venire anche il mio amoreeee…eee…e?>>. Poi arriva, inesorabile, l’8 Marzo. Si piazzano davanti ai loro “amori” ed iniziano a decantare con solennità il “Cantico del diritto ad uscire da sole almeno una volta all’anno”. Domanda, qualcuno ve lo ha mai impedito? No perché non credo vi abbiano mai messo il guinzaglio di Bobi, il cane felice, al collo, mie care amiche Monache di Monza. Una volta ottenuto il nullaosta dagli “amori”, partono. Dopo decenni di fine settimana all’insegna del trinomio “pizzino-cinema-nanna”, il luogo d’azione è quasi sempre la discoteca. Magari con tanto di spogliarello by Carmelo, l’uomo senza un pelo. Le vedi e le riconosci subito, solitamente per la tipica espressione flashata che è a metà tra un’overdose di ossigeno e un giro di torta all’anfetamina. Come diceva sempre mio nonno buon’anima, sembrano quei vitelli lasciati liberi al pascolo per la prima volta. Avete presente? Apri i cancelli e via…chi li ferma più?

Al primo, primissimo, posto…regine della classifica mai spodestate…sono loro. Le più amate e odiate nel mondo femminile,Le Cagne. Ci tengo a sottolineare che è uno dei miei termini preferiti. Sì perché oltre ad essere estremamente demotivante nel caso venisse usato come insulto, contemporaneamente descrive alla perfezione quella particolare categoria femminile. Per prima cosa, sono ovunque. Single o fidanzate, il loro scopo è solo uno: collezionare. Acquasantiere della Deagostini? No, uomini. In particolar modo quelli altrui. Non hanno un terreno d’azione prediletto, per il semplice motivo che ogni luogo va bene, sia esso il supermercato, il locale di tendenza o il cimitero. La Cagna per eccellenza è solita cacciare in solitaria, poiché lei e la concorrenza sono come il Diavolo e l’acqua Santa. Se è tollerante, invece, si muove in branco, a patto che le altre femmine rispettino la gerarchia e accontentandosi dei suoi scarti. A onor del vero non so come Nat Geo Wild non ci abbia ancora fatto un documentario. Li senti parlare dell’apparato digerente del colibrì, del rituale d’accoppiamento del limulo…ma sulle Cagne niente. E sì che il materiale abbonda. Ma tornando a noi…anche se sono attive tutto l’anno, è in particolar modo nella sera della FdD che raggiungono il picco massimodella fame. Motivo? Sanno. Sanno che è la sera per eccellenza in cui tutto è concesso. Che se si scolano tre bottiglie di Jagermeister come se fosse l’acqua della sorgente del Piave per poi atteggiarsi da matte nessuno le schifa, anzi. Ad ogni modo, anche se può sembrare il contrario, sono figureutilissime nel circuito delle coppie felici. A cosa servono? A testare la fedeltà coniuale e, soprattutto, a dimostrare che, in questo Mondo rotondo che confini non ha, a non tutti piace “calda”.

Detto ciò. Se nessuna di voi si riconosce in queste categorie, tranquille…ne è rimasta ancora una, fuori Hit e ormai in via di estinzione. Parlo della categoria deLe Moderate. Quando ci sono non le senti, Stanno lì, nel loro spazio di mondo…e non danno fastidio a nessuno, un po’ come il Buon Fabio di Striscia. A me loro piacciono tantissimo perché sono sempre compostissime ma sembra che si divertano un casino. E soprattutto arrivano a fine serata con trucco e parrucco impeccabile, come se, invece della lacca, avessero usato il silicone Saratoga. Mi dite come fate? Condividete con noi i segreti della Sorellanza Moderata?

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