“Il Pezzente dentro”

Se c’è una cosa che non sopporto è spilorceria. I così detti “braccine corte”. E non sto parlando di uomini che non ti pagano la cena o che non si sentono di spendere una volta al mese un centone per farti un regalo che sia un braccialeto, un paio di orecchini o un week end a Parigi. Ci mancherebbe, non ho mai desiderato cose partocolari dalla persona cho ho accanto, per me sono sicuramente più importandi dimostrazioni d’amore che non contemplano il portafogli. Cosa assai rara oggi come oggi!

Parlo di quelli che io comunemente definerei i “pezzenti dentro“, uomini o donne che siano. I pezzenti dentro sono capaci di dar vita a situazioni estremamente imbarazzanti ed inconcepibilmente misere. Per di più sono una razza in continua espansione, e non di certo perchè la crisi si fa sentire ed è appropriato amministrare meglio le proprie finanze. Lo fanno semplicemente perchè la maleducazione impregnata di pezzenteria è dilagante come l’aviaria. Monti, tranquillo questa volta non è solo colpa tua.

Quanto è tremendamente triste andare a mangiare al ristorante o andare a fare un apertitivo con le amiche e, al momento dello sgancio del sordo, sfoderano il cellulare aprendo l’app aggiornata il giorno prima che ti calcola tutto, radici quadrate, limiti e logaritmi compresi? E non parliamo di aperitivi da Mille e una Notte con bottiglie di Merlot da 150 euro l’una. E neanche di cene prelibate preparate da Carlo Cracco, dove magari ognuno è maggiormente propenso a pagare il suo per non dover aprire un mutuo subito dopo la prenotazione. Parliamo di uno spritz e due stuzzichini, thò. Di un succo al mirtillo accompagnato da patatine Amica Chips. Parliamo di una pizza formaggiosa e una birra prese da “Luigi il Lercio“, il paninaro sotto casa. Mi rivolgo a te, pezzente dentro, è così difficile -dal momento che mi conosci da dodici anni e hai condiviso con me i momenti più disparati, dallo scambio d’assorbente alla cresima- dire una volta nella vita <<Tranquilla, ci penso io, tu offri la prossima volta!>> ? Ma così, senza un apparente motivo. Magari perché pensi sia arrivato il momento di sdebitarti dopo tutte le volte che ti ho offerto qualcosa perché pensavo fosse giusto ed educato farlo dal momento che non mostravi accenno a sganciare la tua parte, pienamente consapevole che ti stavi crogiolando nell’idea di aver fatto il colpaccio! O forse, ancora, per tutte le volte che ti ho anticipato l’inanticipabile, vedendomelo restituire -se lo facevi- dopo mesi e mesi, che se ti avessi chiesto gli interessi a quest’ora sarei Bisbeticon de Bisbeticopoli.

Parliamo di quelli che ti rivedono dopo lustri e hanno il coraggio di dirti cose come <<Paghi tu il parcheggio? Sai tiricordi quell’ Ottobre di cinque anni fa, a cena al cinese, che non avevi i due euro di resto da rendermi?>>. E quelli che ti chiedono soldi per la benzina, sentendosi in diritto di farlo perché quel giorno avete passato il pomeriggio assieme e chi guidava era lui con la sua auto? A me è successo, giuro. E neanche una volta sola.

E poi ci sono i pezzenti dentro che si sentono detentori indiscussi del titolo di “Furbo come una faina“, ovvero quelli che con la scusa <<Per stasera paghi tu? Poi te li rendo!>>. Un poi che non vedi mai. Secondo me si sentono i Lupen III del ventunesimo secolo. Queste persone il più delle volte sono le stesse che si vantano tanto -ma proprio tanto- di tutto quello che fanno o che hanno. Non si lasciano mai sfuggire l’occasione di ciarlare a vanvera, gasandosi come galli cedroni in amore perché spendono centinaia di euro per capi d’abbigliamento pacchianamente firmati e accessori fighi di ultima generazione. Ma loro “possono“. Possono soprattutto perché frequentano persone di un certo livello, che solitamente sono quelle che si comprano un iphone 5 con contratto della Blu (ditemi che ve la ricordate, vi prego!) a tre euro e cinquanta al mese per cinquecento miolioni di mesi.

Se facessi un conto anche frettoloso, di tutti -i poi te li rendo – o dei silenzi come se nulla fosse mai successo, io alle terme ci andrei a vivere. Ma non alle terme per comuni mortali, quelle dove ti pocci un po’ e ti si attaccano le sanguisughe addosso, se cammini prendi il fungo e e gli asciugamani puzzano di cantina. Vivrei in quelle fighe frequentate da gente ancora più figa.

A me fanno ridere quando sei tu a chieder loro di mettere la tua parte, quella sera isolata, perchè ti sei scordato il portamonete a casa. Li vedi lontano anni luce che sono molto amareggiati e nello stesso tempo goduriosi all’idea di tenerti in pugno! E capisci di aver ragione quando, nelle successive due ore, non faranno che ripetere <<Sì dai, poi tanto me li rendi la prossima volta>> per unacinquantina di volte, ammiccanti come beoti, perhé il concetto ti entri bene in testa. In fondo anche per noi vittime è godurioso quando succede, perché possiamo gustarci la prossima figura di merda che faranno, aspettando con ansia il momento in cui, con estrema naturalezza, ti inviteranno a bere una cioccolata al bar e, al momento di tirare fuori il portafogli ti diranno la fatidica frase: <<Paghi te vero? Sai, ieri sera..i 3,50…>>.Goduria.

Domanda. Non si vergogneranno?

Immagine

immagine trovata su google

Ma in fondo non importa, a me da molta più soddifazione guardarli e pensare che avranno anche il monogramma di Louis Vuitton marchiato a fuoco sulla fronte o l’iphone incorporato al loro sistema linfatico, però chi se ne esce di scena indecorosamente ogni volta sono proprio loro, i pezzenti dentro. Categoria che peggio non si può.

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