L’estratto conto dovrebbe essere illegale

<<Ciao a tutti, mi chiamo Serena e ho un problema>> un problema che coccola il mio cuore ma svuota il mio portafogli. Ma quanto è bello spendacciare per negozi alla ricerca di qualcosa che ci faccia emettere gridolini di goduria? Si è proprio bello e molto probabilmente lo sapete bene anche voi che mi state leggendo. Può essere estremamente godurioso aggirarsi per negozi toccando tessuti diversi, provando scarpe o accostando borsette al nostro cappotto, davanti allo specchio di un negozio. Accaparrarsi almeno una decina di grucce dall’appeso della parete di Zara e fare poi fatica ad entrare nel camerino. E rimanerci rigorosamente almeno quaranta minuti, creando nelle commesse, che si chiederanno se siamo ancora vive, non poca preoccupazione. Provare, abbinare, accostare. Fantasticare su serate -che non si realizzeranno mai- in cui esibire fiere un paio di decollete borchiate tacco 16, immaginandoci sicure di noi stesse e fighissime come non siamo state mai. Certo, come se un paio di scarpe potessero donarti oltre allo charm e la sicurezza di JLO anche la capacità di accampare falcate credibili. A me di solito donano solo escoriazioni e calli.

Ma fantasticare non fa male a nessuno, il problema è che poi quelle scarpe tacco 16 le acquistiamo. E acquistiamo anche borsette. Maglioni. Camicie. Orecchini. Profumi. Smalti. Portatovaglioli. Parrucche. Portatovaglioli. Smalti. Orecchini. Portatovaglioli. Sedie. Ok, forse abbiamo un problema. Forse HO un problema. Quando la lucidità mentale fa capolino, in quelle rare volte ci rendiamo conto che così non può andare vanti. Ed ecco che parte (soprattutto dopo aver ricevuto l’estratto conto del BancoPosta, che è come ricevere una rastrellata sulla faccia) la ramanzina mentale e per un bel po’ tutto torna nella norma.

Sembra tutto risolto. Riusciamo a sviare pensieri malsani, istinti animali e siamo fiere di noi stesse.

Poi capita che andiamo a spulciare Facebook per andare a vedere le foto risalenti alla scuola media di quell’antipaticona della nostra “amica” per poter malignare su di lei, ci guardardiamo l’ultimo video di Clio Makeup su Youtube per dare un senso ed uno scopo a quella profumeria intera che abbiamo in bagno che chiamiamo trousse, finiamo sul yahoo answer per farci due risate in un momento di sconforto…ed è lì, proprio lì, che ci appare un banner, grosso come una casa, di Zalando che ci pubblicizza sul naso i suoi saldi anticipati di 7 mesi, tutto a partire da 9,99 euro. Ma si, ci clicchiamo su solo per dare un’occhiata, mica compriamo nulla. Le ultime parole famose. In men che non si dica il carrello segna già 13 articoli e un totale di 125 euro. Vabbè dai, stavolta cediamo, ma giuriamo su nostra madre che disattiveremo il nostro account paypal. Ma solo dopo essere andate a sbirciare su Amazon per vedere se le yenkee candle costano meno che sul sito ufficiale. Ventotto euro di candela sono eccessivi, ventisei è già abbordabilissimo.

Inutile dirlo, non taglieremo mai a metà la nostra postepay. Così come non disattiveremo mai l’account Paypal e Amazon sarà sepre nei “preferiti” del nostro browser, c’è poco da fare. Il web può risultare alquanto spietato con coloro che cercano di limitare le spese nei negozi con la speranza di inculcare nel proprio cervello un po’ di buon senso. Un grande e spietato turbine che ci trascina sempre più giù!

Immagine

immagine trovata su google

 

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