“Amore..è finito lo yogurt!”

ImmagineAmmetto di risultare estremamente scontata nel dedicare un post a San Valentino e mi meraviglio di me stessa perchè mi ero ripromessa di non farlo, ma quest’anno va cosi, care le mie Bisbetiche, e mi sento di dover ammettere pubblicamente che io sono una di quelle poverelle che a San Valentino ci tiene. Ecco, l’ho detto.

Sono assolutamente d’accordo sul fatto che sia una ricorrenza totalmente vittima del consumismo (come praticamnte tutte le ricorrenze del nostro Pianeta), che punta ad incrementare le entrate di Interflora e di Perugina…ma a me non fa ssolutamente schifo ricevere un bouquet di rose dal mio innamorato o un’invito a cena fuori, o meglio ancora entrambe le cose! A voi si? Non mi sento presa in giro se lo fa solamente perchè guardando per pura casualità sul calendario del suo cellulare, mentre si segnava l’orario della partita di calcetto, si è accorto che il 14 di Febbraio è imminente. Parto dal presupposto che agli uomini non gliene può importare di meno di San Valentino, poiché solitamente per loro ogni giorno è il nulla cosmico se riguarda anche solo minimamente la loro consorte. Poi esistono delle eccezioni, ma quello è un’altro discorso. E allora che ben venga se un giorno all’anno due fiori in croce te li fanno recapitare a casa, visto che il loro massimo concetto di fiori è la tisana depurativa al gelsomino, da bere dopo cena.

Io San Valentino lo definerei addirittura un salvagente per loro. Consapevoli di non fare mai un tubo per le proprie partner, questa ricorrenza offre loro l’occasione di muovere almeno un dito. Che ne so, preparare una cenetta romantica a casa, anche solo per ringraziarci del fatto che 364 giorni all’anno siamo noi a preparare i loro pasti al ritorno dal lavoro (nonostante il fatto che neanche noi stiamo a casa a pettinare le frange del tappeto). Oppure noleggiare il dvd del nostro film preferito per poterlo guardare insieme o scrivere un bigliettino da lasciare sul frigo che non sia un messaggio per ricordarci che lo yogurt al cocco è finito.

Io ovviamente parlo per quelle della mia categoria, poi mi hanno detto che esistono anche donne il cui compagno sa cosa vuol dire prendersi cura della propria metà, senza darla per scontata. E allora lì San Valentino perde la sua utilità. Ma ben venga!

San Valentino in poche parole è per le sfigate, c’è poco da fare. Per noi donne sfigate che attendiamo sempre speranzose che la persona che ci piace ci dimostri di ricambiarci. Che si sia sposati, fidanzati, compagni di banco o nulla di tutto ciò.

Capisco poi il disagio di quelle persone che sono single, per carità di Dio. Perchè magari è un po’ irritante sentir parlare di regalini, cenette e ritrovarsi il 14 davanti alla tv con la sola scelta di film d’amore strappalacrime e l’istinto inrefrenabile di disdire l’abbonamento Sky. Però vi prego, capite anche quanto è frustrante per noi, povere innamorate, dover riporre così tante speranze in un unico giorno all’anno! Fatecelo godere un po’. Non fateci sentire reiette infami perchè ci piace tanto l’idea di essere coccolate, e magari lo raccontiamo alla nostra amica single, che per l’appunto è la nostra migliore amica! In fondo San Valentino dura solo ventiquattr’ore, poi tutto torna alla normalità.

 

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