Wilsoooooooon!!!!

Ma quanto è brutto avere addosso quella sensazione di presa per il culo che più palese non può essere? E doversi stampare in faccia un’ espressione fasullissima, di finta comprensione? Quello è ancora peggio. Non se ne può più. Cosa deve fare, del resto, un povero cristo davanti ad affermazioni allucinanti, che non stanno ne in cielo ne in terra? Affermazioni allucinanti che vengono spesso -troppo spesso!- partorite quando il tema affrontato è quello de “l’Uscita”. Ma sì, uscire. Uscire per bere un caffè, andare ad un aperitivo o allo spettacolo delle 21 -che di solito è quello più gettonato- del film appena uscito e che tutti vogliono andare a vedere. Perché -udite udite!- tutti noi (o quasi, ma son dettagli!) lavoriamo e la mattina ci dobbiamo alzare controvoglia…ma si sa, bisogna pur vivere! Quelle che per me (e spero anche per altri, perché se no vorrebbe dire che quella “fuori dal mondo” sono io, cosa assolutamente improbabile) sembrano essere argomentazioni valide e logiche per uscire in compagnia…per la stra maggioranza delle persone non lo sono. Generenazioni intere di ventenni e trentenni che si rifugiano dietro scuse che sembrano nate dalla mente contorta del creatore dei memes. Tutto appositamente studiato per “non fare cose”. Di qualsiasi tipo. Ma succede anche a voi di sentirvi esseri strani e incompresi, a causa di questo fenomeno inspiegabile? Si possono avere valangate di amici ma nulla può assicurarti che non siano affetti da questo virus della sociopatia o che prima o poi ne cadranno vittime.

Nel mio caso personale, le cose negli anni sono solo peggiorate, mai migliorate. Chi è affetto da questa malattia, ha davanti a se un lento ma progressivo peggioramento che lo porterà fino all’isolamento assoluto. E, come se non bastasse, è contagioso. Anche l’amica più brillante e divertente del gruppo -la prima a proporre idee strepitose per il sabato sera, quella che è sempre pronta a folleggiare e mettersi in gioco, per capirci- è soggetta ad un potenziale contagio. Quando accade? Ovviamente nel caso in cui dovesse fidanzarsi con un’individuo affetto da tale Morbo! Non fa un tubo lui, non fa un tubo lei.

Ma a noi, gente che ha avuto la fortuna di non contrarre malattie di questo genere (al massimo giusto la varicella e gli orecchioni), chi ci pensa?? Non v’è risposta.

Ci ritroveremo anche noi, un giorno non troppo lontano, come Tom Hanks, a doverci relazionare necessariamente solo con un Wilson. Il nostro Wilson. Unica fonte di apparente interazione con un altro essere. Non ci sarà altro da fare, perché davanti ad affermazioni quali <<Oggi non possiamo vederci perchè devo andare all’Unieuro a comprare un aspirabriciole>> o <<Stasera non contateci perchè siamo già usciti dai casa stamattina>> cos’altro possiamo fare se non stringerci forte al nostro Wilson, proteggendolo da ogni avversità ed insidie e sperando che non ci lasci mai e che rimanga sempre lì con noi a donarci un’illusoria compagnia? Sperando, in tutto ciò, di non doverci mai ritrovare a combattere contro una tempesta che minaccia di allontanarci da lui, unico vero amico, costretti ad urlare a squarciagola <<Wiilsoooooon!!!!!>>, magari in modo convulso ed un po’ preoccupante. E sperando, infine, che questo non debba mai accadere, incrociando le dita che qualcuno possa riprendersi da questo torpore insensato. Per ora, noi, non possiamo fare altro che stare lì, accanto al nostro caro Wilson. E dirgli grazie.Immagine

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