Realtà, questa sconosciuta!

“…Lei era sul molo, la brezza primaverile le scompigliava i capelli, un brivido di freddo le scese giù per la schiena. Sollevò per un istante gli occhi dal libro che teneva tra le mani, come sempre distratta dai suoi pensieri, da quei se e forse che da troppo tempo le attanagliavano la vita. Bastò quell’attimo per incrociare il suo sguardo e, per la prima volta, invece che guardare…vide.”

No. Le storie d’amore non cominciano così. Tantomeno continuano con Lui innamorato perso che ha votato a Lei la sua intera esistenza in modo totalmente incondizionato, anche se la tanto amata Lei del vento tra i capelli è indecisa su quale pretendente scegliere e, nel dubbio, gli chiede i famosissimi consigli “da amico” sul da farsi. E -udite udite- non finiscono neanche con l’arci-noto trinomio “gesto plateale con dichiarazione d’amore-corsa nel viale alberato-bacio sotto la pioggia” con tanto di pop-song di tendenza come colonna sonora in perfetto stile #vivremopersempre#felici#econtenti.

La realtà è un’altra, sognatrici mie belle, e cioè che la vita non è un libro di Federico Moccia, non è una qualsiasi saga di Fox Life e tantomeno un film tratto dai romanzi di Rosamunde Plicher che passano in estete su Canale 5. La realtà è che le storie d’amore, quando cominciano, sono sempre velate di un alone di dramma e, quando si avviano, la maggior parte delle volte somigliano a campi di battaglia.

Per prima cosa c’è l’Ansia dell’approccio. A seconda di chi si fa avanti, i rischi aumentano. Voi uomini, fondamentalmente, dovete preoccuparvi solo delle FdL -fighe di legno- che sono solite scambiare l’invito a bere una birra per una proposta di matrimonio. Troieggiano a destra e a manca ma nell’esatto momento in cui viene avanzata la proposta s’irrigidiscono come lepri abbagliate e rispondono un “NO” così categorico da far seriamente prendere in considerazione l’opzione del monachesimo. Per noi donne, invece, è più complicato. Il rischio principale è quello di intimorire l’uomo che, se vede una donna prendere l’iniziativa, si sente subito sminuito nella sua virilità. A parte che ve la demolite già da soli, tesorini belli, abbinando la riga-x del calzino di Stocazzo con la rifinitura-y del maglioncino di Staminchia…ma poi dico, cosa ci sarà mai di così spaventoso in una donna che manifesta apertamente il suo interesse? Bah.Immagine

Superata la prima fase, once the ice has been broken, ecco che arrivano le farfalle nello stomaco. E il Mondo diventa un posto migliore: tutto è rosa, tutto è bello e “Un homme et una femme” di Francis Lai diventa la colonna sonora di ogni momento passato insieme. Neanche una parvenza di baffo di nuvola all’orizzonte. Solo baci, amore e romanticismo. Peccato che questa sia solo la quiete prima della tempesta. Che di solito arriva dopo le prime due-tre settimane di idillio. Cos’è questa tempesta? Ma ovviamente è lo step della Reciproca Conoscenza! Quelli che credevate “amabili vezzi” si rivelano difetti mostruosi che neanche Madre Teresa riuscirebbe a sopportare, si acquisisce definitivamente la consapevolezza che al mattino l’alito non profuma di bergamotto sfatando dunque il mito del bacio appassionato al sorgere del sole, le converazioni sostituiscono i “pucci picci pacci” con argomenti più corposi e…rullo di tamburi….le liti! Si comincia a litigare per qualunque motivo. E solitamente i più futili sono anche quelli che inviperiscono di più.

A prima vista può sembrare obrobrioso, forse lo è anche…però mi domando: che senso ha una storia d’amore che non va mai oltre il periodo scemo dell’infatuazione? Va bene, è bello vivere tra arcobaleni e unicorni rosa e vedere nel partner la reincarnazione della Perfezione. Però poi basta. A d un certo punto diventa fastidioso. Il troppo storpia, come si suol dire. Il bello di una relazione è avere anche la possibilità di confrontarti un minimo con la persona che è al tuo fianco e che potrebbe restarci per tanto tantissimo tempo, salvo imprevisti ovviamente. Inoltre è il terreno ideale per capire se quella -e proprio quella- persona potrebbe seriamente fare al caso tuo. Che cavolo capisci con a fianco uno che sbatte le ciglia come la puzzola di Bambi un giorno sì e l’altro anche, del tutto incapace di sostenere una conversazione causa interferenza di coccole? Cosa c’è di bello in un troglodita che non fa valere le sue opinioni neanche a pagarlo perché troppo innamorato e impaurito dall’eventualità di offenderti se in disaccordo con te?! Capisci che è un idiota, ti stufi e lo molli per il primo burbero di turno.

Ragazze, siamo serie…le storie d’amore da film sono belle proprio perché irreali! Se le applichi alla vita quotidiana crollano come castelli di carta al primo boffo di vento. Senza contare che, prima o poi, ti fanno anche mandare a quel paese con un biglietto di sola andata da tutti quelli con cui hai a che fare.

Quindi facciamo una bella cosa, lasciamo i film stracciapalle al periodo pre-mestruale e iniziamo a guardare più documentari sulla vita amorosa del riccio…ok?! Quelli sì che insegnano come gira il mondo.

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